“Stabat Mater”: valorizzare il territorio attraverso la musica sacra

In scena per cinque serate “Stabat Mater”, lo spettacolo itinerante che vede protagonisti giovani mimi e canti sacri

In linea con un progetto che ha avuto inizio lo scorso anno e che punta alla valorizzazione del territorio, lo spettacolo itinerante “Stabat Mater”, la pagina sacra più nota di Giovanni Battista Pergolesi, sarà protagonista in cinque serate in alcuni siti religiosi della nostra provincia – e non solo – grazie alla splendida regia di Renato Bonajuto, alla straordinaria direzione di Manuela Ranno e alle due mirabili interpreti Ksenia Bomarsi e Sofia Janelidze.

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Ecco che il Santuario di N.S. di Misericordia di Savona, la Chiesa di San Matteo a Laigueglia, la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Andora, il Teatro Alfieri di Asti e il Santuario di Santa Croce in Monte Calvario a Imperia ospiteranno la realizzazione scenica dello “Stabat Mater” in forma di sacra rappresentazione: accompagnati dalla musica, giovani mimi riprodurranno alcuni dei più celebri quadri religiosi del barocco ligure.

Forte di un enorme numero di esecuzioni – la Sequenza ebbe molteplici redazioni e, nella forma a noi nota, fu messo in musica da oltre 400 compositori – è una delle poche pagine del Settecento sempre rimasta in repertorio e con la quale tutti i compositori successivi a Pergolesi sono stati obbligati a confrontarsi.

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Il testo dello “Stabat Mater”, attribuito a Jacopone da Todi, racconta esattamente quello che succede durante la crocifissione, attraverso lo sguardo pietoso della Madre: lo fa in un latino estremamente comprensibile e la scrittura pergolesiana sembra asservirsi allo strazio della Madonna. Ciò che Jacopone fa con le parole, Pergolesi lo fa con i suoni: a un soprano, un contralto e una piccola orchestra d’archi Pergolesi affidò questo testo in cui il tormento di Maria ai piedi della croce si trasforma in una chiamata a condividere la desolazione e il pianto di fronte al corpo straziato del Figlio.