Consiglio regionale: relazioni e dibattito sulla manovra di bilancio (2)

Il Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

In Consiglio regionale Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha ripreso nel pomeriggio la relazione di minoranza del gruppo, interrotta prima della pausa. Ha rilevato che «la manovra contiene misure spot, non strategiche e, quindi, inadeguate ad affrontare la crisi». Il consigliere ha rilevato che il governo, guidato dalla stessa coalizione politica che amministra la Regione Liguria, non sembra intenzionato ad implementare il settore del trasporto pubblico e che questo avrà conseguenze negative sugli investimenti nel trasporto ligure, con pesanti ricadute sulle famiglie e sugli studenti. Garibaldi ha avvertito che, una volta interrotta la misura nazionale “Reddito di cittadinanza”, in Liguria oltre 12 mila persone si troveranno, da luglio, senza un sostegno economico e che la manovra regionale non tiene conto di questa emergenza e non prevede misure per contrastare la «povertà educativa». «Le azioni del Governo – ha aggiunto – possono essere mitigate dalle Regioni, se hanno la volontà politica di intervenire sui settori lasciti scoperti e di agire sulle emergenze, utilizzando gli spazi di discrezionalità economica, ma il bilancio regionale non presenta azioni per ridurre la povertà e le disuguaglianze perché manca la volontà politica». Secondo Luca Garibaldi la giunta non ha attuato la programmazione sanitaria di assunzioni e di ridisegno della rete territoriale per impegnare in modo adeguato i 150 milioni messi a disposizione dal Pnrr per investimenti per ospedali e case di comunità. Garibaldi ha rilevato che la cancellazione dell’Irap per le imprese under 35 incide poco sul tema dell’occupazione e ha proposto la riduzione dell’Irap per le imprese che assumono con contratti a tempo indeterminato. Il consigliere, infine, ha lamentato l’assenza nella manovra di fondi destinati alla prevenzione contro il dissesto idrogeologico e ha denunciato che il Fondo strategico regionale ha oltre 175 milioni di euro autorizzati, ma non ancora spesi, a sei anni dall’attivazione del Fondo stesso.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha illustrato la relazione di minoranza e ha rilevato: «La manovra non interpreta la fotografia della situazione reale del Paese e della Liguria». Il consigliere ha ricordato le difficoltà affrontate anche dalla Liguria durante la crisi pandemica e poi la crisi internazionale, che hanno penalizzato le fasce economicamente e socialmente più fragili. «Pure nei limiti di azione di governo che ha una amministrazione regionale – ha aggiunto – la manovra guarda poco ai soggetti più deboli e che hanno meno disponibilità economica e che, dunque, richiedono maggiori sostegni». Il consigliere ha definito «burocratico» l’intervento della Regione sottolineando che i provvedimenti finanziari «potevano osare di più». Rispetto alle misure di riduzione fiscale – e il consigliere ha citato il bollo auto- l’efficacia sarebbe ridotta rispetto ai benefici effettivi sulla comunità. Secondo Pastorino «le ricette proposte sono desuete e hanno dimostrato la loro arretratezza». Il consigliere ha valutato positivamente il trasferimento della delega alla sanità dal presidente della giunta Giovanni Toti, che ricopre anche quella al bilancio, all’assessore Angelo Gratarola e ha auspicato «un cambio di passo» dell’amministrazione soprattutto per migliorare l’assistenza sanitaria attuando una programmazione strategica che valorizzi anche la rete territoriale e non solo gli ospedali, riduca le liste di attesa attuando il Piano Restart per il recupero delle “fughe sanitarie”. Il consigliere ha preannunciato la presentazione di alcuni emendamenti sulla tutela ambientale, sulla fiscalità e, in particolare, l’esenzione del bollo auto nel 2023 per i soggetti sottoposti a dialisi, chemioterapia e radioterapia.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha illustrato la relazione di minoranza del gruppo.«Questa è una manovra senza coraggio, priva di interventi capaci di superare le criticità e di soddisfare le reali esigenze dei cittadini – ha esordito – soprattutto visto il particolare e delicato periodo storico e sociale che stiamo attraversando. Questa legge di bilancio non inserisce alcuna novità rispetto alle precedenti, anzi è perfino peggiorativa». «In Liguria – ha aggiunto – le politiche messe in atto in questi anni dal centrodestra rispecchiano fedelmente quelle della destracentro nazionale perché anche nella legge di bilancio regionale – ha aggiunto – non sono previsti aiuti alle famiglie. Aiuti veri. Anche questa è, dunque, una legge misera, senza coraggio, senza visione e senza la minima attenzione alle fasce in sofferenza della popolazione». Tosi ha citato, in particolare le agevolazioni Irpef che, già normata e istituita nelle precedenti leggi di bilancio, «non porta assolutamente interessanti benefici e vantaggi per le famiglie liguri». Il consigliere ha criticato, in particolare, la gestione del sistema sanitario nell’epoca post Covid: «I reparti di pronto soccorso ancora oggi sono intasati, reparti vitali sono stati chiusi e mai riaperti, ci sono liste d’attesa infinite con conseguenti fughe di pazienti verso altre regioni, privatizzazioni selvagge, e tagli su tagli ancora tagli a scapito del diritto universale alle cure sancito dalla nostra Costituzione. In questo quadro, in questi anni, abbiamo sentito slogan e promesse, tutte disattese». A questo riguardo Tosi ha citato, come promesse non mantenute, il piano “Restart” per abbattere le liste d’attesa, le misure sul lavoro, «il precariato non è occupazione credibile», e il Patto per il turismo, «in Liguria non è mai stata affrontata la questione della destagionalizzazione e così si va avanti con i contratti a tempo determinato che a fine stagione generano precarietà». Sempre rispetto al turismo Tosi ha criticato l’inserimento in manovra di ulteriori 800mila euro a favore dei Comuni per le manifestazioni: «E’ una misura sbagliata perché il 2022 è andato a gonfie vele per il turismo e, di conseguenza, i Comuni hanno introitato una grande quantità sia dalla tassa di soggiorno sia dagli accordi legati al patto del turismo. Dunque, in questo momento di crisi per molte famiglie, quelle risorse andavano destinate a ristorare chi è in difficoltà». Il consigliere ha proposto nella sua relazione l’inserimento di un bonus per luce e gas pari a 50 euro per gli utenti e le famiglie residenti in Liguria con un Isee fino a 20 mila euro, un bonus natalità di 150 euro a famiglia con Isee fino a un max di 40 mila euro, l’esenzione del bollo auto nel 2023 per i soggetti sottoposti a dialisi, chemioterapia e radioterapia e, infine, una riduzione della tassa automobilistica pari al 10% per i pagamenti effettuati dai contribuenti liguri mediante domiciliazione bancaria.

