Glifosate e suo utilizzo, Confagricoltura Liguria: “EPA chiarisce tutto”

olio e basilico

Savona / Genova | Confagricoltura Liguria interviene sul recente pronunciamento dell’Epa – United States Environmental Protection Agency. “L’agenzia ha concluso che non vi sono motivi di preoccupazione quanto a rischi di tipo alimentare per alcun segmento della popolazione, neanche seguendo le ipotesi più prudenziali applicate nelle valutazioni”. “È questo il verdetto emesso dall’Epa, a proposito del glifosate, un erbicida – informa Confagricoltura Liguria – che è utilizzato da numerose imprese agricole e che da anni è al centro di diatribe mediatiche e giudiziarie a proposito di una presunta cancerogenicità della sostanza”.


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Nell’agosto dell’anno scorso l’Epa aveva già sottolineato come procurare allarme sul potenziale cancerogeno dei prodotti contenenti questa sostanza attiva sarebbe stato “in contraddizione con la valutazione scientifica dell’agenzia” e sarebbe stata quindi “una dichiarazione falsa e fuorviante”. La valutazione è stata condivisa, negli anni, dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), dalla Bfr (l’Agenzia per la sicurezza alimentare tedesca) e più recentemente dalle autorità canadesi per la salute (Health Canada).

“La valutazione dell’Epa statunitense – dichiara il presidente di Confagricoltura Liguria, Luca De Michelis – conferma quanto sostenuto da tempo, sulla base della scienza e non del pregiudizio, da Confagricoltura: riteniamo importante continuare a utilizzare questa sostanza non solo dal punto di vista economico, perché si rischierebbe di mettere in crisi numerose imprese agricole, ma anche ambientale perché il glifosate è utilizzato particolarmente nelle tecniche di agricoltura conservativa, apportando benefici importanti all’ambiente, a partire dalla diminuzione di emissioni di anidride carbonica”. “Questa vicenda – sostiene il presidente di Confagricoltura Liguria – ci invita ad analizzare le questioni tenendo nella massima considerazione i pareri espressi dalla comunità scientifica internazionale, puntando a produzioni agricole sostenibili e di qualità, continuando a credere e a investire nella ricerca”.

“In tal senso – prosegue la nota di Confagricoltura Liguria – auspichiamo anche che si possa avere, da parte dell’Unione Europea, maggiore chiarezza e ‘positività’ anche su principi attivi utilissimi in floricoltura, quindi in colture ‘no food’, ancorché scientificamente e storicamente ritenuti da moltissime autorevoli fonti non dannosi per l’ambiente e per chi lavora in quelle coltivazioni”. “È stata proprio la ricerca – ricorda Confagricoltura Liguria – la protagonista assoluta in agricoltura. Grazie alla ricerca la produttività è cresciuta con l’aumento della popolazione mondiale: dagli anni ’60 gli abitanti del pianeta sono passati da poco più di 3 miliardi a 7 miliardi e in parallelo la produzione cerealicola è cresciuta da circa 900 a quasi 2.400 milioni di tonnellate”. Nello stesso periodo la produzione di cereali è aumentata il 50% cento più velocemente della popolazione mondiale, soprattutto con incrementi delle rese unitarie. “Nei prossimi anni – sostiene Confagricoltura Liguria – dovremo continuare a puntare sulla ricerca, perché avremo bisogno di maggiore produzione agricola e dovremo gestire in maniera sostenibile le risorse naturali dell’ecosistema, con particolare attenzione anche allo sviluppo di innovazione di prodotto e di processo anche in floricoltura, dove la Liguria, storicamente, è leader mondiale nella ricerca varietale”.



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