Ordinanza Regione Liguria, Gruppo Pd: “serve coordinamento tra regioni, governo e autorità sanitarie”

"Il Governo deve confrontarsi con le Regioni, ma le Regioni devono coordinarsi con il Governo: le fughe in avanti, in questa fase, sono molto pericolose"

Pd Bandiere

Genova | Il Gruppo Pd in Regione Liguria pone alcune questioni sull’ordinanza che consente in maniera condizionata la ripresa di alcune attività sul territorio (leggi QUI: Regione Liguria, in vigore decreto 18: anche i balneari potranno effettuare opere di manutenzione). «Tutti noi – si legge in una nota del Pd –siamo convinti che il Governo e le Regioni debbano preparare già oggi il riavvio del sistema produttivo, in modo che possa essere veloce e garantito da sistemi e dispositivi di sicurezza che impediscano una ripartenza del contagio. La scienza ci dice infatti che servono ancora cautela, isolamento e comportamenti ispirati al diradamento sociale se vogliamo che la curva del virus cali. C’è solo una cosa peggiore di non riaprire: riaprire e poi dover tornare a chiudere. La parola d’ordine deve essere quindi, “coordinamento”. Il Governo deve confrontarsi con le Regioni, ma le Regioni devono coordinarsi con il Governo: le fughe in avanti, in questa fase, sono molto pericolose. Chiediamo inoltre al Presidente Toti di impegnarsi a comunicare chiaramente questo principio: al di là delle merito delle scelte occorre che i comportamenti sociali rimangano, almeno fino al 4 maggio, gli stessi delle ultime settimane e continuino a seguire scrupolosamente le indicazioni del Governo».

«Scendendo, invece, nel merito dell’ordinanza regionale – proseguono i consiglieri del Pd – , consideriamo assai discutibile la scelta di inserire, fra le attività autorizzate, i piccoli cantieri di edilizia privata, che includono le ristrutturazioni delle abitazioni. Parliamo di lavori già abitualmente sottoposti a scarsissimi controlli. In questa fase non esiste alcuna concreta possibilità che il sistema pubblico possa garantire l’osservanza delle norme individuali e collettive disposte dal dpcm del Governo. Lo diciamo a tutela sia dei lavoratori, sia dei cittadini. Crediamo poi sia necessario chiarire la norma relativa alla possibilità di curare orti privati, perché sappiamo che, in seguito a questa decisione, si sta scatenando un’ondata di ritorno del turismo nelle seconde case. È importante armonizzare questa norma alle disposizioni del dpcm del Governo. Occorre inoltre evitare che chi pratica queste attività incorra in multe e scongiurare, al tempo stesso, il rischio di un eccesso di mobilità, che contraddirebbe tutte le limitazioni e le misure intraprese in questo mese e mezzo».

«Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari sarebbe opportuno limitare gli interventi alle attività di sistemazione e pulizia escludendo montaggi e allestimenti, che andranno programmati nel contesto di misure che permettano la riapertura qualora ve ne saranno le possibilità, come auspichiamo. È comunque necessario garantire fin da ora un adeguato sistema di controlli che verifichi il distanziamento sociale e l’utilizzo di dpi per l’attività di manutenzione delle spiaggia, per evitar rischi alla salute pubblica dei lavoratori e della comunità».