Nel successivo dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) hadefinito eccessive le spese riferite alla segreteria politica del presidente della giunta, ai servizi della giunta, alla comunicazione istituzionale e alla organizzazione di eventi, che ammonterebbero a 20 milioni di euro che – ha detto – potrebbero essere dirottati sull’abbattimento delle liste di attesa, per l’assistenza ai cittadini, per i servizi di quartiere, asili oppure per avviare sturtup giovanili.

Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha rilevato che la manovra non affronta con misure straordinarie la fragilità ambientale, la bassa denatalità, la fuga degli studenti liguri e le emergenze ambientali. Secondo il consigliere, inoltre, non viene affrontato adeguatamente il problema del lavoro precario, soprattutto nel turismo, o dei salari bassi, che riguardano in particolare la grande distribuzione. Secondo Candia i fondi per gli asili e per le Comunità energetiche sono insufficienti.

Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha dichiarato il proprio giudizio negativo sulla manovra, in quanto rappresenterebbe più un «libro dei sogni» che non rappresenta la realtà della Liguria e che non contiene interventi concreti per affrontare le emergenze. Il consigliere ha rilevato, in particolare, lacune legate all’assistenza sanitaria, alla qualità delle strutture sportive, dell’offerta scolastica e formativa, della programmazione nel settore della cultura.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha condiviso le critiche di Arboscello. Secondo il consigliere nella manovra non ci sono misure adeguate per affrontare le emergenze sanitarie e ridurre le liste di attesa, che costringono il cittadino a rivolgersi a strutture private. Natale ha chiesto più fondi per sostenere i maggiori costi per la manutenzione dei mezzi da parte delle aziende del servizio di trasporto pubblico locale e ha annunciato la presentazione di ordini del giorno emendamenti che introducono aiuti alle famiglie.

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha definito una anomalia il fatto che la programmazione sociosanitaria subisce un «disallineamento rispetto alla previsione di bilancio», in quanto il Piano sarà approvato solo nei prossimi mesi cioè dopo la manovra. Il consigliere ha contestato i ritardi nella realizzazione dell’ospedale unico a Taggia, del raddoppio della linea ferroviaria nel ponente ligure, della Gronda e del Terzo Valico. Ioculano, infine, ha chiesto alla giunta di ripristinare la legge contro il gioco d’azzardo.

Armando Sanna (Pd-Articolo Uno) ha riconosciuto le difficoltà della situazione e ha chiesto, in questo contesto emergenziale, un maggiore confronto sul bilancio con la giunta. Secondo il consigliere, infatti, la manovra è «ingessata e quasi paralizzata nell’azione di governo e non riesce a delineare un futuro ai giovani e al nostro sistema sanitario». Sanna ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti per la riduzione dell’Irap per le produzioni artistiche e per un fondo a sostegno della progettazione dei piccoli Comuni.

