Festival teatrale di Borgio Verezzi, un’edizione da ricordare a lungo

Qualità e varietà del cartellone premiano il cinquantatresimo Festival: record di incassi (più 2 per cento rispetto al 2018) e di affluenza di pubblico (sfiorate le 11 mila presenze)

Savona / Borgio Verezzi. Presentato oggi nella sala consigliare del comune il bilancio più che positivo dell’ultima edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi. Quella che si è conclusa con oltre sette minuti ininterrotti di applausi e una standing ovation a Enzo Decaro e agli altri magnifici interpreti di “Non è vero ma ci credo”, divertente commedia di Peppino De Filippo, sarà un’edizione da ricordare a lungo. Il 53.mo Festival di Borgio Verezzi non solo ha registrato l’ennesimo record di incassi (più 2 per cento rispetto al 2018) e di affluenza di pubblico (sfiorate le 11 mila presenze), nonostante il maltempo e un generalizzato calo turistico in luglio, ma si è anche particolarmente distinto per la qualità – e varietà – del cartellone presentato, come hanno confermato l’alto indice di gradimento degli spettatori, espresso a voce o sui social, e i commenti molto positivi della critica.

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Undici gli spettacoli in programma, nove dei quali in prima nazionale, a ribadire ancora una volta la peculiarità del festival, essere cioè una sorta di vetrina in cui vengono esposte alcune delle novità teatrali, che durante la stagione invernale gireranno l’Italia con il marchio di Borgio Verezzi e di conseguenza contribuiranno alla promozione del territorio ligure. «E tutti sono stati apprezzati, sia dagli operatori teatrali venuti qui in avanscoperta, sia dagli spettatori, che mai come quest’anno hanno mostrato consapevolezza e competenza nelle scelte e mai ci hanno fatto mancare un entusiastico sostegno: a tutti loro va il mio più sentito e sincero ringraziamento», dice il direttore artistico Stefano Delfino.

Difficile scegliere, questa volta, lo spettacolo di maggior successo, perché tutti, per un verso o per l’altro, sono stati acclamati e hanno avuto ampia risonanza sui media: dall’anteprima con “Banda 4.0” sui 40 anni di attività della Banda Osiris a “Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo squartatore”, con la popolare coppia Rocío Muñoz Morales e Giorgio Lupano, da “Liolá” con la star tv Giulio Corso a “Hollywood Burger” con il duo Enzo Iacchetti e Pino Quartullo, da “I due gemelli… veneziani” con Jurij Ferrini e il suo eccellente gruppo di giovani attori a “Se devi dire una bugia dilla grossa” con una raffica di star (Paola Quattrini, Paola Barale, Antonio Catania, Nini Salerno e Gianluca Ramazzotti). Senza contare “La leggenda del pianista sull’Oceano”, con Igor Chierici, interrotto a causa della pioggia.

C’erano nel programma anche spettacoli non propriamente “estivi” o d’evasione, ma anche più impegnativi per le tematiche affrontate, come ad esempio “L’anima buona di Sezuan”, con Monica Guerritore, “D.E.O. ex macchina” con Antonio Cornacchione o il “Paradiso” nelle grotte con Miriam Mesturino e la compagnia Uno sguardo dal palcoscenico: «Eppure, anche in questi casi, la risposta è stata alta e partecipata. Un azzardo ma ne è valsa la pena», commenta ancora Delfino, molto soddisfatto per i risultati ottenuti, che premiano anche il lungo, paziente e meticoloso lavoro di costruzione del Festival, «dove la qualità del prodotto è offerta non soltanto da titoli, protagonisti e registi, ma anche da quelli che solo in apparenza possono essere ritenuti dettagli, come scenografie, costumi, musiche o effetti luce, tutti realizzati da ottimi professionisti nei relativi settori».

Aggiunge il sindaco Renato Dacquino: «Nel mondo – e anche qui – in questi ultimi otto anni è capitato un po’ di tutto. Le frasi chiave più diffuse sono state e ancora sono: risorse limitate, deresponsabilizzazione, aumento delle attese, poca attenzione al bene comune, e poi lunghi elenchi di problemi, limiti, difficoltà, ostacoli e così via. Tutto vero, ma lamentarsi serve a poco! In questi anni con il Festival abbiamo cambiato il paradigma e ottenuto pubblico numeroso, spettacoli di qualità, visibilità diffusa nel tempo e sul territorio nazionale, partnership di valore e coraggiose, lavoro in team, collaborazione con associazioni e scuole, reali benefici per attività locali, stimoli culturali e strumenti a supporto per tutto il territorio. Cosa dire ancora: dati statistici? Richiami a chi poco ci aiuta? A chi non vede e non sente la responsabilità di darci più attenzione? Ha poco senso, noi vogliamo pensare (e realizzare) positivo. Tre elementi meritano però alta attenzione e vanno fatti conoscere: il primo, la direzione artistica e la responsabile operativa, due realtà che lavorano entrambe con passione e proprio grazie al loro impegno riusciamo a coniugare al meglio la qualità artistica con il buon uso delle risorse. Hanno un ruolo importantissimo e vitale, sono la vera anima del festival: Stefano Delfino, Direttore del Festival e Carmen Delbalzo, Ufficio Festival. La loro è una sana competizione, quella competizione che rende grande ogni progetto. Il secondo aspetto da evidenziare è il ruolo delle associazioni locali, degli operatori turistici e dei cittadini: tutti collaborano alla miglior riuscita del Festival. Il terzo è la grande sorpresa di quest’anno, quasi una magia. Magia verificata in sala parlando con il pubblico e testata con gli attori: un pubblico entusiasta in generale e, soprattutto, gli abbonati che negli anni sempre più sono diventati partner del Festival, veri tifosi e come tutti i tifosi passionali, caldi, entusiasti. Sono stati e saranno la vera anima del Festival. Tutto qua. In fondo è semplice: basta credere nel Festival, coinvolgere le persone, rispettare il pubblico e lavorare con entusiasmo e competenza».

E infine commenta Maddalena Pizzonia, Consigliere Comunale con Delega al Teatro: «In una stagione dove la nostra zona ha subito un generale calo delle presenze turistiche, il Festival ha saputo ancora una volta dimostrarsi una manifestazione attrattiva. Anno dopo anno continuiamo a registrare sold out, per molti spettacoli già settimane prima della rappresentazione, e dopo ogni spettacolo registriamo sempre commenti entusiasti del pubblico. E un grande piacere per un’amministrazione comunale poter andare in giro per l’Italia e raccogliere sempre elogi e riconoscimenti per una manifestazione che viene portata avanti con grandi sacrifici da così tanto tempo. Fra poco inizieremo i lavori per la prossima edizione, con l’obiettivo ricorrente di offrire sempre di più al nostro affezionato pubblico che cogliamo l’occasione di ringraziare calorosamente per l’affetto che ci dimostra anno dopo anno».

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Sabato 14 dicembre al Teatro Chiabrera di SAVONA "Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij con il Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta.

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