Il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga: il punto degli Educatori professionali

«Come sappiamo l`uso e l`abuso di sostanze stupefacenti è una condizione vissuta da milioni di persone nel mondo che si ritrovano ogni giorno a combattere non solo con gli effetti che le sostanze producono sul normale stato di salute psico-fisica, ma anche con le ricadute sociali di stigma e discriminazione, conducendo spesso chi si trova in questa situazione a non accedere ai servizi di cura presenti sul territorio, rimanendo incastrati in una condizione spesso legata alla vergogna e al senso di fallimento» è quanto afferma Elena Solinas, vicepresidente della Commissione di albo degli Educatori professionali dell’Ordine TSRM e PSTRP di Genova, Imperia e Savona.

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Quello del ricorso alle droghe non è un fenomeno diffuso solo tra i giovani ma è ben radicato anche nella popolazione adulta, indistintamente tra uomini e donne. Certamente, quello che sappiamo, è che questo fenomeno inizia sempre più precocemente e sta iniziando ad evidenziarsi già nella fascia di passaggio tra la preadolescenza e l`adolescenza con un uso non solo legato alla socializzazione e all’integrazione nel gruppo, ma anche con frequente assunzione individuale per combattere ansia, stress, insonnia e malessere psichico. Le ricadute che l`uso di sostanze hanno sulla salute psicofisica dei giovani e giovanissimi si estendono anche ad implicazioni sociali e, ovviamente, di tipo legale, aspetto che spesso viene sottovalutato dai consumatori stessi.

Quello dell`Educatore professionale, professione sociosanitaria ricompresa negli Ordini TSRM e PSTRP, può essere un ruolo chiave nel promuovere l`accesso ai servizi presenti sul territorio favorendo la presa in carico e collaborando con l`équipe, nel proporre programmi che al sostegno farmacologico e psicologico, prevedano interventi con evidenze scientifiche basati sulla motivazione e sul cambiamento di condotte disfunzionali. «L`Educatore professionale – continua Solinas – può essere una risorsa nell`agire preventivo con giovani e giovanissimi mediante interventi sia di natura informativa (quindi legati alla conoscenza delle sostanze, dei loro effetti sulla salute e sulla legalità di queste) ma anche di natura educativa, grazie alla promozione di interventi volti a stimolare l`acquisizione di competenze di vita, conosciute anche come “Life Skills” , (ne sono esempi il pensiero critico, il problem solving, la gestione dello stress e la gestione emotiva), che se in possesso, come ci dice l`Organizzazione mondiale della sanità, forniscono un ottimo strumento di autodeterminazione, compiere scelte salutari di vita e comprendere le conseguenze delle proprie scelte gestendo al contempo in modo funzionale le proprie emozioni e difficoltà quotidiane senza dover ricorrere alle sostanze per farlo».

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