Dalla filiera delle costruzioni 4 proposte al Governo

Un lavoratore edile in cantiere

Genova / Roma | Dalla produzione dei materiali da costruzione alla loro distribuzione e trasporto, dalla progettazione degli edifici fino alla loro messa a sistema attraverso la realizzazione dell’opera: la filiera dell’edilizia italiana genera nel nostro Paese 120 miliardi di fatturato all’anno e dà lavoro ad oltre 1 milione di cittadini italiani. “Una filiera, quindi, fondamentale per la tenuta economica e sociale del nostro Paese ed è con questa consapevolezza, unita al senso di responsabilità e di sacrificio delle centinaia di migliaia di persone che ne fanno parte, che ha continuato fino a oggi a fare la propria parte”.

«Come filiera dell’edilizia ci sentiamo anche un’altra grande responsabilità, quella di guardare fin da ora al dopo, a quando dovremo ricostruire questo Paese (grandi opere, rigenerazione urbana, efficientamento energetico, efficientamento sismico, ecc.). Sappiamo infatti che saremo il solo settore che, seppur martoriato e ferito come tutti gli altri, potrà mettersi a lavorare da subito per tutti, con ricadute positive anche per altri settori della nostra economia ai quali servirà necessariamente più tempo per ripartire, perché legati alla ripresa dei consumi interni oltre che internazionali» afferma – in rappresentanza del settore – Luca Berardo, presidente di Sercomated e consigliere di Federcomated, la federazione nazionale commercianti in materiali da costruzione edili che fa capo a Confcommercio, che raggruppa 10mila aziende della distribuzione e tramite Sercomated, anche il mondo della produzione.


Per questi motivi la filiera dell’edilizia ha presentato al Governo, alle forze politiche e al mondo finanziario 4 proposte immediate e imprescindibili per riuscire a mantenere i livelli occupazionali del settore e fare da subito la propria parte per la tenuta economica e sociale dell’Italia: 1. Moratoria immediata delle scadenze di pagamento e fiscali di tutta la filiera delle costruzioni per i mesi di marzo, aprile e maggio per un periodo di dodici mesi con le opportune coperture a garanzia dello Stato; 2. Sospensione immediata del rating bancario per il periodo marzo – dicembre 2020 per tutte le aziende afferenti al settore delle costruzioni e dell’edilizia in generale; 3. Trasformazione immediata di linee di autoliquidante (SBF) in linee di cassa (conto corrente); 4. Aumento immediato delle linee di credito in essere nella misura del 50% del totale a tassi agevolati anche con utilizzo del fondo di garanzia PMI da estendere a tutte le imprese della filiera, a prescindere dalla dimensione. 

«Queste nostre proposte – sottolinea con forza Berardo – vanno raccolte adesso, non abbiamo più tempo. C’è un’urgenza stringente di prendere seriamente questa proposta, perché altrettanto serio è il nostro impegno a ripartire, ma le nostre 4 richieste sono la precondizione indispensabile per essere in grado di fare la nostra parte nella ripartenza». A sottoscrivere il documento contenente queste proposte sono le associazioni di categoria Federcomated, Federcostruzioni, Assoposa (Associazione nazionale imprese di posa e installatori di piastrellature ceramiche), Assodimi Assonolo (Associazione dei distributori e noleggiatori di macchine strumentali), i gruppi di rivenditori di materiali edili BigMat, Deus, Made, i multipoint 4Bild, Orsolini, Zanutta e Harley&Dikkinson, l’Arranger tecnologico, finanziario e di garanzia rivolto a chi opera nella riqualificazione e valorizzazione degli edifici. «La filiera dell’edilizia, come è sempre stato dopo ogni guerra o crisi, si impegna anche questa volta, non appena i vincoli Governativi saranno allentati, ad adempiere al proprio ruolo di motore della ripresa economica del nostro Paese», conclude Berardo.