Gruppo Pd: “PSR, sostegno ai giovani agricoltori, se la regione non finanzia le domande”

Giovanni Barbagallo

Genova | Il Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, primo firmatario il consigliere Giovanni Barbagallo, ha presentato un’interrogazione per chiedere all’amministrazione regionale “come intenda finanziare le domande dei giovani agricoltori liguri, che, pur avendo ricevuto il primo di primo insediamento (sottomisura 6.1) del Programma di sviluppo rurale, sono stati esclusi dai fondi per il supporto agli investimenti delle aziende agricole (sottomisura 4.1), nonostante avessero ottenuto il punteggio minimo richiesto per l’ammissibilità al bando”.

“Senza quel contributo – spiegano i consiglieri del Pd – molti giovani agricoltori rischiano la revoca del premio, visto che gli investimenti fatti per ottenerlo di solito venivano finanziati facendo ricorso alla sottomisura 4.1: insomma un intervento è indirettamente collegato all’altro. In assenza di uno dei due molte giovani aziende rischiano di chiudere i battenti”. Il bando relativo alla sottomisura 4.1, aperto il 3 giugno 2019, si legge nell’interrogazione, si è chiuso il 31 luglio dello stesso anno “con il recepimento di 110 domande di sostegno: 99 di queste hanno raggiunto il punteggio minimo richiesto per l’ammissibilità al bando.

“A fronte di un importo complessivo di un milione di euro, però – continuano i consiglieri del PD – solo una domanda di sostegno è risultata ammessa al finanziamento in data 21 aprile 2020. Ma molte delle 99 domande che raggiungevano il punteggio minimo richiesto e che sono state escluse sono state presentate da giovani agricoltori che avevano ottenuto il premio di primo insediamento come da sottomisura 6.1, per il quale occorre effettuare una quantità di investimenti che solitamente venivano finanziati facendo ricorso alla sottomisura 4.1. Quindi adesso, come detto, molti giovani agricoltori non solo non riceveranno i fondi di sostegno, ma non potendo confermare gli investimenti rischiano la revoca del bando e, di conseguenza, non saranno più in grado di proseguire nella loro attività o, nella miglior delle ipotesi, dovranno ricorrere all’autofinanziamento. La Regione intervenga: altrimenti perderemo un patrimonio importante e molte persone resteranno senza lavoro”.