Sviluppo economico: parte a luglio “Cassa commercio Liguria”

Regione Liguria - Andrea Benveduti

“Partirà a luglio prossimo ‘Cassa Commercio Liguria’, il nuovo strumento regionale da circa 11 milioni di euro per l’accesso al credito delle imprese del commercio”. Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Commercio, a margine della giunta che ne ha approvato il regolamento.

“Sostenere il commercio locale, presidio dei centri storici e delle aree urbane, è indispensabile per mantenere viva l’anima del nostro territorio – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti – specie in questi anni in cui il settore, nervatura essenziale del tessuto economico ligure, è stato influenzato in modo particolarmente negativo dalla perdurante crisi di domanda interna, dall’affermarsi del commercio elettronico e, in ultimo, dalla crisi pandemica, che ha minato irrimediabilmente la propensione al consumo cittadino. Per difendere la qualità e sostenere l’offerta commerciale, Regione Liguria interviene, sul lato puramente finanziario, con uno strumento innovativo nella gestione delle risorse europee, già sperimentato con l’artigianato, che prevede un mix di interventi agevolativi in grado di supportare in modo flessibile e incisivo le esigenze di liquidità delle imprese liguri”.

Lo strumento finanziario avrà una retroattività dal 1° gennaio 2021 ed è destinato alle attività commerciali liguri che realizzano investimenti diretti all’avvio dell’impresa, allo sviluppo e al rafforzamento dell’attività e alla penetrazione in nuovi mercati.

Gli interventi agevolativi associati e combinati, attuati nell’ambito delle azioni 3.6.1 e 3.1.1 del Por Fesr 2014-2020, consentono di: accedere a contributi a fondo perduto al 50% per le attività in possesso del marchio “botteghe storiche” e/o riconosciute dal marchio “Liguria Gourmet” o in attività da almeno trent’anni o ubicate in comuni con meno di 5 mila abitanti; migliorare l’accessibilità al prestito, ottenendo la controgaranzia di Regione ai confidi; abbattere del 2% annuo il tasso di interesse; ridurre le condizioni del costo della garanzia rilasciata dai confidi.