Mecenatismo, la creazione artistica e la nuova finanza nell’ultimo episodio di  “Money Art” (Rai 5)

Oggi per sponsorizzare iniziative e restauri, molti musei ricorrono al crowdfunding, una pratica di finanziamento collettivo resa possibile grazie a piattaforme internet

la spirale chiocciola

Da Gaio Cilnio Mecenate al crowdfunding: l’ultimo episodio di  “Money Art”, in onda martedì 26 gennaio alle 20.30 su Rai5 (canale 23), indaga il rapporto tra la creazione artistica e la nuova finanza rievocando le figure e le forme più esemplari di mecenatismo.

Partendo da Mecenate, primo filantropo della storia, la puntata introduce la figura del protettore delle arti, che nasce sotto Augusto, per arrivare a descrivere il mecenate moderno con storie come quella di Peggy Guggenheim, collezionista americana di chiara fama, e di George Costakis, l’uomo che negli anni immediatamente seguenti la Seconda Guerra Mondiale, sfidando i divieti e gli ostracismi del regime stalinista, decise di raccogliere a casa sua, a Mosca, testimonianze dell’avanguardia sperimentale russa d’inizio secolo, salvando dalla distruzione e dall’oblio “il grande esperimento” dell’arte del XX secolo.

Oggi, però, per sponsorizzare iniziative e restauri, molti musei ricorrono al crowdfunding, una pratica di finanziamento collettivo resa possibile grazie a piattaforme internet. E proprio sulla rete corre l’ultima innovazione finanziaria dei nostri tempi, il bitcoin, la valuta virtuale che ha esordito nel 2009 e che, a differenza della maggior parte delle valute tradizionali, non fa uso di un ente di emissione centrale.

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