Coronavirus Liguria: il punto su piano sanità e protezione civile per far fronte all’emergenza

Vicepresidente Viale: “tutto sistema coinvolto per posti necessari di terapia intensiva e malattie infettive”; assessore Giampedrone: “servono posti per garantire isolamento a ‘contatti di caso’ asintomatici e pazienti dimessi da ospedali”

Coronavirus

Savona / Genova | Il punto sulle esigenze sia della Protezione civile sia del sistema sanitario per far fronte all’emergenza coronavirus. Questo l’oggetto della riunione che si è svolta questa mattina in Prefettura a Genova a cui hanno partecipato anche la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale e l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.

RobertoMichels

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, la vicepresidente Viale ha spiegato che “ci stiamo attrezzando per individuare 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 posti per Malattie infettive. Lo ha richiesto anche il governo nell’ultimo Dpcm ma noi ci stiamo lavorando da tempo, con il coinvolgimento di tutti gli ospedali in un’ottica di sistema: dobbiamo essere preparati ad affrontare il peggio. Non si interviene su un solo ospedale, ma con una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure”.

Per quanto riguarda invece le necessità individuate dalla Protezione civile, “lo schema che abbiamo approntato riguarda 120 posti in area metropolitana, 60 a ponente e altrettanti a levante – ha spiegato Giampedrone -. Le strutture individuate ospiteranno da un lato i cosiddetti ‘contatti di caso’ ovvero persone asintomatiche che devono effettuare il periodo di isolamento fiduciario obbligatorio in un luogo idoneo e, dall’altro, coloro che vengono dimessi dagli ospedali e hanno bisogno di una sorta di ‘dimissione protetta’ prima di poter tornare a casa. Queste persone non sono “appestate”, stanno bene ma hanno bisogno di un luogo idoneo dove concludere il periodo di isolamento fiduciario e per questo vanno aiutate, sostenute e accompagnate. Su questo chiedo a tutti di avere un atteggiamento di grande rispetto, ci vuole senso civico quando si affrontano queste emergenze”. 

SANITÀ. “È in corso una riorganizzazione per individuare 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 posti per Malattie infettive– ha spiegato l’assessore Viale – che verranno recuperati coinvolgendo tutti gli ospedali liguri, da Ventimiglia a Sarzana. Non c’è un’azione su un solo ospedale di un’area o di un’altra, ma è stata fatta una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure. Quindi nessuno si deve sentire penalizzato, è un lavoro di sistema. Stiamo ragionando come se ci fosse un unico ospedale ligure che si sta attrezzando per l’emergenza, per accogliere le persone che ne avranno bisogno. I numeri di posti letto aggiuntivi necessari – ha proseguito – sono stati stimati dai nostri esperti sulla base anche dell’andamento della situazione in Lombardia. Non è un bisogno di oggi ma è una prospettiva possibile per cui noi vogliamo essere colti impreparati. Le prime modifiche sono già in corso e necessariamente richiedono di una pianificazione. Si tratta di una scelta ragionevole, anche sulla base del provvedimento nazionale del 4 marzo che ha imposto un rallentamento di tutte le attività del paese. È un momento in cui serve prudenza e cautela”. In merito alle critiche di alcuni esponenti delle opposizioni, la vicepresidente Viale ha osservato: “Lasciamo fuori le polemiche politiche, qui parliamo della salute di tutti. Ma inoltrerò la nota del consigliere Pastorino al suo ministro della Salute per un richiamo alla responsabilità da parte degli appartenenti a tutte le forze politiche”, ha concluso. 

PROTEZIONE CIVILE. “Stiamo ragionando sostanzialmente di strutture private – ha spiegato Giampedrone -. Stiamo anche effettuando una verifica sulla scuola di Polizia penitenziaria di Cairo Montenotte che è pronta, attiva e sufficientemente decentrata. Su questo abbiamo un via libera di massima sia da parte del ministero della Giustizia sia da parte della Provincia di Savona. Per il resto ragioneremo di strutture alberghiere vuote e Rsa”. Per quanto riguarda il capoluogo, “stiamo ragionando su una Rsa attualmente vuota con 56 stanze in cui spero entro oggi di poter trasferire i marittimi attualmente in quarantena a bordo della nave ormeggiata in porto. Con il Comune stiamo ragionando anche sul possibile utilizzo dei 17 appartamenti dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto. Sulla Spezia invece la proposta è quella di utilizzare 17 posti nell’ex ospedale militare Falcomatà che sono già in pronta disponibilità perché la struttura è stata appena ristrutturata per ospitare in futuro il polo universitario. Il resto dei posti lo raggiungeremo con strutture alberghiere”, conclude Giampedrone.

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