Consiglio Regione Liguria, dibattito sul programma di governo presentato da Toti

Regione Liguria -foto Consiglio

Genova | In Consiglio regionale oggi c’è stato il dibattito sul programma di governo presentato dal presidente della Giunta Giovanni Toti.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha detto che nel programma di Toti mancherebbero un’idea di Liguria, soluzioni e interventi concreti. Secondo Sansa è «una lista per la spesa» e conterrebbe anche «parziali ammissioni di fallimento» e, in questo senso, ha fatto riferimento ad un mancato esercizio delle funzioni di autonomia regionale nel settore della sanità. Il consigliere ha dichiarato che nel programma mancherebbero anche adeguati riferimenti alla tutela dei parchi, al tipo di sviluppo economico scelto dalla giunta. Sansa ha ribadito la necessità che la sanità sia pubblica con cure di eccellenza per tutti, che sia garantito sia il lavoro che la tutela dell’ambiente per tutti adottando un sistema di «economia green» e che i fondi europei siano distribuiti tempestivamente. «La nostra – ha detto – deve essere una Liguria non per pochi ma per tutti, il programma di Toti è disegnato sulle paure mentre il nostro programma e costruito sui desideri». Sansa ha comunque garantito l’impegno costruttivo del suo gruppo

Stefano Balleari (Fratelli d’Italia) ha dichiarato: «Il programma del presidente Toti è la prosecuzione naturale di un percorso virtuoso nato cinque anni fa». Balleari ha quindi illustrato gli aspetti qualificanti del programma di governo sottolineando, fra gli altri, l’importanza delle nuove deleghe relative alla tutela degli animali di affezione e la funzione strategica dei trasporti, su cui ha chiesto ulteriori interventi qualificanti nei prossimi 5 anni, e del turismo per lo sviluppo della Liguria. Balleari ha sottolineato il ruolo positivo e determinante sostenuto da Toti durante l’emergenza sanitaria e ha ricordato il contributo di Matteo Rosso, consigliere dello stesso gruppo nella precedente legislatura, nell’amministrazione sanitaria regionale e ha fatto gli auguri di buon lavoro a tutta la giunta.

Fabio Tosi (moVimento5Stelle) ha dichiarato: «Nel programma di governo non troviamo risposte in grado di guardare oltre l’ostacolo, il presidente avrebbe dovuto migliorare il programma di 5 anni fa, invece tenta solo di tamponare vecchie ferite». Il consigliere, inoltre, ha rilevato carenze dell’amministrazione regionale in sanità: «I ritardi storici del passato non sono stati superati, al contrario la Regione – ha detto – deve recuperare la funzione strategica di programmazione e di indirizzo garantendo i livelli essenziali di assistenza a tutti». Secondo Tosi, inoltre, nel piano di governo regionale non sono contenute le soluzioni per superare la crisi sanitaria e la conseguente crisi socio economica. Tosi ha chiesto, fra l’altro, la valorizzazione del ruolo degli anziani liguri. Sul turismo il consigliere ha chiesto che la giunta dia attuazione agli obbiettivi contenuti nel programma.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno), rispetto al programma di governo, ha dichiarato: «E’ una lista di proclami ed enunciazioni uguali a quelli di 5 anni fa. In questa lista della spesa non sono indicate assolutamente le priorità». Il consigliere ha sostenuto che «l’unica priorità sarà solo la creazione della figura dei sottosegretari per accontentare chi è rimasto a bocca asciutta e per risolvere i problemi interni della maggioranza, ma i costi li pagheranno i cittadini liguri ». Natale ha rilevato, fra l’altro, la carenza storica di personale nella asl5, anche al di là dell’emergenza Covid, e ha ricordato il blocco del cantiere del nuovo Felettino avvenuto durante la precedente legislatura. Natale ha dichiarato, inoltre, che nel piano di governo è dato poco spazio agli scali portuali.

Alessio Piana (Lega Liguria-Salvini) ha sottolineato la necessità di affrontare le tematiche legate all’entroterra, in particolare ambiente, parchi e biodiversità. Piana ha ribadito l’importanza che l’amministrazione regionale riconosca «l’importanza dei piccoli Comuni, che svolgono un ruolo di servizio e di controllo». Il consigliere ha suggerito nuovi interventi di defiscalizzazione e agevolazioni per i piccoli Comuni in modo da favorire il ripopolamento di queste aree e, sempre a questo proposito, ha chiesto ulteriori interventi relativi al riassetto idrogeologico e nuovi collegamenti non solo infrastrutturali, ma anche nella digitalizzazione. Piana ha sottolineato la necessità di potenziare le farmacie locali e dei trasporti, in particolare nell’integrazione fra ferro e gomma. Il consigliere, infine, ha ricordato che la precedente amministrazione regionale ha accresciuto la tutela dei parchi.

