Finale Ligure, “Le persone al centro” contro l’ordinanza del sindaco: “Proibizionismo per famiglie”

"impedirà paradossalmente anche l’acquisto di una bottiglia di vino per cena o di un paio di birre per una pizza a casa"

Finale Ligure | Come a Savona, Albenga e in molti altri comuni della Riviera, anche a Finale Ligure è stata emessa un’ordinanza sindacale che per “limitare gli assembramenti da movida” prescrive orari ridotti per la vendita degli alcolici da asporto. Una misura eccessiva sostiene il Gruppo Consiliare “Le Persone al Centro” che ha polemizzato “sull’ordinanza proibizionistica del nostro sindaco” Ugo Frascherelli, ironizzando su alcune incongruenze che si vengono a creare.

Secondo i consiglieri di minoranza Camilla Fasciolo e Massimo Gualberti “porre un generico divieto ‘ai titolari o gestori di attività commerciali e pubblici esercizi di vendere per asporto bevande alcoliche dalle 20.00 alle 7.00 del giorno successivo’, impedirà paradossalmente anche l’acquisto di una bottiglia di vino per cena o di un paio di birre per una pizza a casa. Già questa circostanza parrebbe sufficiente ad eliminare una prescrizione inutilmente restrittiva se la nostra città appartenesse ad una periferia industriale, ma trattandosi invece di un paese ad (esclusiva) vocazione turistica, la norma assume contorni grotteschi”.

“Come se ciò non bastasse – accusano i consiglieri Gualberti e Fasciolo –, pare che l’amministrazione abbia inoltre completamente dimenticato il lungo periodo di lockdown subito dalle nostre attività economiche e le linee guida stabilite per evitare gli assembramenti. Da una parte limitare l’iniziativa economica di un numero indefinito di attività non può che ritenersi inutilmente vessatorio, dall’altra per evitare assembramenti di qualunque natura, nessuna norma dovrebbe concentrare gli acquisti in determinati orari e soprattutto limitare in alcun modo ipotesi di asporto di cibi e bevande (circostanza che si renderà verosimilmente necessaria nei momenti di massimo afflusso)”. “La cosa migliore che andrebbe fatta sarebbe tout court l’eliminazione dell’ordinanza, tuttavia se una retromarcia potesse apparire poco dignitosa si potrebbe per una volta fare un esercizio di buon senso e traslare almeno l’inizio del divieto dalle 20,00 alla mezzanotte. Quest’anno abbiamo già visto troppe norme che hanno limitato le nostre libertà, sarebbe meglio evitare di esagerare”.