Alassio: “No allo spostamento del punto nascite di Santa Corona”

"Siamo consapevoli della necessità di mettere in atto le strategie più efficaci nella lotta al Coronavirus, ma viviamo in una realtà dove soluzioni annunciate come temporanee hanno il fastidioso uso di divenire definitive, e questo non possiamo permetterlo"

Ospedale Santa Corona - Pietra-Ligure

Alassio / Pietra Ligure | Il punto nascite  dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure è di fondamentale importanza per tutto il nostro territorio che vive una carenza cronica dal punto di vista infrastrutturale e nel quale, quindi, è ancora più importante avere una sanità territoriale diffusa. Si aggiunga che si tratta di un reparto di eccellenza, innovativo per metodologie e dotazioni.

“Siamo consapevoli – spiegano dall’amministrazione comunale di Alassio – della necessità di mettere in atto le strategie più efficaci nella lotta al Coronavirus, ma viviamo in una realtà dove soluzioni annunciate come temporanee hanno il fastidioso uso di divenire definitive, e questo non possiamo permetterlo. Il punto nascite dell’Ospedale Santa Corona con i reparti di ginecologia e ostetricia, è il riferimento per un territorio molto vasto che comprende tutta l’area costiera da Andora a Finale Ligure e il relativo entroterra. Non si può pensare di togliere in via definitiva questo fondamentale servizio”.

“Sappiamo che è in corso una raccolta di firme anche on line e l’idea è quella di sottoporre al prossimo Consiglio Comunale un’azione di coordinamento anche con gli altri sindaci del territorio sulla scorta di un’azione già avviata proprio in seno all’Amministrazione di Pietra Ligure. Occorre che tutti condividano un documento di impegno presso le autorità competenti affinché tale decisione venga rivista e rivalutata alla luce del ruolo fondamentale del Dea di II Livello e di tutte le sue specialità quale punto di riferimento per l’intero ponente ligure. Da marzo ad oggi questo coronavirus ci ha ampiamente dimostrato che dobbiamo imparare a convivere con quello che oggi si chiama Sars-CoV-2 e che domani potrebbe avere un altro nome”.

“La nostra realtà locale è ben lungi dall’essere considerata zona arancione e forse sarebbe più logico nel rispetto delle cittadinanze che in questi mesi sono state virtuose evidenziare le differenze. Occorre cambiare visione ed iniziare a gestire l’evento Covid in maniera organica e pianificata così da non dover ridurre, o peggio, tagliare ulteriormente servizi ai cittadini. In un clima di fragilità e incertezza, come quello odierno, ci pare controproducente intaccare l’integrità di un ospedale di grande importanza e di riferimento per tutto il ponente ligure come il Santa Corona”.