Sauro Manucci (Fratelli d’Italia) ha ribadito che il nuovo ospedale della Spezia sarà realizzato e questo impedirà la perdita di importanti specialità e ridurrà la mobilità sanitaria passiva. Il consigliere si è dichiarato molto soddisfatto che il presidente della giunta Toti, con l’assunzione della delega alla sanità, realizzerà il nuovo ospedale. Manucci ha ricordato che, inevitabilmente, ci sarà un periodo di transizione. Manucci ha poi ribadito la certezza che il presidente saprà gestire al meglio anche le deleghe delle agenzie e delle società partecipate per tutelare il patrimonio del territorio ligure

Roberto Arboscello (Pd- Articolo Uno) ha lamentato l’assenza di assessori della provincia savonese nella giunta regionale e anche di scarsa attenzione alla zona anche negli obbiettivi del programma di governo e ha chiesto, nel caso sia istituita la figura del sottosegretario, che almeno uno provenga dal savonese. Arboscello ha ricordato che le opere di appoggio allo scalo savonese erano previste già da numerosi accordi di programma precedenti all’attuale legislatura. Rispetto al turismo il consigliere ha rilevato che nel programma ci sono solo interventi «di facciata e di sola promozione».

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha auspicato, al dil à dei conflitti, una collaborazione con la minoranza rilevando che nella precedente legislatura, proprio in questo senso, sono stati raggiunti obbiettivi condivisi. Il consigliere, inoltre, ha ricordato le azioni assunte nella precedente legislatura dalla giunta e dalla maggioranza a favore del settore degli stabilimenti balneari, per il contrasto al distretto idrogeologico e per la difesa del territorio, con importanti opere di prevenzione. Vaccarezza, infine, ha chiesto la collaborazione della minoranza «per fare cerniera con il governo ed essere con noi la voce della Liguria». Il consigliere, infine, ha valutato positivamente la scelta del presidente Toti di assumere la delega sulla Sanità in questa fase di emergenza.

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che nel programma della giunta ci sono obbiettivi, ma che spesso mancherebbero gli strumenti per raggiungerli, quindi il testo si presenta «lacunoso». Secondo il consigliere, inoltre, nel programma «manca equità territoriale», cioè la rappresentanza delle diverse aree, e «equità sociale». Il consigliere ha chiesto una migliore distribuzione, in questo senso, delle case popolari e una migliore tutela delle fragilità. Ioculano ha auspicato che la giunta e la maggioranza ascoltino i suggerimenti della minoranza e, a questo proposito, ha fatto appello alla «sensibilità istituzionale». «Lavoriamo tutti insieme – ha detto – per la Liguria» e ha proposto di aprire un tavolo trasversale sul tema dell’autonomia delle Regioni.

Mabel Riolfo (Lega Liguria-Salvini) ha rilevato che la giunta aveva già messo a punto nella precedente legislatura un piano sociale con interventi concreti. Il consigliere ha rilevato che a breve, a causa dell’epidemia, «ci sarà un aumento del tasso di povertà e la pandemia avrà un effetto moltiplicatore delle povertà». Riolfo ha sottolineato: «I soggetti ultra 65enni vanno considerati un valore aggiunto della società e, per farlo, occorre garantire loro un tasso di benessere» e ha illustrato alcuni aspetti contenuti, in questo senso, dal Piano sociale regionale integrato della giunta e anche ulteriori interventi che sarebbero necessari, con particolare riferimento anche al sostegno del Terzo settore.

Paolo Ugolini (moV5Stelle) ha criticato il programma della giunta per quanto riguarda l’attività venatoria, ritenendo ormai superata la caccia. «Gli animali – ha detto – non ci servono più per sfamarci, ma li uccidiamo per puro e sadico divertimento». Secondo Ugolini la politica tutela la categoria dei cacciatori esclusivamente per recuperare consensi. Il consigliere ha rilevato, inoltre, che le politiche venatorie stanno provocando l’incremento incontrollato dei cinghiali e ha chiesto piani di contenimento non cruenti.

Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha esordito attaccando la politica edilizia adottata fino ad oggi dalla Liguria e che – ha detto – viene confermata nel programma di governo per la XI Legislatura. Il consigliere ha rilevato, inoltre, l’assenza nel piano di politiche ambientali adeguate, di sviluppo sostenibile, di economia circolare e di attività di riciclo. Candia ha sottolineato l’eccesso di riferimenti nel documento al tema della sicurezza e una scarsa attenzione, al contrario, alle politiche sull’immigrazione.

Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha rilevato: «Un programma di governo può essere qualificato con qualsiasi termine, come un libro dei sogni, una lista di desideri meno che come una lista della spesa, perché questa, in realtà, si concretizza». Nel merito il consigliere ha ribattuto, punto per punto, alle obiezioni espresse dai consiglieri di minoranza ribadendo, in particolare, l’importanza del tema della sicurezza e del presidio del territorio e dei fondi regionali destinati in questo settore ai Comuni. «Questo – ha detto – è un programma in continuità con quello precedente».

Claudio Muzio (Forza Italia –Liguria Popolare) ha posto la propria attenzione sul Piano di sviluppo rurale che interessa anche l’azione amministrativa regionale. «Noi dobbiamo riappropriarci dei territori che sono stati abbandonati e il Piano di sviluppo rurale è uno strumento strategico di cui dobbiamo fare buon uso». Rivolgendosi all’assessore Alessandro Piana, ha aggiunto: «Ritengo importante mettere in campo un confronto con gli agricoltori perché da loro possono venire suggerimenti per l’utilizzo migliore delle misure europee per il territorio».

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha criticato la gestione della giunta nel settore della sanità rilevando l’elevata mobilità passiva e le lunghe liste di attesa. Secondo il consigliere non sono stati fatti passi risolutivi anche per una riorganizzazione delle asl liguri, per ridurre il numero di dirigenti in sanità e per accrescere la digitalizzazione. «Nel programma – ha detto – è stata fatta una elencazione generica degli interventi senza entrare nel merito e affrontare i problemi». Il consigliere ha riconosciuto al presidente una grande capacità mediatica, ma di non avere risolto le emergenze della Regione.

Sandro Garibaldi (Lega Liguria-Salvini) ha sottolineato la fragilità del territorio ligure che – ha detto – mette a rischio la sicurezza degli abitanti e ha rilevato che la giunta deve proseguire con gli interventi di prevenzione con interventi mirati ai piccoli Comuni. Il consigliere ha ricordato il contributo della Lega al programma del presidente Toti per inserire ulteriori azioni contro il dissesto del territorio.

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha denunciato la carenza di personale sanitario che costringerebbe anche la chiusura dei reparti di terapia intensiva. Secondo il consigliere il piano «è un insieme di cose non vere e non attuate» e ha invitato la giunta a utilizzare in modo tempestivo e capillare i fondi europei. Il piano sociale – ha detto- è finito nel 2017 non è stato rinnovato. Rossetti ha lamentato la carenza di ristori anche nel settore della cultura, colpito dal Covid, l’assenza di interventi regionali per garantire il trasporto scolastico e implementare quello ferroviario durante la pandemia e per favore dell’inclusione sociale delle fasce fragili. Secondo il consigliere nel piano della giunta non sono definite le priorità.

Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente) ha difeso il programma del presidente della giunta: «E’ un piano molto illuminato, vero ed ha una missione chiara: lavoro, sicurezza, salute e infrastrutture» e, nel merito, ha ribattuto punto per punto alle critiche della minoranza e, in particolare, a quelle espresse poco prima da Rossetti.

Stefano Anzalone (Cambiamo con Toti presidente) ha ricordato che la Regione nella precedente legislatura ha affrontato l’emergenza provocata dal crollo del ponte Morandi, prima, e poi dall’epidemia Covid. Il consigliere regionale ha, invece, accusato di gravi mancanze il governo centrale soprattutto in relazione ai ristori alle attività produttive. «Noi abbiamo l’obbligo verso i nostri concittadini di sostenere le amministrazioni locali – ha detto – che stanno attraversando momenti difficili». Anzalone ha concluso: «Questo programma è importante per Genova e per la nostr regione e ha una visione molto ampia».

Brunello Brunetto (Lega Liguria-Salvini) ha auspicato «spirito di collaborazione fra maggioranza e minoranza» soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria. Secondo il consigliere la risposta all’emergenza non è stata ottimale «ma è stata comune dignitosa».

Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa Presidente) ha rilevato che nel programma della giunta «non c’è una visione complessiva ma un’accozzaglia di provvedimenti» e ha fatto riferimenti nel merito. Il consigliere ha espresso critiche sul fatto che nel documento non ci siano azioni «contro la dispersione scolastica che – ha detto – è molto elevata in Liguria e richiederebbe la rimodulazione dell’offerta formativa di tutta la regione, provincia per provincia».

Armando Sanna (Pd-Articolo Uno) ha definito «deludente» il programma rispetto agli obbiettivi che si pone. Rispetto alla sanità Sanna ha rilevato l’impatto dell’epidemia sulla medicina territoriale che, secondo il consigliere, è «inesistente». Forti critiche sono state espresse alla gestione dei trasporti e ha auspicato nuovi interventi di progettazione a vantaggio dei piccoli Comuni e più attenzione al tessuto produttivo. Sanna ha garantito che si impegnerà affinché il programma di governo della giunta sia davvero rispettato.

Domenico Cianci (Cambiamo con Toti presidente) è intervenuto ribadendo che «il presidente della giunta ha lavorato bene» nella precedente legislatura e ha citato gli interventi nell’ambiente, nel turismo e nelle infrastrutture che per questo è stato premiato dagli elettori. «In un momento come questo – ha aggiunto – dividerci è sbagliato e dobbiamo trovare nel programma idee da condividere per migliorare ancora la Liguria».

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha ricordato che la minoranza aveva chiesto la seduta straordinaria sulla sanità rilevando che in Liguria la situazione pandemica è più grave che in altre Regioni e che l’emergenza sta intasando gli ospedali anche liguri, che non sono stati adeguatamente preparati. Il consigliere ha parlato di «deriva sanitaria». Gaibaldi ha criticato l’assenza di riferimenti nel Piano al Mes e al Ricovery Plan rilevando la mancanza di una pianificazione regionale sull’utilizzo dei fondi europei.

Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha auspicato un intervento concreto del governo per il sostegno dei territori e per la lotta al dissesto idrogeologico: «Vogliamo una Liguria più forte a livello nazionale e internazionale, forzando anche le norme molto stringenti dell’Unione europea e reso ancora più stringenti dal Governo, che non permettono alle nostre aziende di mettersi in pari». Il consigliere ha rilevato anche carenze nelle politiche governative in materia di immigrazione e si è dichiarato contrario «all’estremismo ambientale».

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha replicato agli interventi della minoranza: «Non mi aspettavo un dibattito molto diverso, il programma di governo presentato al Consiglio è quello sulla base del quale ci hanno votato i liguri, quindi non potevamo fare nulla di diverso e, forse per la prima volta dopo anni, è piaciuto alla stragrande maggioranza di coloro che hanno votato». Secondo il presidente «oggi si doveva tentare un percorso dialettico che può portare anche ad una sintesi virtuosa, ma non è cosa che si fa in una giornata e così a ridosso dell’appuntamento elettorale». Toti ha però rimarcato «l’arroganza in alcuni giudizi pronunciati in quest’aula come se i liguri avessero scelto un indirizzo regionale confuso e illusorio perché non lo conoscevano, ma dopo 5 anni – ha aggiunto – i pregi e i difetti del nostro governo e del nostro pensiero i liguri lo conoscevano bene e hanno scelto di proseguire su quella strada». Il presidente ha poi precisato che su alcune materie le competenze sono del Governo e ha aggiunto: «Giudicare in modo spocchioso il nostro programma sulla base del vostro programma, che è stato sconfitto, è un brutto inizio» e ha invitato la minoranza ad un maggiore atteggiamento di ascolto sottolineando l’importanza strategica per la Liguria, fra le altre, della promozione turistica e del traffico crocieristico. Il presidente ha sottolineato: «Rispetto ai contenuti non c’è nessuno di noi o di voi che ha ragione, perché ha ragione chi è fuori da quest’aula (gli elettori, ndr) e bisognerebbe semmai che l’opposizione capisse perché certe sue proposte non sono piaciute». Il presidente, infine, si è dichiarato allarmato, da un «clima diffamatorio» e ha concluso: «Ho visto contestare dati che sono degli uffici di prevenzione e trovo illegittimo contestare la validità del lavoro di professionisti e dirigenti della nostra regione».