Liguria, avvicendamenti in Consiglio regionale:entrano Riolfo, Menini, Cerri, Russo e Boitano

Regione Liguria -foto consiglio

Genova | Gli assessori Piana, Giampedrone, Scajola, Berrino e Cavo rassegnano le dimissioni da consiglieri. Subentrano Mabel Riolfo, Daniela Menini, Chiara Cerri, Veronica Russo e Giovanni Boitano. Subito dopo l’apertura della seduta il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ha comunicato i nomi dei 5 assessori che hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere. Il presidente ha chiesto all’Assemblea legislativa di prenderne atto e di procedere alla surroga.

Alessandro Piana si dimette, subentra Mabel Riolfo. Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Alessandro Piana da consigliere regionale. Il seggio è stato attribuito a Mabel Riolfo, primo dei candidati non eletti della lista “Lega Liguria-Salvini” nel collegio di Imperia.

Giacomo Raul Giampedrone si dimette, subentra Daniela Menini. Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Giacomo Raul Giampedrone da consigliere regionale.

Il seggio è stato attribuito a Daniela Menini, primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio della Spezia.

Marco Scajola si dimette, subentra Chiara Cerri. Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Marco Scajola da consigliere regionale. Il seggio è stato attribuito a Chiara Cerri , primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio di Imperia.

Giovanni Berrino si dimette, subentra Veronica Russo. Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Giovanni Berrino da consigliere regionale. Il seggio è stato attribuito a Veronica Russo, primo dei candidati non eletti della lista “Giorgia Meloni Toti-Fratelli d’Italia” nel collegio di Imperia.

Ilaria Cavo si dimette, subentra Giovanni Boitano. Il Consiglio regionale ha preso atto, con 19 voti favorevoli maggioranza e 12 contrari (minoranza) delle dimissioni dell’assessore Ilaria Cavo da consigliere regionale. Il seggio è stato attribuito a Giovanni Boitano, primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio di Genova. La Giunta delle elezioni procederà alla verifica dei titoli di ammissione dei Consiglieri.

In Consiglio dibattito e polemiche sulle surroghe

Luca Garibaldi (Pd-Articolo uno) ha criticato la dimissione da consigliere di cinque assessori, «Queste dimissioni che non appartengono all’economia del sistema, ma a ragioni politiche». Garibaldi ha anche criticato il fatto che il presidente della giunta Giovanni Toti abbia assunto anche le deleghe alla sanità e al bilancio. «In 5 anni – ha aggiunto – saranno spesi 4 milioni di euro in più: era così necessario?» Garibaldi ha annunciato il voto contrario del gruppo.

Fabio Tosi (moV5Stelle) si è associato alle obiezioni espresse da Luca Garibaldi: «Ora più che mai non possiamo non rimarcare quanto è stato detto poco fa, in questo contesto non possiamo condividere queste dimissioni che sovraccaricano i costi dell’Ente mentre questi soldi potevano essere impegnati in altri interventi». Tosi ha chiesto, in alternativa, le dimissioni avvengano solo in futuro.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha aggiunto alle obiezioni di Garibaldi e Tosi anche altre osservazioni: «Le dimissioni da consiglieri degli assessori sono solo il frutto di un patto fra la maggioranza sulla suddivisione del potere». Il consigliere ha criticato anche la concentrazione di deleghe nella figura del presidente della giunta Giovanni Toti.

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha replicato alle critiche di consiglieri di minoranza spiegando che le dimissioni da consiglieri degli assessori «garantiranno la piena operatività della giunta e daranno la possibilità agli assessori di lavorare sia in Consiglio che sul territorio».

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha dichiarato: «Fuori ci sono 1,5 milioni di persone che vivono in una situazione di estremo disagio e la scelta della maggioranza la espone a critiche anche da parte della gente comune». Il consigliere ha aggiunto: «Qualcuno potrebbe pensare che sono stati candidati per prendere voti sapendo che poi non avrebbero fatti i consiglieri. Viene, inoltre, il dubbio che la vostra classe dirigente sia limitata mentre vi accingete a spendere una cifra elevata che si aggiunge alle spese destinate alla comunicazione istituzionale».

