Su la Testa 2015 serata finale

 

di Alfredo SgarlatoAlbenga. La serata conclusiva di Su la Testa 2015 ha avuto una gustosa anteprima pomeridiana con “Cala la notte”, incontro ideato e condotto da Alberto Calandriello coi poeti Vera Bonaccini, Bettina Banchini, Silvio Straneo e Francesco Vasco. Cosa significa per loro scrivere poesie oggi? Libertà, un momento da dedicare a sé stessi, un modo di lottare, un amore per la bellezza delle parole, queste alcune delle risposte.

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La serata inizia con un monologo dell’attore Fabio Vosilla, e continua col cantautore genovese Malvezzi. Spesso i cantautori sono identificati come persone malinconiche, oppure dedite a corpo morto all’impegno. Ma ci sono anche quelli che fanno dell’ironia l’arma vincente, e Malvezzi è tra questi. Malvezzi pratica la sana tradizione del “castigat ridendo mores”, e coi suoi testi arguti e divertenti fustiga i peggiori esponenti del costume nazionale, dalla politica rifatta chirurgicamente ai professionisti del mugugno e del cinismo. Ad accompagnarlo alla batteria ritroviamo Federico Lagomarsino, che mostra grande versatilità suonando un kit ridotto all’essenziale, e tenendo alto lo swing delle canzoni.

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Secondo ospite la pavese Mimosa. Sembra una bambina uscita da un film di Tim Burton, ma tiene il palco come una veterana. Ha studiato musica, recitazione, filosofia, ha interpretato molti film e lavori teatrali e a settembre ha pubblicato il suo primo disco. Voce potentissima, grande teatralità nell’interpretazione, a colpire sono soprattutto i testi, oscuri, sofferti, densi di femminilità, e con spunti di critica sociale. Il pubblico dell’Ambra la adotta e ne rimane molto impressionato.

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Ogni anno l’Associazione Zoo organizza un contest, non competitivo, per dare modo ai musicisti locali di partecipare a serate in vari locali. Uno viene scelto per salire sul palco del Teatro Ambra: quest’anno tocca a Edoardo Chiesa, da Varazze, musicista che viene dal blues e che ha da poco pubblicato il primo disco “Canzoni sull’alternativa”, selezionato per la Targa Tenco. Canta tre canzoni intrise di rock, bella voce, bei testi.

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Apoteosi finale con la Bandabardò, gruppo fiorentino con più di vent’anni di carriera. I contagiosi ritmi in levare della Bandabardò sarebbero più adatti a una piazza che in teatro, ma anche ieri sera il pubblico si è scatenato ugualmente nelle danze. Ska, reggae, combat rock, per un gruppo che mostra il piacere di suonare divertendosi, e il pubblico lo sente. Poi sono anche ottimi musicisti, Finaz in versione rock inanella gustosi a solo, Erriquez è un frontman incontenibile, basso e batteria vanno come due treni e tutti insieme danno spettacolo. Gli spettatori vorrebbero che suonassero a oltranza ma ormai è passata da un pezzo mezzanotte e si deve smettere.

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Bella serata finale, con quattro musicisti molto diversi e tutti meritatamente apprezzati, per una decima edizione all’altezza delle aspettative. Come sempre insostituibile la regia di Alessandro Mazzitelli al mixer, e l’anno prossimo i ragazzi dell’Associazione Zoo dovranno ripetersi a questi livelli ma sappiamo che ce la faranno.

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*Foto di Emiliano Bertoli