Melgrati: “Il Patto per la Salute mette in pericolo il DEA di Santa Corona?”

Il decreto per gli standard ospedalieri facente parte del patto per la salute Marco Melgrati B1 002014-2016 di recente emanazione (agosto 2014) fissa, riclassifica e organizza le reti ospedaliere in base a parametri di entità popolazione. Lo fa sapere il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: «dalla lettura del decreto che dovrà essere adottato a breve si legge che un ospedale DEA di secondo livello come il Santa Corona dovrebbe servite un bacino di popolazione compreso tra 600.000 e 1.200.000 persone (con uno scostamento in più o in meno del 6%) . Evidentemente, la provincia di Savona e quella di Imperia i cui territori gravitano nell’ambito del Santa Corona, sommando poco meno di 500.000 residenti (495.530),  non sembra possano raggiungere i parametri di Legge affinché sia confermato il DEA di Secondo livello. Per non parlare dei requisiti che dovranno possedere gli ospedali di Primo livello o quelli di Base».

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«Sotto questo aspetto credo che sarà necessario apportare un po’ di riordino, rivedendo anomalie consolidate come le improprie specialità detenute nell’Ospedale di Savona, nonostante la sua classificazione inferiore, a svantaggio del DEA di Pietra Ligure. Chiederò all’assessore, il quale ha certamente partecipato ai lavori della concertazione Stato-Regioni nella predisposizione del regolamento, se si è posto il problema e come intenderà gestire questo potenziale pericolo per uno dei due DEA liguri, quello pietrese di S. Corona, per il quale dovrà essere necessariamente richiesta una deroga. Deroga che è ovvio pensare sarà basata su incontrovertibili elementi come la conformazione territoriale e orografica ligure, le relative distanze chilometriche e isocroniche, gli ingenti flussi turistici estivi che innalzano la popolazione che gravita sui nostri ospedali e su realtà specifiche che la penalizzano».

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«Quindi – prosegue Melgrati – se l’assessore ha notizie su cose che non conosciamo lo invitiamo a informarci senza indugi oppure, se non ha ancora pensato a questa problematica è giunto il momento di dire la verità! È logico pensare che una regione come la nostra non potrebbe sopportare la soppressione di un DEA unico a causa di qualche burocrate romano o di qualche osservante esecutore dei diktat europei in materia di tagli lineari. Non dimentichiamo che una provincia come l’imperiese, la quale ora fruisce della copertura dell’ospedale pietrese, si trova in posizione di confine e pericolosamente distante dal DEA di San Martino, non potendo fruire di assistenza dagli ospedali francesi o piemontesi».

«Questo deve dirci con chiarezza l’assessore Montaldo. O se la chiusura di reparti e di funzioni al plesso ospedaliero di Santa Corona non nasconda una strategia tesa a declassare il nosocomio Pietrese. Non mancheranno le sorprese anche leggendo dal regolamento tutte le specialità che dovranno possedere ospedali di BASE come quello di Albenga, ampiamente legittimato alla sua esistenza grazie al grosso bacino residenti e oltre ai flussi turistici, forse anche mettendo in conto di doverlo reintegrare delle specialità sottratte».

Continua Melgrati: «se leggiamo lo Stralcio del Punto 2.4 DEA di Secondo Livello lo stesso recita: “2.4 I presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, sono strutture dotate di DEA di II livello. Tali presidi sono istituzionalmente riferibili alle Aziende Ospedaliere, alle Aziende Ospedaliero universitarie, a taluni IRCCS e a Presidi di grandi dimensioni della ASL. Tali presidi sono dotati di tutte le strutture previste per l’Ospedale di I Livello, nonché di strutture che attengono alle discipline più complesse non previste nell’Ospedale di I Livello, quali a titolo indicativo , nel rispetto del criterio prevalente dei bacini di utenza di cui al successivo punto 3.: Cardiologia con emodinamica interventistica h. 24 (bene abbiamo fatto a insistere per l’attivazione di questo presidio h.24), Neurochirurgia, Cardiochirurgia (che non c’è) e Rianimazione cardiochirurgica, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica, Chirurgia Maxillo-facciale, Chirurgia plastica, Endoscopia digestiva ad elevata complessità, Broncoscopia interventistica, Radiologia interventistica, Rianimazione pediatrica e neonatale, Medicina Nucleare e altre eventuali discipline di alta specialità; devono essere presenti h.24 i Servizi di Radiologia con almeno T.A.C. ed Ecografia (con presenza medica), Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Ci sono tutte queste specialità in maniera completa, o molte sono state ridimensionate o accorpate a reparti del S.Paolo di Savona? Nelle regioni con popolazione inferiore ai 600.000 abitanti (qui invece si parla di Regioni e non più di bacino di utenza), l’attivazione o la conferma dei presidi ospedalieri di II livello è subordinata alla stipula di un accordo di programmazione integrata interregionale con le regioni confinanti in modo da garantire il rispetto del valore soglia del bacino di utenza sopra indicato. Tale accordo interregionale va stipulato entro il 31 dicembre 2014, quindi “domani”. Ma è necessario sottoscriverlo?».

