Liguria, Enpa: “basta gridare ogni giorno ‘al lupo’ o ‘al cinghiale assassino’”

"Il presidente e l'assessore regionale di Regione Liguria e le organizzazioni agricole dovrebbero chiedere pubblicamente scusa, per il procurato allarme, a tutti i cittadini che hanno ingiustamente spaventato per un pericolo che esiste solo nella loro retorica" dice l'Enpa Savona

due cinghialetti

Savona / Genova | La Protezione Animali savonese ritorna a chiedere a Regione Liguria e alle associazioni degli agricoltori pro-caccia un’inversione di rotta e meno aleatori allarmismi polemici e strumentali che non servono a risolvere concretamente i problemi della fauna selvatica, cinghiali, lupi e non solo. “Confermata dall’autopsia che l’anziano cacciatore di Rovegno non è morto per l’attacco di un cinghiale ma per un colpo di fucile – afferma l’Enpa savonese –, il presidente e l’assessore regionale della Liguria e le organizzazioni agricole dovrebbero chiedere pubblicamente scusa, per il procurato allarme, a tutti i cittadini che hanno ingiustamente spaventato per un pericolo che esiste solo nella loro retorica; e smetterla di gridare ogni giorno ‘al lupo’ o ‘al cinghiale assassino’ e preparare un ‘tavolo d’emergenza’ il giorno stesso della morte del pensionato; e purtroppo l’esito dell’autopsia è stato ignorato dai giornali e dalle TV nazionali, che tanto risalto avevano invece dato al cinghiale incolpevole”.

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Secondo la Protezione Animali savonese “sarebbe l’ora di un decisivo cambio di rotta (‘Cambiamo’?) sulla gestione della fauna selvatica ed i presunti danni e pericoli arrecati da cinghiali, caprioli, daini e lupi, prendendo finalmente coscienza che la presenza degli ungulati è da addebitare alle insensate liberazioni di cinghiali, caprioli e daini negli anni 80 da parte dei cacciatori, affinché si riproducessero diffusamente – come 20 anni dopo avvenuto – e potessero così essere cacciati a piacere, a danno di ambiente ed agricoltura”. Cambio di rotta che secondo l’associazione animalista dovrebbe svilupparsi con le seguenti iniziative urgenti, “al posto di ‘più caccia e più fucili'”: “1) Pagamento dei presunti danni alle coltivazioni con l’obbligo, pena la cessazione dei rimborsi, di installare, con contributi pubblici, recinzioni robuste o elettrificate contro le invasioni delle colture da parte degli ungulati e obbligo di stalle e stazzi robusti e cani di protezione delle greggi per tenere lontani i lupi; 2) Diffusione di istruzioni e buone pratiche per affrontare in modo adeguato l’incontro con un animale selvatico, cinghiale o lupo; 3) Ricerca di finanziamenti dell’Unione Europea (vengono già concessi per la sterilizzazione delle nutrie) per avviare urgentemente studi e progetti di controllo della fertilità di cinghiali, caprioli e daini, visti i buoni risultati di iniziative già in corso in altri paesi (immuno-contraccezione)”.

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“La caccia infatti non solo non è la soluzione del problema ma, dicono gli scienziati, ne è la causa anche perché, disperdendo i branchi di cinghiali (che in Liguria si stanno invece riaggregando a difesa della presenza dei lupi), favorisce la formazione di molti piccoli gruppi in cui, a differenza dell’originale in cui si accoppia e partorisce solo la femmina dominante, riescono a figliare molte più femmine” conclude l’Enpa Savona.

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