Serate di fine estate a Cisano: On Air entusiasmano il pubblico

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di Alfredo Sgarlato – Seconda serata musicale per la fine estate a Cisano, inserita in un trittico che si è aperto con i Gente de ma e si chiuderà col tributo ai Trip. Sul palco di Piazza Gollo il trio On Air, Alessandro Collina al piano, Marc Peillon al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria, con un ospite d’eccezione, il ragazzo prodigio Mattia Cigalini, al sax alto. Il trio On Air sin da quando si è formato, nel 2009, ospita solisti ai fiati, musicisti del calibro di Fabrizio Bosso, Max Ionata e il grandissimo Paul Jeffreys, con cui era in progetto un lavoro dedicato a un gigante della composizione jazz, Thelonious Monk. Dopo la dipartita di Paul si imponeva di scegliere un sassofonista che completasse i gruppo, ed ecco arrivare da Agazzano (PC) Mattia Cigalini, formidabile solista. Il gruppo esegue una doppia scelta originale: inserire il sax alto nella musica di Monk, che ha sempre lavorato col sax tenore, e proporre composizioni tra le meno note del maestro americano, esclusa la ballad “Ask me now”, che sarà tra i brani più applauditi dalla serata.

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Sin dall’iniziale “Shuffle boil” si vede come l’interplay tra i musicisti sia perfetto. Cigalini suona l’alto con potenza ed espressività fortissime, quasi fosse un tenore, ha un bel suono non privo di asprezze, ed anche nelle improvvisazioni più ardite non tradisce mai la melodia, che nelle composizioni di Monk è sempre forte, anche quando appare sconclusionata. Il pianismo di Colina ben si adatta alla musica di Monk, così percussiva e ardita sul piano armonico: lascia sempre molto spazio ai collaboratori, prendendo a solo brevi e incisivi, spesso costruiti su sequenze di accordi, oppure su arpeggi sulle ottave più alte della tastiera. Molto presenti Peillon e Cervetto, che si dimostrano oltreché ritmi molti affiatati, solisti raffinati che non esagerano mai con gli effetti, e che duettano con gusto.

Il pubblico non è particolarmente numeroso, ma forse per una volta non è stato un male: i musicisti si sono sentiti liberi di improvvisare secondo il loro stile, di fronte ad un pubblico preparato che li seguiva con passione. Così in “San Francisco holiday” Cigalini si lancia in una lunga introduzione in solo, sfruttando tutte le possibilità del sax, schiocchi di lingua, imitazioni di una sirena. Spesso i brani hanno sviluppi molto free, con cambi di ritmo e di atmosfera. Il pubblico applaude convinto e alla fine richiama il quartetto per il bis, “Ba-lue bolivar ba-lues-are”, un blues, con un’ovazione interminabile. Una serata di musica davvero ottima, con musicisti bravi e in forma, molto a loro agio. Gli assenti hanno avuto torto? Comprendiamo le ragioni di tutti, molti non amano il jazz. Però, come sentivamo dire tra il pubblico, quando suonano musicisti così bravi, e gratis, è sempre un’occasione da non perdere.

*Foto di Alessandro Mazzitelli

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