«Inoltre il decreto fissa con una formula complessa il calcolo da eseguirsi per effettuare i tagli dei posti letto ospedaliero per ricondurli entro il parametro (da terzo mondo) di 3,7 Posti Letto ogni 1000 abitanti. L’anomalia che riscontro è che quei posti letto sono già stati tagliati nei nostri ospedali nel 2012, in frettolosa osservanza della Spending Review montiana, quindi in assenza dei parametri da considerare nella formula, i quali erano demandati ad un regolamento fino ad oggi mai emanato! Dato che entro dicembre, come recita la norma, si dovrà provvedere al calcolo dei posti letto da tagliare, posti letto i quali come noto sono invece stati già soppressi. Tagli che da noi sono avvenuti arbitrariamente da parte dei Direttori Generali, in accordo con l’assessore Montaldo».

«Credo che sarà preciso compito dell’assessore effettuare il ricalcolo esatto, questa volta conformemente alle istruzioni contenute nel regolamento. Sarebbe infatti spiacevole dover apprendere che sono stati tagliati dai nostri Ospedali un numero di posti letto maggiori di quanto prescriveva la legge. Su che base sono stati fatti i calcoli, visto che il decreto NON esisteva ancora? Sono corretti o no? Non dimentichiamo che gli Ospedali di Albenga, Pietra Ligure e Cairo sono quelli che hanno pagato maggiormente questo draconiano e frettoloso taglio lineare, effettuato all’indice di presunte e improbabili “razionalizzazioni” e “accorpamenti”. Nel caso di Albenga, con la soppressione di interi reparti quali Ortopedia e Chirurgia oltre al declassamento del Pronto Soccorso, un ospedale efficiente e modernissimo è stato maldestramente depotenziato generando irrazionali sprechi per non completo utilizzo delle sue potenzialità, oltre ad aver sovraccaricato l’attività del DEA di Pietra Ligure».

«Per questi motivi, continua il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, ho presentato una interrogazione consigliare e presenterò una mozione affinché l’assessore chiarisca questi aspetti, anche se, come ricordiamo, la rete delle emergenze subì irritualmente delle modifiche a cura dei direttori generali delle AASSLL, delegati dalla Regione in forza di una legge regionale (LR 29/2012) dove si eludeva il passaggio dal Consiglio Regionale, previsto invece dalla LR 41/06. Assessore Montaldo e giunta del PD, è venuto il momento che dovete mettere mano al riordino della rete delle emergenze e questa volta non potrete farlo bypassando pilatescamente il Consiglio regionale come l’ultima volta! Sarete obbligati a breve a dichiarare con il voto il vostro pensiero sugli ospedali del savonese e ad assumervi importanti responsabilità davanti ai cittadini. Il nostro gruppo consigliare a questo proposito intende presentare un ODG da far approvare al Consiglio Regionale che consolidi e approvi la realtà del DEA pietrese di 2° livello nella rete delle emergenze e ne decreti il suo futuro con il ripristino delle specialità che sono state scippate e che sono funzionali per LEGGE alla sua classificazione».

«Ricordo che molti autorevoli esponenti del PD del ponente e anche savonesi, non hanno avuto esitazione nel levare gli scudi a difesa del Santa Corona con dichiarazioni nette, in occasione della boutade estiva del vicesindaco di Savona il quale immaginava oniricamente di poter azzerare le realtà ospedaliere del savonese a vantaggio di un ospedale unico. Ora, conclude il capogruppo di Forza Italia Melgrati, l’assessore Montaldo e il gruppo del PD in Consiglio Regionale avranno l’occasione per dimostrare che le dichiarazioni sui media in difesa del Santa Corona e degli ospedali di Albenga e Cairo non erano strumentali e tesi ad una pre –campagna elettorale».

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1 Commento

  1. Però questi grillini ..non sono poi così sprovveduti: hanno presentato una mozione sulla sanità a Pietra, il sindaco con un clamoroso autogoal l’ha respinta e loro l’hanno inviata a quanto si è letto dai giornali a tutti i consiglieri regionali… oVVIAMENTE, L’UNICO che si batt eancora pe rla sanità publbica cioè Melgrati l’ha presa in considerazione.
    Adesso con questa tegola del Patto per la Salute la regione dovrà per forza prendere una posizione: se davvero come si dice l’intenzione era quella di declassare il Santa Corona e portare il DEA a Savona..le cose si mettono male perchè va a finire che di DEA ne potrebbe restar esolo uno a Genova al San Martino.
    Tutte le osservazioni di Melgrati sono comunque vere e una deroga è possibile ottenerla ma… questa volta la regione dovrà dichiarare senza strumentalizzazioni elettorali i suoi propositi sul futuro di Santa Corona.

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