Arte: a Finalborgo una doppia personale di Bertolazzi e Lanfranco

di Claudio Almanzi – Proseguono a Finalborgo i preparativi per una Eugenio Lanfranco operasorta di stupenda doppia personale dedicata a Giuseppe Bertolazzi ed Eugenio Lanfranco. Si tratta di un nuovo importante appuntamento proposto dal Comune di Finale all’Oratorio de’ Disciplinanti: “Due artisti a confronto: Bertolbep, omaggio a Giuseppe Bertolazzi / Ianuae Sapientiae, opere di Eugenio Lanfranco” è il titolo dell’iniziativa curatoriale di Daniele Decia ed Armando D’Amaro.

“Giuseppe Bertolazzi ed Eugenio Lanfranco insieme? Sì -dicono i due curatori- Così diversi ma accomunati da passione per l’arte, estrema sensibilità e ‘crescita’ nella stessa grande fucina: Albisola. Beppe, nato a Torino nel 1933, vi giunse in bicicletta – ‘come se l’avessi rubata al vento, su e giù… e sono arrivato’ – più per gioco che per scelta cosciente, Morirà a Savona nel 2001. Poeta, ceramista e pittore -utilizzava con fantasia materiali diversi- fu anche, precorrendo arti ‘nuove’, performer: ad Albisola ricordano ‘Bertolbep’, come si era ribattezzato, talvolta fasciato da carta stagnola, altra proporsi come tappeto sul pavimento di un salotto, o ancora spargere notizia sull’arrivo di una astronave alla sua ricerca”.

Eugenio Lanfranco nasce invece a Savona nel 1953. Laureato in medicina lascia la professione per dedicarsi alla ceramica e dalla metà degli anni Ottanta inizia a collaborare con la manifattura ceramica albisolese “Fabbrica Casa Museo Giuseppe Mazzotti 1903” di proprietà di Bepi Mazzotti e del figlio Tullio. “L’arte – di Lanfranco- concludono Decia e D’Amaro- è più ‘interiore’, scorre tra Occidente e Oriente, tra Alchimia e Zen. Il creare ceramica, con i quattro elementi ed in tre fasi d’opera, ha qualcosa di alchemico: la terra è impastata con l’acqua, asciugata dall’aria e cristallizzata dal fuoco purificante. Lanfranco ‘plasma’ eliminando il superfluo per giungere, in ottica zen, al ‘contenitore’ di tutte le cose: in queste ceramiche vi sono chiavi o serrature perché le porte -Ianuae Sapientiae- sono simbolo del passaggio per transitare dall’ignoranza alla conoscenza, un viaggio alla ricerca dell’anima segreta delle cose”.

La mostra, che verrà inaugurata domenica 19 gennaio (alle 17e 30) sarà visitabile tutti i giorni fino al 23 febbraio (dalle ore 15 alle 20).