Cinghiali in Liguria, Enpa replica all’assessore Mai

cinghialino soccorso da Enpa

Savona / Genova. Ancora polemica sulla gestione della popolazione di cinghiali presente in Liguria. “La legge sulla caccia vieta l’immissione di cinghiali nell’ambiente (articolo 7 del Collegato Ambientale, legge 221/2015) ma non la reimmissione”: così i volontari della Protezione Animali savonese “restituiscono cortesemente al mittente, l’assessore regionale Mai, l’accusa di emotività ed ignoranza loro gratuitamente rivolta a mezzo stampa”.

“Lo spirito della legge – afferma l’Enpa – vuole infatti evitare che si introducano nel territorio animali ad esso estranei, come i cinghiali ed i caprioli comprati dai cacciatori nel secolo scorso da allevamenti e liberati affinchè si riproducessero fino a diventare diffusi, come accaduto, per essere cacciati; attività irresponsabile che nessun politico, a parte il Movimento 5 Stelle, contesta mai ai cacciatori, veri colpevoli del presunto esubero di queste specie e dei presunti danni arrecati all’agricoltura. Liberare in zone boschive lontane i cuccioli di cinghiale catturati nelle gabbie di Bergeggi era una soluzione umanitaria ed efficace (il soggetto catturato, memore del trauma subìto, difficilmente ritornerà sul posto), invece di fucilarli sul posto, perfettamente rispettosa della legge sopra menzionata, perché si spostavano da un ambiente ad un altro animali appartenenti all’ambiente stesso”.

L’Enpa “invita inoltre l’assessore Mai (e Toti che dice?) a cominciare ad ascoltare non solo cacciatori e pescatori ma anche le migliaia di cittadini, tra cui suoi elettori e del suo partito, e propone agli agenti della polizia regionale a rifiutarsi, a propria autotutela, di eseguire ulteriori esecuzioni sommarie di cinghiali in gabbia”.

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