CIA Savona, il presidente Sandro Gagliolo: “Piano anti-crisi e nuovi investimenti”

Sostegno contro i pesanti rincari e favorire la riconversione energetica, misure immediate per la siccità e soluzione dell’emergenza peste suina

Sandro Gagliolo

Due estremi quasi contrapposti, da un lato una serie di fenomeni in atto che gettano una pesante ombra sulla ripartenza e rilancio delle filiere agricole – questione energetica, inflazione, peste suina e ora l’incidenza della siccità sulle coltivazioni -, ma sull’altro lato la possibilità di un ruolo da protagonista nella transizione ecologica e riconversione green grazie alle potenzialità produttive delle aziende, oltre ai processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione nei canali di distribuzione e vendita delle nostre eccellenze agricole.

È la fotografia dell’attuale situazione dell’agricoltura ligure e savonese, nelle parole del vice presidente regionale e presidente provinciale di CIA – Confederazione Italiana Agricoltori -, Sandro Gagliolo, da due mesi al vertice dell’associazione di categoria nella provincia di Savona: “Siamo di fronte ad una situazione senza precedenti, che richiede un nuovo patto territoriale per contrastare diverse emergenze contrapposte e salvaguardare la tenuta economica, produttiva e sociale dopo l’era pandemica”.

“Questo anche, e forse soprattutto, per non disperdere le preziose e uniche occasioni offerte dalle misure di rilancio previste in vari bandi, con agevolazioni, sostegni e forti investimenti: risorse a disposizione per un nuovo rinnovamento dello stesso comparto agricolo e delle sue filiere produttive”.

“Unire le forze e coordinarsi a vario livello per guidare questo difficile momento storico, di emergenze e opportunità storiche”.

“L’agricoltura, ad esempio, sta affrontando a una serie di rincari e difficoltà di reperimento nelle forniture, concimi, vasi o anche solo le bottiglie per le filiere del vino e dell’olio e così via… L’aumento dei costi energetici sta incidendo in maniera significativa sull’aspetto economico-finanziario, e quindi gestionale, delle imprese”.

“Ora anche l’emergenza siccità che sta creando un altro effetto negativo, specie nelle aree del ponente, sul settore agricolo e le sue capacità produttive, essenziali per un possibile rilancio e tenuta delle stesse aziende, con la stessa CIA che rimane in prima linea nel recupero e valorizzazione delle aree rurali e della tutela di quelle esistenti”.

“Secondo il nostro monitoraggio, tra le criticità più rilevanti quella della presenza del cuneo salino nelle falde acquifere, che mette a rischio la distribuzione di acqua di qualità fondamentale per le attività di irrigazione dei campi e per la coltivazione dei nostri prodotti” aggiunge ancora il presidente Gagliolo.

“Al quadro di preoccupazioni resta l’altra emergenza rappresentata dalla peste suina e dai cinghiali, che ha già provocato danni alle attività agrituristiche e agli allevamenti del nostro entroterra: come CIA Savona non possiamo che rimarcare ancora una certa fatica da parte delle istituzioni a intervenire e trovare soluzioni idonee”.

“La nostra associazione agricola aveva da tempo messo in guardia sulle conseguenze del sovrappopolamento della fauna selvatica, fino alla raccolta firme e alla proposta di una nuova legge regionale: oltre ai danneggiamenti alle imprese, coltivatori e produttori, abbiamo sempre evidenziato un problema anche di sicurezza e incolumità pubblica, fino alla diffusione del virus sostenuta dalla mancata attenzione e attuazione di un piano di contenimento a livello preventivo”.

“Inoltre, siamo pronti a forti iniziative in caso non ci sia una definitiva schiarita sugli indennizzi previsti dal recente decreto sulla bio-sicurezza: si parla di una prima tranche anche per la Liguria, sperando che ne arrivi a breve un’altra per compensare attività e aziende rurali bloccate per mesi dall’emergenza sanitaria” sottolinea Gagliolo, che in qualità di vice presidente della stessa CIA Liguria annuncia una nuova azione dell’associazione agricola, con il via a una raccolta dettagliata di schede sui danni provocati dalle limitazioni imposte dalla peste suina.

“Ecco, quindi, il perché di un patto condiviso e aperto, che possa mettere in atto un piano anti-crisi, creando le necessarie condizioni alle aziende, ai produttori e alle nostre filiere produttive di realizzare i nuovi progetti e investimenti all’orizzonte” conclude Gagliolo.