Consiglio regionale: Toti ha presentato la Relazione sull’andamento della campagna vaccinale in Liguria

Consiglio Regione Liguria - Giuramento Giovanni Toti XI legislatura

Dopo la richiesta, avanzata nella seduta di ieri dal consigliere Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno), questa mattina in Consiglio regionale il presidente della Giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha presentato in aula una relazione sull’andamento della campagna vaccinale in Liguria.

Toti ha rilevato che i vaccini somministrati sulla popolazione residente (1 milione 524 mila 826 abitanti) fino a ieri sono stati 866 mila 744.«La percentuale di cittadini vaccinati in Liguria sul totale della popolazione residente – ha esordito – è stata più alta della media nazionale. Le prime dosi somministrate alla popolazione ligure sono state 37,05% contro la media italiana del 35% , il ciclo completo somministrato alla popolazione ligure è del 19,80% contro la media nazionale del 16,90%)». Toti ha specificato che fino al 24 maggio in Liguria sono stati somministrati il 96% dei vaccini a disposizione e che la Liguria è la seconda regione ad aver somministrato più vaccini sulla popolazione avendo inoculato già 56 mila 482 dosi ogni 100mila abitanti.«Per quanto riguarda gli operatori sanitari, con la circolare del ministero che obbliga di fatto chi lavora nei settori sanitari pubblici a effettuare il vaccino, prima circa un 15-20% aveva rifiutato la somministrazione, e ora la proporzione di chi ha manifestato la volontà di vaccinarsi è del 100% e, di questa percentuale, in Liguria ne abbiamo vaccinato il 99,7%».

Il presidente ha poi fornito i dati sulle altre categorie: è stato vaccinato il 100 % degli ospiti nelle rsa che avevano dato la disponibilità (il 98,1). Toti ha spiegato che è stato vaccinato il 74,8% persone ultravulnerabili/disabili, caregiver e conviventi. Su una platea di 19 mila soggetti previsti, fino al 18 maggio sono stati vaccinati a domicilio con la prima dose 10 mila 674 persone, e 3 mila 652 persone hanno ricevuto anche la seconda dose. Sono stati vaccinati il 94,3 degli over80 (la volontà di vaccinazione è del 93,1%);sono stati vaccinati finora il 90% % nella fascia di età 70/79 rispetto al 77,9 che ha manifestato interesse; l’86,8% per la fascia 60/69 (ha manifestato interesse al vaccino il 71,6%); il 47,7 %della fascia 50/59 sul totale del 60,3% che ha accettato la profilassi. «Venerdì scorso sono partite le prenotazioni perla fascia 45/49 e da venerdì 28 partiranno quelle per la fascia 40/44 – ha aggiunto il presidente – ed alle 23 di ieri sul portale prenotovaccino.regione.liguria.it sono state aperte le prenotazioni su base volontaria per cittadini over18 che potranno optare per Astrazeneca o Johnson. In meno di un’ora ci sono state 16mila le prenotazioni e alle dieci di questa mattina siamo arrivati a 19 mila 358 casi».

Toti ha poi illustrato nel dettaglio le altre scadenze. «La Liguria è stata la prima Regione – ha aggiunto – a chiudere accordi con farmacie, medici di medicina generale e sanità privata». Il presidente ha poi illustrato nel dettaglio l’accordo con i Medici di medicina generale, l’accordo con la sanità privata e l’accordo pilota con 164 le farmacie: «L’obiettivo iniziale era di circa 2 mila somministrazioni alla settimana nelle farmacie e l’attuale capacità di somministrazione è arrivata a 10mila vaccini alla settimana». Torti ha citato anche l’accordo con Confindustria e sindacati per le vaccinazioni in azienda: il primo bando che si concluderà il 27 maggio. Ilpresidente ha ricordato il decreto regionale del 2 aprile scorso, che ha consentito ad Asl e ospedali l’impiego dei medici specializzandi nella campagna vaccinale, e l’accordo con Confindustria e sindacati per le vaccinazioni in azienda. Rispetto al recente protocollo siglato con Regione Piemonte, «un servizio opportuno– ha detto – che amplia il piano vaccinale», Toti ha spiegato che sono oltre 250mila i turisti piemontesi che soggiornano in Liguria nel periodo estivo.

Il presidente si è poi soffermato sulla campagna vaccinale nel settore scolastico ricordando che era stata interrotta dopo le vicende legate ad eventuali controindicazioni del vaccino Astra Zeneca. «Su una platea di 29mila operatori – ha aggiunto – fino a oggi ne abbiamo vaccinati 23 mila 225, secondo fonti ministeriali. Attendiamo dal Governo indicazioni sulla vaccinazione per gli studenti che dovranno affrontare la maturità, abbiamo dato la nostra disponibilità e lo riteniamo fattibile con dosi di vaccino aggiuntive rispetto alla programmazione. Comunque – ha concluso – aprendo agli over 18 su base volontaria, il vaccino cold (Astrazeneca o Johnson) ha di fatto permesso agli studenti maggiorenni, e quindi anche a quelli che dovranno sostenere l’esame di maturità, di potersi vaccinare con molta probabilità prima degli esami».

Il capogruppo del Partito Democratico – Articolo Uno Luca Garibaldi, dopo la presentazione, questa mattina in Consiglio regionale, dei dati aggiornati sull’andamento della campagna vaccinale contro il Covid in Liguria è tornato sulla questione: “Sull’andamento della campagna di vaccinazione registriamo passi avanti, ma ci sono ancora delle criticità su cui chiediamo alla Regione di intervenire e che riguardano tra gli altri il tema degli ultra-vulnerabili, il 25% dei quali non è ancora stato vaccinato, quello degli operatori a contatto con persone fragili, la categoria degli insegnanti chiamati al vaccino in concomitanza con il periodo di esami e scrutini e quello dei luoghi di lavoro in cui far rientrare il settore turistico”.

Secondo Garibaldi “La campagna sta andando in una direzione di apertura ad una pluralità di soggetti e fasce ma registriamo preoccupazione per alcune categorie su cui non sta ancora avendo un’efficacia ottimale”. “Resta centrale – ribadisce il capogruppo – vaccinare gli operatori socio-sanitari e socio-assistenziali che lavorano a contatto con persone fragili ma non hanno un percorso strutturato di accesso ai vaccini così come accade per le categorie analoghe”.”Ieri – prosegue il capogruppo – abbiamo richiesto attenzione anche su strutture e operatori turistici perché nelle linee guida sui vaccini si parla di aziende e bisognerebbe fare un ragionamento simile per il comparto. Restano anche da valutare eventuali iniziative riguardo i 50-60enni che registrano un’adesione volontaria molto bassa, in cui la criticità maggiore è la risposta di quella fascia alla campagna di vaccinazione”.