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno), replicando alle affermazioni di Vaccarezza, ha dichiarato: «Verificheremo settimanalmente se avremo il presidente Toti presente a partecipare alle riunioni della Commissione Sanità». Rossetti ha assicurato un contributo da parte della maggioranza

Brunello Brunetto (Lega Salvini-Liguria) ha puntualizzato: «QQQQueste risorse non sono distratte da fondi per l’ assunzione di anestesisti o personale del pronto soccorso perché la mancanza di questo personale è legata alla carenza di materia prima, quindi rassicuro sul fatto che le mancate assunzioni non sono determinate dalla mancanza di risorse».

Lilli Lauro (Cambiano con Toti presidente) ha replicato alla minoranza garantendo l’impegno di consiglieri e assessori: «Noi lavoriamo e serviamo per le persone che sono fuori da quest’aula». Lauro ha assicurato che la giunta e la maggioranza sono perfettamente consapevoli delle drammatiche dimensioni della situazione attuale.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha affermato: «Secondo me è una vergogna che in questo momento di grave difficoltà della regione, oggi siamo impegnati a surrogare cinque consiglieri regionali per equilibri interni. Quelle risorse sono rubate a servizi per cittadini» e ha ribadito il voto contrario del gruppo.

Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha stigmatizzato l’utilizzo del verbo “rubare” da parte di Natale e ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno nella prossima seduta con cui invita la giunta a interfacciarsi con il ministero dell’interno per dotare i vigili del fuoco dei dispostivi adeguati per affrontare l’emergenza Covid.

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha ribadito: «La funzione di governo è carica di oneri fra cui c’è anche quello di venire in aula, di partecipare alle sedute delle Commissioni e confrontarsi con le minoranze, pertanto – ha aggiunto – non deve essere considerato un peso venire in Consiglio a chiarire qual è l’azione di governo e confrontarsi con la minoranza».

Claudio Muzio (Forza Italia-Liguria Poplare) ha ricordato che nella precedente legislatura la maggioranza aveva solo un voto di differenza rispetto all’opposizione eppure gli assessori, nonostante le numerose deleghe, dovevano essere presenti in Consiglio per garantire l’azione di governo e questo – ha detto – avrebbe spinto il presidente Toti a assumere nell’XI Legislatura questa decisione. «Non credo sia negativo che gli assessori siano messi nelle condizioni di lavorare a tempo pieno per il territorio».

Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha riconosciuto i compiti gravosi dei sindaci dei piccoli Comuni come degli assessori, «ma non è quello il punto, il punto è che in questo modo – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – state tradendo la legge elettorale, che è stata approvata nella decima legislatura e che doveva consentire la riduzione dei consiglieri, l’abolizione del listino e la riduzione dei costi della politica, Invece questa maggioranza sta facendo l’opposto».

Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha domandato: «Mi chiedo quale sia il ruolo del Consiglio? Secondo me il lavoro dei consiglieri è la cinghia di trasmissione con il ruolo che il consigliere riveste quando è anche assessore. Noi – ha aggiunto – abbiamo un ruolo di rappresentanza rispetto all’elettorato e non deve premiare, con tutto il rispetto, coloro che sono arrivati per secondi».

Presidente della giunta Giovanni Toti. Il presidente è intervenuto al termine del dibattito e, riferendosi ai consiglieri di minoranza, ha definito la discussione «surreale». Il presidente ha ricordato che questa decisione era già stata annunciata nel corso della campagna elettorale rilevando che la sua coalizione nelle elezioni ha ottenuto il 57% dei consensi, «quindi chi oggi in quest’aula ha qualcosa da dire contro questa scelta – ha aggiunto – sta riproponendo la politica di opposizione della precedente legislatura di cui abbiamo visto i risultati». Toti, inoltre, ha ribadito la necessità dello «sdoppiamento dei ruoli» e ha aggiunto: «Ho sentito troppa demagogia nei giorno scorsi e oggi, in questo senso, abbiamo toccato alcune perle assolute, perché fuori da quest’aula credo non ci sia nessuna persona che possa pensare che un governo con così tante deleghe abbia compresso le capacità di gestione degli enti o la rappresentatività democratica dei territori».

Il Presidente ha definito la sua decisione una «scelta di buon senso» sottolineando che migliorerà l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa «e ci consentirà di utilizzare al meglio le risorse che abbiamo a disposizione. La nostra – ha puntualizzato – non è un’idea stravagante, ma è mutuata da una legge dello Stato italiano affinché la giunta non sia predominante nelle decisioni del Consiglio. Anche questo aspetto è una questione di equilibrio democratico». Toti, infine, ha rilevato che le dimissioni degli assessori permetterà l’ingresso in Consiglio di altre tre donne.