Sanità, Toti, “al lavoro per apertura h.24 Ppi di Cairo. Intenzione Regione revocare gare Albenga e Cairo”

Per quanto riguarda il progressivo ritorno alla normalità post emergenza pandemica, Toti ha annunciato che “nei prossimi 15 giorni riaprirà anche l’ortopedia protesica di Albenga. E a Cairo vorremmo riaprire l’elezione chirurgica meno complessa, utilizzando le sale operatorie”.

Giovanni Toti - Sala Trasparenza Regione Liguria

“Dopo la riapertura del punto di primo intervento di Cairo Montenotte h12 dal primo giugno, siamo al lavoro per poter estendere l’apertura h.24, speriamo entro l’estate, non appena avremo individuato le professionalità necessarie anche in sinergia con l’Università degli Studi di Genova. In prospettiva, poi, alla luce di tutto quello che la pandemia da Covid-19 ha comportato, l’intenzione di Regione Liguria, in attesa dell’esito degli indispensabili approfondimenti giuridici in corso, è revocare le gare che riguardano la Asl2 per i presìdi di Cairo e Albenga, che riteniamo potranno essere meglio e più coerentemente utilizzati nell’ambito della ristrutturazione del nostro sistema sanitario, in base al combinato disposto delle norme nazionali legate all’emergenza per l’abbattimento delle liste d’attesa e il potenziamento della sanità territoriale e le risorse messe a disposizione dal Pnrr”. Così il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti durante l’incontro sulla sanità valbormidese con la direzione strategica della Asl2, i consiglieri regionali savonesi, il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Oliveri, i sindaci di Cairo, Cengio, Bormida, Carcare, Bardineto, Pallare, Dego, Plodio, Osiglia, Piana Crixia, i rappresentanti dei sindacati confederali e dei comitati locali.

Scopo dell’incontro “dare la certezza che non stiamo dormendo in attesa che finisca l’emergenza – ha spiegato Toti – anticipando oggi l’avvio di un confronto che necessiterà di ulteriori momenti di dialogo”.
Il presidente Toti ha aggiunto: “Abbiamo 3 macro temi sul tavolo: il primo è la riconversione dei nostri presìdi ospedalieri dove, mano a mano che il Covid allenta la presa e prosegue la campagna vaccinale, saranno riaperte le attività mediche che avevamo dedicato alla lotta al virus. Il secondo, nel medio periodo, riguarda la revisione del piano sociosanitario regionale, che contiamo di presentare ai primi di settembre, per consentire il recupero di quello che era stato accantonato o rallentato a causa dell’utilizzo del personale per far fronte alla pandemia. Il terzo di medio lungo periodo è la costruzione di un sofisticato piano a regime in cui dovremo mettere insieme gli interventi di edilizia sanitaria, la legislazione speciale Covid con gli investimenti anche sulla formazione del personale e le risorse che il Pnrr prevede per la riorganizzazione della rete sanitaria territoriale in relazione all’edilizia, al ripristino e potenziamento dei servizi, alla digitalizzazione e alla formazione delle professionalità”.

In questo contesto “abbiamo alcune certezze: la prima – ha proseguito Toti – è che potremo utilizzare l’estate per elaborare un piano di medio e lungo periodo di riassetto della sanità, con l’impegno di discutere il nuovo piano sociosanitario con i territori, i sindaci e le rappresentanze sociali prima che venga formalizzato. La seconda è che avremo una mole importante di risorse per investimenti finalizzati a riqualificare l’offerta sanitaria sul territorio e ospedaliera, tenuto conto che una parte sarà destinata alla strumentazione, una parte all’edilizia sanitaria e una parte alla formazione del personale”.
Per quanto riguarda il progressivo ritorno alla normalità post emergenza pandemica, Toti ha annunciato che “nei prossimi 15 giorni riaprirà anche l’ortopedia protesica di Albenga. E a Cairo vorremmo riaprire l’elezione chirurgica meno complessa, utilizzando le sale operatorie”.

Per quanto riguarda il futuro “in prospettiva, vorremmo utilizzare Albenga come punto di riferimento per l’abbattimento delle liste d’attesa in Asl2, mentre l’ospedale di Cairo con il punto di primo intervento pensiamo possa diventare un esempio di ospedale di comunità, finanziato con il Pnrr, con una piastra ambulatoriale complessa, una parte di diagnostica, le visite specialistiche, la chirurgia di bassa complessità, con un ruolo di coordinamento della continuità assistenziale e della medicina territoriale. Il Santa Corona continuerà ad essere hub provinciale attorno a cui costruire i percorsi formativi del personale mentre il San Paolo sarà il presidio cittadino di Savona”.
“Non dobbiamo dimenticare – ha concluso Toti – che siamo ancora alle prese con la più grande campagna vaccinale della storia recente del mondo e che siamo ancora in emergenza, con il monitoraggio settimanale dell’Iss che comporta la necessità di mantenere una serie di posti letto ospedalieri di pronta attivazione in caso di ripresa dei contagi”.