Liguria, prevenzione coronavirus: ordinanza per chi proviene dalla Lombardia o dalle province in “zona rossa”

Obbligo per chi proviene dalla Lombardia o dalle province in “zona rossa” di segnalare la propria presenza in Liguria e il domicilio; Toti: “Si tratta di disposizioni di buon senso e ci aspettiamo che le persone le rispettino per senso civico”

cartelli attenzione

Savona / Genova | Contenimento e contrasto diffusione del coronavirus in Liguria. In particolare rivolta a chi proviene dalla Lombardia o dalle province in “zona rossa”, è entrata in vigore la nuova ordinanaza regionale firmata ieri dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

RobertoMichels

L’ordinanza regionale 4/2020 prevede che chiunque sia entrato in Liguria dal 24 febbraio 2020, senza avere la residenza sul territorio regionale e provenendo dalla Lombardia o dalle province in cosiddetta “zona rossa” (Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-CusioOssola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia) per motivi che non riguardano esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, debba osservare le prescrizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 relative al loro luogo di provenienza (Leggi QUI Dpcm Coronavirus, le misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale); inoltre, non possono essere ospitate dagli albergatori e da chi affitta appartamenti ammobiliati a uso turistico. Queste persone hanno l’obbligo di segnalare la propria presenza in Liguria e il domicilio utilizzando, a partire dalle 14 di oggi, lunedì 9 marzo 2020, comunicandoli all’indirizzo email sonoinliguria@regione.liguria.it o ai numeri telefonici 0105485767 e 0105488679 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16. (Leggi QUI in copia pdf integrale del Ordinanza 4/2020 di Regione Liguria sulle “Misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”).

“Si tratta di disposizioni di buon senso e ci aspettiamo che le persone le rispettino per senso civico” ha commentato il presidente Toti: “Ci aspettiamo collaborazione. In questo momento siamo ancora in una fase di relativa tranquillità rispetto alla disponibilità dei posti letto in terapia intensiva. Per questo dobbiamo fare in modo di evitare il più possibile il diffondersi del contagio e abbiamo il dovere e diritto di sapere dove sono le persone in questione per evitare l’aumento del contagio che può mettere in difficoltà le nostre strutture. Tutto questo non si applica a coloro che sono qui per ragioni di lavoro”.

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