Le Interviste Corsare ai protagonisti di Su la Testa

 

di Alfredo Sgarlato – Su la testa ogni anno ci fa scoprire nuovi talenti della musica italiana: è il caso di Mimosa, che ci dà il suo punto di vista sul mondo della musica

1) La proliferazione di piattaforme musicali in rete agevola i musicisti o li danneggia?

La proliferazione delle piattaforme fa in modo che chiunque possa far ascoltare la propria musica, si trova di tutto. Credo che le cose belle e con un senso siano sempre destinate a farsi sentire, da qualsiasi punto di partenza cominciano ad essere divulgate, mentre le cose brutte piano piano muoiano. Io sono partita dal web, con i video caricati su youtube e i finanziamenti dal basso. Senza la rete non sarei mai riuscita a realizzare il mio primo disco.

2) E dei talent show cosa ne pensate, sono solo mercato o c’è del buono?

I talent sono un’occasione per molti artisti, soprattutto gli interpreti, ma sono pericolosi per molti altri. La visibilità immediata e facile crea l’illusione di essere “arrivati” , ma spesso si tratta di una popolarità unicamente televisiva legata alle trasmissioni che non ha niente a che vedere con la musica e che si dissolve in poco tempo se non si ha una personalità musicale. Ben vengano i talent, ma se si ha un progetto musicale chiaro per sé stessi che non riguardi solo una fama altrimenti destinata ad essere sporadica.

3) Quando si fa musica d’autore scattano inevitabili i paragoni illustri: fino a che punto sono lusinghieri e fino a che punto scomodi?

Senza i grandi sarei totalmente persa. Sono padri e madri meravigliosi, da amare e distruggere. Sono orgogliosa e onorata quando sono paragonata a uno di loro.

mimosa-980-330x220

4) Oggi capita di ascoltare musicisti italiani che suonano jazz o blues bene come gli americani, se non di più… ci hanno colonizzato l’inconscio, o è un linguaggio universale patrimonio di tutti?

La musica non appartiene a nessuno, è vitale e di tutti. Le musica bella ha l’effetto di un contagio che supera qualsiasi provenienza. niente sesso, colore, religione, solo musica.

5) Fare musica in provincia è più difficile o i limiti aumentano la creatività?

Io sono cresciuta in due città, Roma e Milano e non è stato per niente facile all’inizio. Penso si debba essere obbiettivi rispetto alle proprie capacità e cercare di dare il meglio con gioia, provare, sbagliare tanto, buttarsi per trovare la strada.

6) Avete qualche ricordo legato a Su la Testa (o ad altre manifestazioni in Liguria, per chi partecipa per la prima volta) a cui siete particolarmente legati?

Per me a “Su la testa” è come fare l’amore per la prima volta. Sono emozionata ed eccitatissima!