Savona, Moni Ovadia: “Memoria e Olocausto”

Lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia a Savona ricorderà il dramma dell'Olocausto, proponendo alcune riflessioni affinché il Giorno della memoria non si riduca ad un rituale celebrativo e vacuo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo

Moni Ovadia

Savona | Lunedì 27 gennaio alle ore ore 18 in Sala Rossa del Comune ci sarà un incontro con lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia che parlerà di “Memoria e Olocausto”, il dovere di ricordare le atrocità e le discriminazioni di ieri e di oggi nell’ambito della Giornata della Memoria. Introduce Renata Barberis; l’incontro è a cura di Libreria Ubik, in collaborazione con ANED Associazione ex deportati, ISREC Istituto storico della Resistenza, Comunità di san Benedetto. In In mattinata al Teatro Chiabrera ci sarà anche un incontro con le scuole savonesi e la sera, alle ore 21 e sempre al Teatro Chiabrera, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Dio ride” con Moni Ovadia e la Stage Orchestra.

RobertoMichels

Moni Ovadia nel pomeriggio in Sala Rosssa a Savona ricorderà il dramma dell’Olocausto, proponendo alcune riflessioni affinché il Giorno della memoria non si riduca ad un rituale celebrativo e vacuo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo. “Raccontare la Shoah significa trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza di quelle mostruosità che l’uomo ha perpetrato, perché sappiamo che la storia può ripetersi in forma forse non identica ma con esiti altrettanto devastanti”. 

“Io conosco la Shoah. Tuttavia ritengo che oggi essa venga strumentalizzata per altri scopi. Il giorno della memoria sta diventando il giorno della falsa coscienza. L’Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale. Ma l’ebreo di oggi è il rom, considerato ancora paria dell’umanità, è il musulmano, il palestinese, è il profugo che trova la morte nella fossa comune del Mediterraneo”. “Abbiamo bisogno di sapere- suggerisce Ovadia- che la memoria serve ad edificare presente e futuro. Altrimenti, è solo vuoto celebrativismo. E allora, che si parli pure di una giornata ‘delle memorie'”. 

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