Piccoli Comuni: un peso o valorizzazione dei territori?

Zuccarello borgo

on il tavolo dedicato alla governance ha preso avvio la Conferenza dei Piccoli Comuni liguri. Numerosissima la partecipazione degli amministratori locali liguri, che si sono confrontati con i rappresentanti regionali e nazionali per cominciare a definire e pianificare le strategie per un reale rilancio dei Comuni di piccole dimensioni, che rappresentano la gran parte del territorio: 183 Comuni su 234 in Liguria hanno meno di 5mila abitanti; di questi, 99 ne hanno meno di mille. Ha moderato il dibattito il direttore generale di ANCI Liguria Pierluigi Vinai.

“Sono molteplici le problematiche sollevate – ha affermato il coordinatore della consulta Piccoli Comuni di ANCI Liguria Natale Gatto, Sindaco di Isola del Cantone – Dalle normative poco chiare sulle Unioni di Comuni alla necessità di accelerare il processo di sburocratizzazione per semplificare la vita delle amministrazioni locali, dal miglioramento delle politiche per le aree interne alla valorizzazione delle tradizioni per preservare l’identità culturale dei territori. Ringrazio il mio vice Daniele Galliano e i Sindaci intervenuti, il vicepresidente di ANCI Liguria Fabio Natta, Sindaco di Cesio, Lucia Moscato di Testico, Ivano Chiappe di Davagna, Pinuccio Isola di Rovegno, Simone Sivori di Zignago e Sergio Capelli di Gorreto. Condividiamo tutte le questioni oggetto di dibattito e, considerato il successo dell’inaugurazione, raccomando a tutti i Sindaci di partecipare anche ai futuri tavoli”.

“Oggi abbiamo avviato un percorso di confronto con le istituzioni del territorio, con l’obiettivo di definire una Strategia regionale di rilancio dei piccoli Comuni che tenga conto dei nuovi e antichi bisogni e delle priorità per lo sviluppo – ha detto il Sindaco di Bormida Daniele Galliano, vicecoordinatore della consulta Piccoli Comuni di ANCI Liguria e coordinatore della commissione nazionale ANCI Montagna – Abbiamo raccolto idee, esaminate proposte, necessità, prospettate opportunità e soprattutto potenzialità per un reale rilancio dei piccoli borghi”.

Nel corso della riunione sono intervenuti, oltre ai Sindaci, il vicepresidente della Regione Liguria Alessandro Piana, il coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni Massimo Castelli, il direttore generale dell’Unione Province d’Italia Piero Antonelli, il responsabile ANCI Piccoli Comuni, Unioni di Comuni, Montagna, Associazionismo Daniele Formiconi, il presidente del coordinamento nazionale Fusioni di Comuni Antonello Barbieri, l’assessore regionale Simona Ferro e il consigliere regionale Pippo Rossetti.

“Ho aderito sin da subito alle iniziative di ANCI – ha spiegato il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo dell’Entroterra e Associazionismo comunale Alessandro Piana – Per i tavoli di discussione su tematiche di assoluta attualità che, di fatto, incontrano le linee programmatiche delle deleghe regionali di mia competenza e condividono gli asset favorevoli all’efficientamento dei servizi, di primaria importanza per il rafforzamento e lo sviluppo delle aree interne come dalla deliberazione di Giunta Regionale 859/2014. Inoltre, è attualmente in corso la predisposizione della programmazione europea che continua a prevedere finanziamenti per le aree interne, citate anche dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il cui prerequisito è proprio l’esercizio associato delle funzioni o l’unione dei Comuni che ne fanno parte. La riunione di oggi poi ha una duplice valenza, visto che opera con una logica bottom-up, non solo per la raccolta delle criticità, ma anche per la concertazione di valide strategie di rilancio”.

“La pandemia ci ha dimostrato la fragilità dei sistemi basati solo sul centralismo e l’efficienza dei piccoli Comuni nella gestione dell’emergenza come, ad esempio, nella distribuzione celere e ben organizzata degli aiuti alla popolazione – ha sottolineato il coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni Massimo Castelli, Sindaco di Cerignale – I Comuni sono il livello di governo più vicino ai cittadini, e bisogna recuperarne la dimensione e la capacità amministrativa per garantire i migliori servizi e scongiurare lo spopolamento, anziché minimizzarne il ruolo. Superiamo l’impostazione riduttiva della governance dei Comuni perché piccoli: la demografia è elemento variabile mentre il territorio è statico, e ragionare solo sugli abitanti è profondamente sbagliato. Siamo piccoli e tanti, ma siamo in ANCI la maggioranza degli azionisti”.

Il direttore generale dell’Unione Province d’Italia Piero Antonelli ha evidenziato la necessità di rivedere il ruolo delle Province: “Una delle anime su cui stiamo definendo la nuova Provincia, che stiamo progettando come ‘casa comune’ delle Autonomie locali, prevede una governance spinta dei Sindaci e delle Assemblee dei Sindaci, un consolidamento delle funzioni fondamentali (edilizia scolastica, ambiente) e una concezione diversa delle funzioni di supporto ai Comuni: pensiamo, ad esempio, alle Province come stazioni appaltanti, che aiutino e coordinino i piccoli Comuni nella progettazione per superare le difficoltà. Imprescindibile anche un ruolo centrale delle Regioni”.

Per il presidente del coordinamento nazionale Fusioni di Comuni Antonello Barbieri c’è bisogno di favorire l’informazione ai Comuni sul tema delle Fusioni “con la consapevolezza di scongiurare qualsiasi forma di obbligo dall’alto perché la volontà deve provenire dal territorio”.

Il prossimo appuntamento con “I tavoli delle 14” è per il 31 maggio, con approfondimento sulle risorse umane e finanziarie a disposizione dei Comuni.


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