In Consiglio regionale Dibattito sul Piano Sociale Integrato Regionale (Psir) 2024-2026 (2)

Il Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

In Consiglio regionale nella seduta del pomeriggio è proseguito il dibattito sul Piano Sociale Integrato Regionale (Psir) 2024-2026 .

Sergio Rossetti (Gruppo Misto – Azione) ha illustrato la relazione di minoranza. Il consigliere ha ricordato che dal 2015 il Piano non è mai stato rinnovato. «La prima grande criticità – ha dichiarato – consiste nella mancanza di dialogo tra stesura e successiva approvazione del Piano Socio Sanitario Regionale e il Piano dei Servizi Integrati. La Giunta ha scelto di non far partire una discussione parallela ai due Piani». Rossetti ha aggiunto: «Uno dei problemi quotidianamente vissuti dai servizi è la difficoltà di garantire sostegno alle persone anziane con poca rete sociale e basso reddito: i servizi ospedalieri fanno riferimento a quelli territoriali socio sanitari e ai servizi sociali, che però fanno fatica a dare risposte perché i Comuni soffrono pesantemente la mancata disponibilità di risorse appropriate e di una rete dei servizi sufficiente». Secondo Rossetti, dunque, la seconda criticità riguarda proprio l’assetto economico, soprattutto in relazione al carico sostenuto dai Comuni: «Non si capisce quali esiti abbiano dato le simulazioni per la nuova distribuzione delle risorse economiche agli Enti Locali, che hanno in più sedi manifestato la grande preoccupazione che a fronte di un piano descrittivo non derivino trasferimenti di risorse sufficienti per i servizi sociali basilari, e non troviamo traccia degli sviluppi, sotto il profilo del finanziamento, che il Piano comporterà». Secondo il consigliere, inoltre, non è chiaro quale sia l’investimento, sulla parte corrente, della Regione, ma ha valutato positivamente l’istituzione dell’Osservatorio sulla Disabilità. Rispetto alla condizione abitativa e al tema della disoccupazione, «il Piano è debolissimo sul processo dell’integrazione dei servizi». Il consigliere ha concluso: «Occorre capire quali sono gli strumenti di attuazione dello PSIR che non sono del tutto chiari, se non in termini di nascita di commissioni, gruppi, tavoli e cabine di regia e, dunque, non si capisce sul piano

delle cose concrete come si costruiranno questi rapporti».

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Dibattito

Al termine delle relazioni di maggioranza e minoranza è iniziata la discussione generale sul provvedimento.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha rilevato che il piano dimostra competenza, anche grazie al contributo dei tecnici degli uffici regionali, è organico ed è stato il frutto di ampie consultazioni. Sansa ha espresso, invece, perplessità soprattutto per la parte relativa al settore dei detenuti, sulla partecipazione dei privati nella gestione dei servizi, tuttavia manca la parte più politica e, dunque, rischia di essere un Piano incompiuto.

Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha dichiarato che il Piano è una importante scommessa e fornisce la cornice strumentale e programmatica entro cui saranno forniti i servizi contestualizzati sulla base dei bisogni rilevati nel territorio. Secondo Bozzano le “aree tematiche” esprimono le necessità dei cittadini allo scopo di non lasciare indietro nessuno, grazie ad una integrazione con il settore sanitario e le politiche per il lavoro e per la casa.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che il Piano ha una responsabilità tecnica, ma che deve essere, soprattutto, un atto politico indicando gli orientamenti della giunta e ha rilevato, in questo senso, poca chiarezza rispetto alle risorse che dovrebbero essere impegnate per realizzare quanto previsto. Secondo il consigliere, inoltre, mancano indicazioni specifiche relativamente al coinvolgimento dei Comuni e mancherebbe un coordinamento far le diverse funzioni.

L’assessore ai servizi sociali Giacomo Giampedrone ha ringraziato gli uffici regionali e i componenti della II Commissione Salute e ha rilevato l’ambizione del progetto che traguarda tre anni specificando che si tratta di una cornice complessiva sui bisogni e con un ordine preciso circa gli interventi da realizzare. L’assessore ha precisato che più di 190 milioni sono già a disposizione del Piano e che il Piano è espressione anche delle esigenze manifestate dai sindaci, e condivise anche con ANCI, durante le audizioni e il lungo lavoro di confronto avviato nel 2023. Giampedrone ha spiegato che il documento è su larga scala ed è comunque modificabile ricordando quanto avvenuto in questi anni, e ha citato la pandemia Covid e la guerra in Ucraina. L’assessore ha assicurato che il piano contiene una equa redistribuzione delle risorse e che ha ampie coperture anche ben oltre la sua durata e ha definito il provvedimento un buon punto di partenza, un documento aperto con una visione ampia e che è una fonte di stimolo per meglio rispondere alle esigenze del cittadino.

Al termine della discussione generale è iniziata la votazione degli emendamenti, che proseguirà domani mattina con la votazione anche degli ordini del giorno collegati al provvedimento e del testo nel suo complesso.