Albenga: verso la depurazione di Vadino

Albenga punta alla depurazione del 100% dei suoi reflui con il collettamento di Vadino all’impianto di viale Che Guevara.
L’iter, il cui impulso di partenza è partito dal Comune di Albenga, ha visto diversi passaggi che hanno coinvolto gli Enti di competenza.
In particolare:

  • il 2 febbraio 2021 l’ing. Angelo Gallea ha presentato al Comune di Albenga e ad APS il progetto relativo al completamento della depurazione della Città delle Torri,
  • a marzo 2021 lo stesso è stato protocollato in Provincia (Ente d’ambito),
  • da qui l’apertura della conferenza dei servizi che ha permesso di candidare il progetto – rivisitato e revisionato – al bando per accedere al finanziamento dei fondi PNRR.

Afferma il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis: “Tra i temi fondamentali nei quali la nostra Amministrazione ha sempre creduto e puntato riuscendo a raggiungere ottimi risultati, vi è senz’altro quello della depurazione.
Importantissimo è stato realizzare l’impianto di depurazione primaria di viale Che Guevara che oggi permette di depurare il 70% dei nostri reflui, ma il nostro obiettivo è stato, da sempre, quello di arrivare al 100% della depurazione.
Per questo abbiamo chiesto all’ing. Gallea di preparare un progetto per il collettamento di Vadino, progetto che è stato presentato agli Enti competenti, Provincia e APS in particolare.
Avviando l’iter abbiamo permesso di aprire la conferenza dei servizi che ha portato al progetto di collettamento che potrà essere candidato per l’ottenimento dei fondi PNRR necessari per la sua realizzazione (oltre 3 milioni di euro).
Nel 2022 non è più pensabile non depurare i reflui. La tutela ambientale è un tema importantissimo e con risvolti positivi anche per quel che riguarda il turismo. Non scaricando più a mare potremo ottenere anche la bandiera blu e ne beneficerà tutta la nostra costa.”

Il nuovo progetto veicolerà le acque reflue di Vadino all’impianto di Borghetto Santo Spirito in modo da garantire il trattamento secondario delle acque. Tutti i volumi principali e le condotte risulteranno completamente interrate. I limitati volumi fuori terra (camere, valvole) non avranno alcun impatto odorigeno essendo i componenti contenuti al loro interno, stagni rispetto all’ambiente.
Gli impianti saranno, inoltre, già calibrati e predisposti per ricevere, in futuro, anche i liquami alassini e dell’entroterra ingauno.
L’intervento, oltre ai riscontri ambientali positivi, è di primaria importanza anche per acquisire la conformità normativa sulla gestione delle acque reflue urbane e per uscire dall’infrazione comunitaria del comprensorio.