La campagna “anticinghiali” di Coldiretti arriva a Roma

Presente alla manifestazione anche una delegazione di Coldiretti Liguria che punta ancora una volta il dito contro “l’incontrollata proliferazione degli animali selvatici"

Coldiretti a Roma campagna anticinghiali

Savona / Roma | Toni apocalittici nella campagna “anticinghiali” di Coldiretti portata oggi a Roma in piazza Montecitorio dove l’associazione degli agricoltori e allevatori ha gridato contro “l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici ormai arrivati anche dentro le città”. Presente alla manifestazione anche una delegazione di Coldiretti Liguria che punta ancora una volta il dito contro “ l’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali stimato a circa 35mila capi, con una diffusione che si estende dalle campagne alle città liguri”.

Sono noti i toni esasperati e allarmistici di Coldiretti usati in questi ultimi mesi per chiedere risarcimenti congrui e soprattutto sollecitare politiche di contenimento della fauna selvatica più efficienti ed efficaci di quelle oggi esistenti. Secondo il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa “la popolazione degli animali selvatici nell’interesse di tutta la società, deve essere affrontata con decisione, dal momento che non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza alle persone. E non è solo un problema del nostro territorio: per questo occorre agire in modo concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni ed avviare un piano straordinario senza intralci amministrativi. Se non si inizierà ad agire in maniera strutturata e continuativa, la situazione è destinata a peggiorare, con l’alto rischio che a lungo andare venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico”.

A detta di Coldiretti Liguria, “il continuo vigilare su greggi e mandrie, nonché le recinzioni e i cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo di nuovi attacchi agli animali della fattoria e alle coltivazioni. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Liguria”.

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