Assemblea annuale della Sezione Imprenditori Edili dell’Unione Industriali di Savona

Formento: "occorre consolidare la ripresa e ciò dovrà avvenire andando a valorizzare due grandi opportunità: - il superbonus 110% e più in generale le agevolazioni per la riqualificazione degli edifici; - gli investimenti pubblici in riqualificazione e manutenzione di edifici e infrastrutture, anche grazie alle risorse del Recovery fund”

Alberto Formento

Oggi si è tenuta l’assemblea di Ance Savona – Sezione Imprenditori Edili dell’Unione Industriali, il presidente Alberto Formento nella sua relazione ha fatto il punto della situazione di quello che di fatto è stato un anno intero caratterizzato dalla Emergenza COVID.

“Oggi siamo ancora in piena emergenza, anzi si evocano irrigidimenti ulteriori e già ci aspetta una Pasqua in zona rossa, nel frattempo le imprese hanno reagito e la storia consegna un anno che (sempre indice Istat della produzione nelle costruzioni a livello nazionale) ha chiuso con un meno 8,2% rispetto al 2019, ciò grazie al fatto che l’ultimo quadrimestre, con l’eccezione di dicembre ha registrato risultati significativamente migliori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

“Questo dato non deve però farci pensare che il più è stato fatto, infatti ora occorre consolidare la ripresa e ciò dovrà avvenire andando a valorizzare due grandi opportunità: – il superbonus 110% e più in generale le agevolazioni per la riqualificazione degli edifici; – gli investimenti pubblici in riqualificazione e manutenzione di edifici e infrastrutture, anche grazie alle risorse del Recovery fund”.

Prosegue Formento: “Non possiamo non evidenziare gli elementi di difficoltà: tra questi, recentemente accresciuto dall’effetto della pandemia sull’organizzazione del lavoro, c’è la difficoltà nell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni/attestazioni per l’accesso ai bonus edilizi che vede quindi fortemente penalizzato l’unico strumento per il rilancio economico del mercato privato finora messo in campo. Per questo motivo andrebbe invece prorogato di altri due anni per non inficiare gli auspicati benefici. Inoltre nel settore dei lavori pubblici è necessario fare in modo che gli Enti che assegnano i lavori abbiano poi veramente disponibili le risorse per pagare i lavori, altrimenti le aziende si troveranno esposte di fatto finanziando le opere stesse.”

E ancora : “Rimanendo in tema di costi e difficoltà non si può non dedicare un passaggio al ‘caro materiali’ ormai non più sostenibile per le imprese. Con un aumento del 130% dell’acciaio, del 40% dei polietileni, del 17% del rame e del 34% del petrolio e, di conseguenza, anche la difficoltà di approvvigionamento, tanti cantieri pubblici e privati rischiano di bloccarsi con gravi ripercussioni economiche e sociali”.

“È importante per tutti che il nostro Settore funzioni, infatti il comparto delle costruzioni acquista beni e servizi di produzione interna per il 95,8%, solo il 4,2% è di importazione. Inoltre i più recenti studi del settore rivelano che gli investimenti nel settore delle costruzioni generano sul sistema economico un effetto volano pari al 351%. In merito alle ricadute occupazionali, è stato calcolato che una produzione del valore di 1 milione di Euro nel costruito, produce un incremento di 15,5 unità di lavoro nette di cui quasi 10 direttamente nel settore delle costruzioni.”

Concludendo “Noi costruttori vogliamo fare la nostra parte e vogliamo costruire i luoghi dove vivere bene, in armonia tra persone e con il territorio, questo significa case, scuole, strade, piazze, stabilimenti, infrastrutture… insomma significa costruire un futuro migliore”.


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