Enpa: “Regione Liguria e Coldiretti colgono l’occasione per diffondere ingiustificati allarmi”

cinghiale in gabbia

Savona / Genova | Con la scusa della presenza di cinghiali e caprioli negli abitati, dovuta solo ed esclusivamente all’assenza delle persone per le norme sul coronavirus, afferma l’Enpa, “Regione Liguria e Coldiretti colgono l’occasione per diffondere ingiustificati allarmi di chissà quali pericoli e riproporre l’uso dei cacciatori (ribattezzati ‘coadiutori’) per limitare il numero di questi animali”.

«È ormai chiaro invece – prosegue la nota dell’Enpa – che la caccia non solo ha fallito (e non ne ha alcun interesse) nel contenerne il numero ma, addirittura come confermano gli scienziati, inascoltati, ne facilita la crescita; la caccia al cinghiale “in braccata” infatti scompiglia gli originali grossi branchi di cinghiali, guidati da una femmina alfa che è l’unica a riprodursi: la formazione quindi di piccoli gruppi permette a molte più femmine, e sempre più giovani, di riprodursi anch’esse; in questo caos è invece utilissima la presenza del lupo che, come sanno bene esperti e cacciatori, favorisce il ricompattamento dei branchi a fini di autodifesa: nei grossi branchi, naturalmente costituiti da femmine e giovani, è più facile ed efficace difendere questi ultimi dagli attacchi del lupo».

E proprio a proposito di lupi, la Protezione Animali savonese ricorda che da tempo proponeva di difendere le greggi con cani da guardianìa e stalle e stazzi robusti: «finalmente, dopo tanto temporeggiare, come al solito parlando di abbattimenti a fucilate di una parte dei lupi, la Regione Liguria ha finalmente cominciato a dare i pastori maremmani agli allevatori. Enpa attende ora fiduciosa (ma non tanto) che i politici liguri comincino a ragionare, per limitare cinghiali e caprioli, sui sistemi alternativi (come la vaccinazione specie-specifica, etc.) peraltro imposti come prioritari all’abbattimento dalla legge vigente, ascoltando una volta tanto, se non la Protezione Animali, scienziati ed esperti non succubi dei cacciatori».