Paolo Ugolini (Mov5Stelle) ha ricordato la crisi energetica in atto e l’ormai consolidata emergenza ambientale e ha ribadito la necessità di proseguire la decarbonizzazione dell’ambiente e ha rilevato che, in questa fase di transizione ecologica, le comunità energetiche sono una ottima opportunità. Il consigliere ha chiesto alla giunta di snellire le pratiche di attivazione delle comunità e ha preannunciato la presentazione di alcuni emendamenti in merito.

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha sottolineato che «la manovra ha tradito le aspettative dei cittadini» perché «è un bilancio grigio, fotocopia di quelli precedenti ma arricchito dai soldi che lo Stato ha trasferito alla Liguria». Rossetti ha rilevato che il Pnrr rappresenta un’ottima opportunità che, però, richiede processi di programmazione molto serrati per avere impatti positivi sulla salute del cittadino mentre – ha ribadito – mancano strumenti adeguati, come il Piano socio sanitario e nuove politiche attive del lavoro.

Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha replicato alla minoranza: «Mi sembra che la descrizione della Liguria emersa in alcuni interventi – ha esordito – in realtà non sia così. Non si possono certo negare i problemi che ci sono nel nostro Paese e quanto incombe su di noi, ma è altrettanto vero che il quadro macroeconomico contenuto nel Defr dimostra che la Liguria mediamente cresce più dell’Italia di quanto ci aspettavamo. Questi – ha ribadito il presidente – sono numeri e non sono mie considerazioni personali, il pil ligure cresce e l’occupazione in Liguria è cresciuta più che in Italia». Il presidente ha replicato anche alle critiche sulla carenza della formazione: «Il 57% dei ragazzi che seguono la formazione in Liguria trovano un lavoro coerente con questa formazione, i porti liguri sono cresciuti più degli altri porti e non è vero che in Liguria cresce solo il turismo ma crescono anche i servizi, i servizi all’impresa, l’edilizia, l’export e la tecnologia come l’artigianato». Toti ha sottolineato: «In Liguria c’è un modello di crescita e di sviluppo sociale chiaro e il fatto che, non piaccia alla minoranza, non vuol dire che non sia un buon modello, ma è il modello che hanno scelto gli elettori ed è fatto di alcuni capisaldi: il maggior aiuto alle famiglie si raggiunge attraverso lo sviluppo economico e del lavoro e questo richiede la competitività del sistema nella crescita sia nelle politiche a sostegno delle imprese». Toti ha aggiunto: «Abbiamo agito sapendo che alcune iniziative hanno anche controindicazioni, ma scegliere fa parte della politica scegliere». Il presidente ha rigettato le critiche sulla manovra: «Questa non è una manovra ordinaria, ma a sostegno della crescita, è una manovra espansiva attraverso precise politiche fiscali a sostegno delle imprese e attraverso processi di semplificazione normativa». Rispetto al tema sanitario Giovanni Toti ha precisato: «Questa è la manovra cardine degli investimenti in sanità degli ultimi 50 anni» e ha citato le opportunità offerte, in questo senso, dal Pnrr, dagli accordi di programma sull’edilizia sanitaria e sulla digitalizzazione e ha ricordato che «la Liguria da tempo è al quinto posto sui livelli di lea nazionali. Certamente si può fare di più, ma pensare che la Liguria sia quelloadi cui i consiglieri hanno parlato oggi non è corretto». Il presidente si è poi soffermato sul progetto dell’ospedale Felettino ribadendo la correttezza delle procedure e ha sottolineato che il sostegno nella manovra alle fasce deboli si dà favorendo la competitività del sistema e ha ricordato il rifinanziamento del Fondo delle gravi disabilità nel quale la Liguria è l’unica regione che copre tutti i bisogni a prescindere dall’Isee. «ELa Liguria ogni anno – ha aggiunto – finanzia con 36 milioni a carico della fiscalità generale della Regione il Fondo dei trasporti per integrare quanto arriva dal Governo e abbiamo fatto il più grande investimento pubblico sul contratto di servizio pubblico del ferro che si sia mai visto in una regione italiana, per abbassare l’età media del materiale rotabile». Fra le altre questioni sollevate dai consiglieri di minoranza, rispetto alle spese di comunicazione, Toti ha ribattuto: «La comunicazione è fondamentale nel percorso di crescita della Liguria e continueremo a investirci perché è fondamentale utilizzare la leva del marketing per attirare persone sul nostro territorio e sui nostri prodotti e continueremo a farlo».