Fase 2 e DL Rilancio, Cia: il quadro del settore agricolo savonese

Sede Cia Savona

Albenga / Savona | Tutti lo sanno: in Liguria, terra agricola, il comparto floricolo ha subito uno shock drammatico soprattutto nella fase iniziale (febbraio e marzo) quando i transiti verso i mercati dei vasi e delle fronde erano irraggiungibili a causa dei blocchi delle frontiere: incomprensioni e sospetti contro i prodotti italiani. Poi subito dopo lo stop delle attività turistiche per decreto che ha azzerato le possibilità di lavoro anche degli agriturismi, condizione di sospensione totale tuttora non risolta del tutto: forse parzialmente dalla prossima settimana ci sarà una ripresa delle attività, ma con limitazioni che potrebbero indurre a non riaprire sino al ritorno ad un’agibilità più completa.

Ferme le strutture ricettive e la ristorazione immediate le conseguenze a catena sul settore vitivinicolo ligure che riprende a ricevere piccoli ordini in prossimità delle auspicate riaperture del 18 maggio. Anche l’olio extravergine di qualità, che non vende moltissimo tramite la GDO, ha faticato ad essere venduto a causa delle limitazioni nei movimenti delle persone che spesso si recano direttamente nell’azienda olivicola ad approvvigionarsi.

“Oltre alla preoccupazione per la situazione economica, la paura per la diffusione dell’epidemia che ha toccato famiglie di agricoltori, anche dell’entroterra, con soci CIA anziani, e non, che non toneranno più nelle nostre sedi. Momenti davvero drammatici che ci auguriamo tutti siano alle spalle, con un affettuoso abbraccio ai famigliari. Quando come associazione dovevamo decidere tra garantire un adeguato supporto informativo sui provvedimenti governativi e la continuità lavorativa da una parte e le difficoltà anche del personale legato a situazioni particolari e molto disparate dall’altra, abbiamo sempre mantenuto aperte le sedi territoriali della provincia, ricorrendo sia allo smart working o ad altri istituti. Questo sempre con il consenso del personale, oltre che degli organi della Confederazione: gli uffici savonesi della CIA sono rimasti operativi nonostante l’emergenza coronavirus. In quel momento di grave criticità è stato indispensabile fornire ampio supporto alle imprese e agli associati, sul fronte fiscale e normativo. Gli effetti dei decreti e delle ordinanze a scopo di salvaguardia della salute pubblica avevano determinato forti crisi di mercato nell’agricoltura, sebbene attività consentita, soprattutto nel settore delle piante in vaso, come detto. Per far ottenere un adeguato risarcimento è stata fortissima l’azione di CIA a livello provinciale, regionale e nazionale anche tramite l’Associazione Florovivaisti Italiani”.

“Nel contempo gli impiegati della CIA hanno garantito i servizi: le richieste di assistenza e consulenza in remoto si sono moltiplicate, oltre i 1.400 di bonus alle persone (es. coltivatori, braccianti, dipendenti stagionali) e centinaia di richieste di ammortizzatori sociali per le aziende agricole, purtroppo. Abbiamo sempre continuato a dare informazione ad aziende agricole ed a utenti grazie al servizio Caf e Patronato durante l’incertezza e lo sgomento di questo periodo” raccontano i dipendenti della Confederazione savonese.

“Nel rispetto degli accordi tra imprese e sindacati, come l’ultimo del 24 aprile, abbiamo cercato di diluire la presenza negli uffici e continuiamo a lavorare anche in remoto (mail, telefono, web site, social media e skype conference), garantendo anche agli associati che non possono recarsi nelle nostre sedi, oltre il ritiro dei documenti, una reperibilità continua. Dal 4 maggio gli uffici sono accessibili in modo più ampio, fermo restando la distanziazione sociale, la misurazione della temperatura con termo scanner, oltre all’utilizzo del DPI (mascherine e guanti) e il divieto d’uso dei locali ristoro per motivi di spazio. Abbiamo provveduto ad una sanificazione di tutti i locali”.

“Riteniamo sia stata importante la nostra operatività in quanto l’agricoltura è rimasta una delle attività consentite e le imprese ed i loro dipendenti, oltre all’assistenza di routine, hanno avuto subito bisogno di informazioni sui decreti emergenziali ma anche semplicemente chiedere come potevano vendere i loro prodotti portandoli a domicilio o se potevano continuare un’attività connessa sulla base del codice Ateco di riferimento”. “Inoltre sono stati informati e aggiornati di continuo sugli sviluppi dei vari decreti in merito a chiusure/aperture di attività o parte di esse, sospensioni di pagamenti in scadenza, possibilità di bonus, eventuali agevolazioni per i loro dipendenti e altri aspetti aziendali e gestionali che riguardano il settore agricolo a vario livello, compreso l’accesso al credito”. “Le aziende agricole stanno difficoltosamente rientrando tra quelle che possono utilizzare ad esempio il prestito del cosiddetto D.L. Liquidita che ha creato aspettative e delusione visti i tempi di erogazione e la sottovalutazione di molte banche che non avevano considerato il settore agricolo”.

Il D.L. Rilancio approvato ieri sera recepisce molte delle richieste di CIA, soprattutto l’istituzione del Fondo Emergenziale risarcitorio di 450 mln di euro per le filiere agricole in crisi nel quale è stato inserito il settore floricolo. Conferma anche sui bonus di aprile ad agricoltori (600 euro) e braccianti (500 euro), con un aumento a 1.000 euro per maggio solo per gli agricoltori danneggiati al 33%. Previsto anche l’aumento della cassa integrazione in deroga per i lavoratori agricoli che viene allungata da 9 a 15 settimane. E poi la novità dell’inserimento dell’agricoltura (compresi gli agriturismi) nell’articolo sul Fondo Perduto rivolto alle PMI, vale a dire per tutte le imprese agricole danneggiate oltre il 33% ci sarà la possibilità di una erogazione dall’ Agenzia delle Entrate (bonifico) con un minimo di 1.000 euro per le ditte individuali e 2.000 euro per le società.

“Importanti anche le norme sulla regolarizzazione dei braccianti che stiamo valutando nella loro portata – sottolinea la Confederazione savonese -. Per il vitivinicolo le norme del D.L. sono riferite alle aziende di grandi dimensioni: in Liguria abbiamo bisogno di provvedimenti che chiederemo alla Regione di adottare. Stesso discorso per il settore agrituristico per il quale auspichiamo rapide misure. Quindi un valutazione complessivamente positiva e di soddisfazione da parte di CIA Savona con l’incognita dei tempi e delle procedure di attuazione di alcuni di questi provvedimenti: preoccupano le difficolta procedurali incontrate per i prestiti dalle banche ed il rischio che le procedure previste anche dal D.L. Rilancio non consentano di fruire tempestivamente dei benefici di cui gli agricoltori hanno bisogno. Il nostro Paese ha un grande problema irrisolto che è quello dell’efficienza del sistema ammnistrativo e istituzionale nel suo complesso”.