Filse, polemiche in Consiglio regionale sulle nomine politiche

Sansa: "Mi ha colpito che le prime tre proposte della giunta erano persone candidate alle recenti elezioni. Chi non ha la tessera di un partito di maggioranza non viene proposto per le nomine, ho la sensazione che si continui a fare lottizzazione"; Ioculano (Pd-Articolo Uno): "Non ci sono pregiudizi sull’appartenenza del candidato a questo o quel partito, perché io ho rispetto chi milita in un partito e si impegna in politica."

Regione Liguria -foto consiglio

Genova | In Consiglio regionale con 18 voti a favore, 10 schede bianche e 2 schede nulle Ilaria Murmura è stata eletta, a scrutinio segreto, rappresentante della Regione nel Consiglio di amministrazione di FILSE al posto di Sonia Paglialunga, che aveva rassegnato le dimissioni il 7 agosto scorso. Le polemiche dei giorni scorsi sui criteri di nomina sono rispuntate in aula durante il dibattito prima del voto.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) è intervenuto prima del voto esprimendo la propria contrarietà rispetto alla candidatura di Ilaria Murmura: «Mi ha colpito che le prime tre proposte della giunta erano persone candidate alle recenti elezioni. Chi non ha la tessera di un partito di maggioranza – ha aggiunto – non viene proposto per le nomine, ho la sensazione che si continui a fare lottizzazione. Non credo che chi fa politica – ha concluso – debba essere escluso, ma non devono essere esclusi neanche i comuni cittadini».

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha manifestato la propria perplessità sulla candidatura rilevando «che la giunta si conferma un po’ timida nel cercare di fare passi in avanti verso esperienze professionali. Non mi preoccupa che i partiti esprimano dei candidati, in quanto i partiti sono corpi intermedi necessari, ma non vorrei – ha detto – che questo sia un elemento determinante perché ciò vuole dire che non ci sarebbe la capacità di definire determinati criteri».

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha dichiarato: «La proposta presentata in I Commissione chiama noi consiglieri a fare una valutazione se la persona scelta abbia i requisiti, il mio gruppo ha votato contro perché riteniamo che Filse, cioè la Finanziaria di Regione Liguria, richiede acclarate competenze e non solo la laurea di competenza, ma anche una competenza specifica». Secondo Garibaldi quelle della candidata «sembrano ampiamente insufficienti».

Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha accusato i consiglieri di minoranza di ipocrisia: «Io mi indigno quando si parla di persone che hanno maturato le competenze per lavorare bene nelle società partecipate. Credo ci sia ipocrisia nella minoranza e diventa da parte sua un’accusa l’uso di uno strumento di lavoro consolidato, perché abbiamo visto anche in passato situazioni simili e non ci siamo indignati. Ritengo riprovevole – ha concluso – il comportamento della minoranza rispetto alle scelte operate».

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha dichiarato: «Il nostro atteggiamento non è di tipo personale, uno può essere un ottimo meccanico, ma non mi farei estrarre un dente da lui. Così Filse è una finanziaria e richiede competenze tecniche, quindi valutiamo il curriculum sulla base delle competenze professionali della candidata. Questo – ha sottolineato – non è, dunque, un giudizio sulla persona.»

Brunello Brunetto (Lega Liguria-Salvini) ha replicato a Rossetti facendo riferimento alla propria esperienza professionale in ambito medico-ospedaliero: «Penso a cosa si è visto nella sanità ligure negli anni precedenti alla legislatura Toti: persone messe a livelli apicali, che non erano preparate. Ho vissuto 36 anni in un ambiente in cui ne ho viste di tutti i colori ed è meglio, dunque, non tirare fuori, oggi, questi argomenti».

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha sottolineato: «Non ci sono pregiudizi sull’appartenenza del candidato a questo o quel partito, perché io ho rispetto chi milita in un partito e si impegna in politica. In I Commissione – ha spiegato – ci siamo espressi non sull’appartenenza politica, ma sul riscontro della professionalità del candidato rispetto al ruolo da svolgere e su questo il gruppo ha convenuto che questa professionalità non va bene».

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha replicato al gruppo Pd: «Vi ricordate come facevate voi le nomine, quando venivano nominati quelli che erano nel manifesto elettorale con l’allora presidente Burlando? Quando dite – ha aggiunto rivolgendosi sempre alla minoranza – che questa candidata non ha le competenze, voi criticate anche il lavoro degli uffici, che ne hanno valutato i requisiti».

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha chiesto se è stata formalizzata la candidatura da parte della giunta.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha replicato a Brunello Brunetto: «Il consigliere, con il suo intervento, ha ammesso che la proposta di oggi non è all’altezza. I tecnici certificano la validità della procedura ma – ha aggiunto – spetta ai consiglieri votare».

Roberto Arboscello (Pd-Articolo uno) ha replicato a Brunetto. Ha ribadito che la contrarietà non è il fatto che il candidato appartenga ad un partito politico ma di natura tecnica: «Filse è una finanziaria e richiede un profilo specifico di competenza che la persona candidata non possiede. La nostra posizione è chiara».

Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa Presidente) si è dichiarato perplesso: «Io non accetto generalizzazioni – ha dichiarato – e non è detto che, perché si faceva prima, allora va bene in quanto questo concetto rischia di bloccare i lavori d’aula per tutta la legislatura. Al contrario io vorrei votare volentieri provvedimenti della maggioranza quando fossero buoni».

Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha dichiarato: «Qualora si pensi che questa non è una nomina politica, si pensa male perché c’è il sacrosanto potere discrezionale della politica di fare scelte di garanzia». Il consigliere ha sottolineato, infatti, il ruolo di garanzia che i partiti svolgono e «questo non significa – ha detto, rivolgendosi a Sansa – far parte della lottizzazione del potere».


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