Liguria, Verdi: “Toti e la destra fanno marcia indietro su Legge parchi”

AltaVia Monti-Liguri

“Con il disegno di legge numero 61/2021, la Giunta Regionale ha dovuto proporre al Consiglio la modifica delle norme di bilancio in cui aveva tentato di stravolgere la legge sui parchi regionali ponendosi contro le norme nazionali. Nella relazione introduttiva, si legge infatti che ‘Il disegno di legge provvede all’adeguamento di alcune disposizioni regionali in attuazione degli impegni assunti dal Presidente della Giunta regionale nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a modificare o abrogare alcune norme introdotte dalla legge regionale 32/2020 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2021) che, in sede di esame della legge, sono state oggetto di rilievi governativi, al fine di evitarne l’impugnativa’. Il Consiglio dei Ministri ha dunque rilevato che le modifiche alla disciplina quadro dei parchi sono possibili solo nell’ottica del rafforzamento della tutela del territorio e della biodiversità e non della sua possibile grave lesione”.

Così, in una nota, il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il co-portavoce della Liguria Danilo Bruno, che proseguono: “Questo è il risultato del controllo e della capace lotta di Europa Verde e delle associazioni ambientaliste che, con distinti ricorsi, sono intervenute presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere l’impugnazione delle norme regionali tese ancora una volta a favorire una politica contraria agli interessi reali del territorio e per favorire misure adeguate per il rilancio dell’entroterra”.

“Siamo convinti, – concludono Bonelli e Bruno, – che non sia finita qui e che ci siano ancora dei traguardi imprescindibili da raggiungere: una riforma della legge sui parchi che li renda strumento per favorire la crescita e il ripopolamento equilibrato dell’entroterra, favorendo la progettazione cooperativa dei comuni e la gestione collegiale dei servizi nelle aree interne, oltre a costituire l’elemento ulteriore per la valorizzazione delle aree interne; l’inserimento di Urbe nel territorio del Parco del Beigua, abbandonando ogni ipotesi di sfruttamento di giacimenti minerari; la definizione completa del territorio del Parco nazionale di Portofino con le aree adiacenti incluse nel Parco; la nascita dell’area marina protetta nazionale della Gallinara; la nascita di un Parco nazionale nell’area spezzina, che tuteli tutta l’area e unifichi la gestione delle varie aree protette regionali impedendo tentativi di privatizzazione del territorio, come si rischia pesantemente con il Masterplan della Palmaria”.