Festival Teatrale di Borgio Verezzi: “Bilancio conclusivo di un grande successo”

Con quattro serate all’insegna del ‘tutto esaurito’ per Ieri è un altro Piazza S.Agostino gremita_estate 2015giorno, l’esilarante commedia francese che, dopo aver vinto il Premio Molière, è stata portata in scena in Italia dalla strepitosa copia comica Gianluca Ramazzotti e Antonio Cornacchione, si è chiusa la 49.a edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, dedicata alla Francia e alla sua cultura.


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Ancora una volta, i numeri confermano il successo della rassegna (10 spettacoli in cartellone, di cui otto in “prima nazionale”, per 22 serate complessive), che ha totalizzato un nuovo record di incassi (cresciuti del 3,4 per cento) e di presenze (404 spettatori in media a sera), oltre ad avere avuto un elevato indice di gradimento da parte del pubblico e un’ampia eco sugli organi di informazione di tutta l’Italia.

Legittima, quindi, la soddisfazione del Sindaco, Renato Dacquino: “Il 49° Festival è stato caratterizzato da proposte che hanno risposto alle molte e diverse attese: tanta qualità, risate e grande attenzione ai temi veri della vita. Tutto è andato bene grazie all’intelligente programmazione fatta dalla direzione artistica, alla collaborazione degli addetti ai lavori, alle associazioni e al volontariato in generale, ai responsabili delle attività turistiche, ai dipendenti comunali  e allo staff del teatro. Tutto il paese, e in particolare gli abitanti di Verezzi,  soprattutto quelli più vicini alla piazza, ancora una volta hanno fatto la differenza. La piazzetta, quasi una terrazza sul mare, le luci, le persone sui terrazzi, alle finestre, nei vicoli, sono uno spettacolo nello spettacolo”.

Aggiunge il Sindaco, che già pensa al domani: “Obiettivo di tutti oggi è vivere con orgoglio quanto realizzato e continuamente migliorato in questi anni e, soprattutto, guardare con forza e concretezza al 50° Festival nel 2016. Il bilancio è positivo anche nei numeri, come certifica lo staff del teatro  “… un ottimo risultato, le statistiche e il confronto con gli anni precedenti evidenziano che, in valore assoluto, è l’incasso più alto mai realizzato e il numero di spettatori è aumentato, confermando il trend positivo degli ultimi anni”. Di fatto, il Festival non ha problemi di pubblico né di gradimento, e l’incasso è da record… il problema sta nel fatto che con questo riusciamo a coprire il 50-60 per cento delle spese, e per il resto abbiamo bisogno di aiuto dall’esterno. La risposta generosa del pubblico e il successo generale sono un’ottima base di partenza per progettare il prossimo anno, e ringraziamo di cuore gli sponsor privati e istituzionali che ci hanno sostenuto fin qui. La Camera di Commercio con il suo Presidente Luciano Pasquale e la Regione con il nuovo Assessore alla Cultura Ilaria Cavo sono stati particolarmente attenti a quanto andava in scena e alle prossime tappe: anche su di loro contiamo per il futuro”.

E conclude Dacquino: “Siamo certi che ogni anno, pur forti della tradizione, dobbiamo e dovremo sempre conquistare con i fatti il diritto di continuare. Le vie di sviluppo passano, e devono passare, attraverso qualità, innovazione e buon uso delle risorse. Per guardare al futuro con ottimismo è quindi indispensabile creare sinergie a livello regionale e saper confermare la diffusione, generata dalle tante Prime che sono una vetrina delle novità invernali, del Festival a livello nazionale”.

Commenta il direttore artistico Stefano Delfino: “Dei quattordici Festival con la mia gestione, questo è stato quello che mi ha gratificato maggiormente, perché era il meno scontato e il più rischioso. Ma si è rivelato, proprio come speravo, anche molto vario e interessante. La ritengo una scommessa vinta, e alla grande, sia per la qualità artistica di tutte le proposte, sia per le emozioni che hanno trasmesso agli spettatori. Non c’è stato soltanto l’aspetto del divertimento, pur importante, specie in estate: rompendo le barriere della diversità abbiamo portato i ciechi e i sordi a teatro e abbiamo fatto recitare i carcerati. Inoltre abbiamo dato un tocco di internazionalità con la dedica alla Francia e con la presenza in palcoscenico di interpreti stranieri (due attrici e un regista francesi e un attore ivoriano, senza contare i tanti altri Paesi del mondo, dalla Cina alla Colombia, rappresentati nella compagnia dei detenuti)”.



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