Covid, la Liguria da mercoledì entra in “fascia arancione”; le nuove regole

Giovanni Toti - Regione Liguria in zona arancione

Genova | I previsori liguri prevedono ben poco e l’ottimismo mostrato ancora ieri dal presidente di Regione Liguria sulla possibilità di restare in zona gialla si è dimostrato oggi infondato. L’inserimento nella fascia arancione del resto si attendeva come scenario più realistico già la scorsa settimana per la Liguria, e il vincolo è dunque slittato solo di qualche giorno: inizierà da mercoledì, comportando nuove restrizioni.

Al momento non sono previste differenziazioni tra le province nell’adozione delle norme da adottare entrando in zona arancione, ha anticipato durante il punto stampa di stasera il presidente Giovanni Toti: “al momento non ci sembra che ci siano le condizioni, al di là delle singole sensazioni, per una diversificazione su base provinciale del territorio della regione Liguria. Questo perché il numero degli ospedalizzati e delle terapie intensive sta crescendo omogeneamente ovunque: a Spezia sono tornati a crescere molto, stanno tornando a crescere anche nell’Asl2 savonese e anche nell’Asl1 imperiese. Essendo un po’ in ritardo l’onda epidemica sulle province rispetto alla città di Genova, ci aspettiamo che mentre Genova possa stabilizzarsi nelle prossime giornate, ci aspettiamo ancora una crescita della epidemia invece nelle province”.

Toti ha espresso qualche dubbio ribadendo che secondo lui l’ultimo report era sostanzialmente uguale al precedente ma per il momento ha scelto la via diplomatica mettendo temporaneamente da parte le polemiche – ha detto – con il Governo. A pesare sulla diversa valutazione rispetto ai giorni scorsi è comunque probabilmente stata appunto la crescente pressione su tutti gli ospedali liguri, anche fuori Genova nella quale tuttavia per ora rimangono le maggiori criticità. Gli allarmi e le richieste da parte degli ordini delle professioni sanitarie di misure più restrittive per arginare il carico dei problemi si sono inoltre moltiplicate negli ultimi giorni, e anche questo ha certo il suo peso.

“La Liguria da mercoledì 11 novembre diventerà zona arancione per i prossimi 14 giorni” è stato il primo commento a caldo del presidente Toti: “Me lo ha appena comunicato il ministro Speranza. Pur rimanendo perplesso sulla differenza di trattamento rispetto alla scorsa settimana, a fronte di numeri più o meno simili, ritengo sia doveroso non entrare in polemica con il Governo e prendere atto di questa decisione. Indubbiamente i nostri ospedali sono sotto forte pressione, il mondo medico chiede interventi e in queste situazioni riteniamo che il criterio di prudenza debba sempre prevalere”. 

Secondo la nuova ordinanza del ministro della Sanità Speranza in zona gialla restano ora Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Veneto.

In zona arancione a Puglia e Sicilia che già lo erano si uniscono ora anche Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata, Umbria. Per quanto riguarda la zona rossa: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria sono confermate mentre l’entrata della Campania sarà decisa domani. (effe)

“FASCIA ARANCIONE” dove ora è inclusa anche la Liguria

  • “sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio”;
  • “è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”;
  • è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori con eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. “Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.”
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