Bambini disabili, Rossetti: “disposizioni di alisa rendono la vita impossibile alle famiglie”

Pippo Rossetti

Genova | Secondo Pippo Rossetti, consigliere regionale del Pd ligure, “le ultime disposizioni di Alisa nel settore della riabilitazione calpestano i diritti dei più piccoli, dai primissimi mesi di vita fino all’adolescenza, rendono difficile la vita ai genitori e non consentono di svolgere tutta la psicoterapia, la logopedia, la psicomotricità, l’addestramento agli ausili e quanto altro così come sarebbe necessario”.

“Con l’introduzione di una piattaforma probabilmente nata per gestire ricoveri e non attività ambulatoriale Alisa affida a un sistema rigido la gestione di un’attività troppo flessibile e delicata” sostiene Rossetti, “e così ai piccoli pazienti è consentito fare solo un intervento riabilitativo al giorno. Mentre da sempre, nella stessa giornata, si potevano effettuare più sedute compatibili, facilitando anche la famiglia nell’organizzazione del tempo di cura e di lavoro. Risultato? Una mamma deve accompagnare quasi tutti i giorni il bambino al centro. Per quale motivo? I bambini, inoltre, possono essere seguiti solo da un unico ente specializzato. A un disabile cognitivo con disabilità sensoriale visiva o uditiva Alisa impedisce di poter frequentare più strutture specializzate, quindi il bambino è curato solo da chi si occupa del disturbo cognitivi o di chi si occupa di quello sensoriale. Perché?”.

“Altra assurdità – aggiunge il consigliere del Pd – è che con la nuova piattaforma di Alisa è diventato impossibile svolgere nel piano riabilitativo individuale sia terapie di gruppo sia terapie individuali. Si è obbligati a scegliere o l’una o l’altra. Perché? La Regione ha ereditato le liste di attesa, ma in cinque anni la situazione è evidentemente peggiorata. Per curare i bambini la Giunta ligure doveva aumentare i fondi finalizzati all’abbattimento delle liste d’attesa. Ora con la nuova procedura gli enti accreditati non possono riprogrammare le ore di riabilitazione non fatte e poiché i bambini piccoli si ammalano spesso così come si ammalano anche i familiari che li accompagnano, il piano riabilitativo attuato è sempre inferiore a quello che le Asl avrebbero hanno autorizzato. Perché questo risparmio e dove va a finire?” chiede in conclusione Rossetti.

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