Imperia: dopo abbandono Cofferati, segretario provinciale Pd Mannoni lancia appello per l’unità

di Sergio BagnoliImperia. “Adesso tutto uniti alle elezioni regionali di Pietro MannoniMaggio attorno al nome di Raffaella Paita”: è questo l’appello che, con ogni mezzo, il Segretario provinciale di Imperia del Partito Democratico, Pietro Mannoni sabato ha lanciato agli iscritti e ai simpatizzanti della propria parte politica dopo aver digerito il clamoroso abbandono di Sergio Cofferati che comunque era uno dei Padri fondatori del Partito Democratico italiano. Cofferati aveva annunciato il suo abbandono nel corso di una conferenza stampa indetta a Genova, nel ” foyer” del teatro Carlo Felice. È stato un abbandono che non solo ha messo in grave difficoltà il partito a livello regionale ma che ha avuto innegabili strascichi a livello nazionale.

A dire il vero, Cofferati se ne è andato lanciando i classici “stracci” per aria: se ne è andato accusando il Partito che lui stesso aveva contribuito a fondare di “mancanza di valori”, se ne è andato accusando il Ministro genovese della Difesa, Roberta Pinotti, grande ” sponsor” di Raffaella Paita di aver taciuto sul quelle che ha definito infiltrazioni fasciste a favore della protetta di quest’ultima alle Primarie liguri del centro- sinistra di domenica scorsa per la scelta del candidato governatore. Secondo Cofferati il principale peccato di Raffaella Paita, che risponde accusandolo di intelligenza con gli scajolani, è stato quello di accordarsi con uno dei notabili della destra imperiese e cioè con Eugenio Minasso da lui definito “un fascista”. Cofferati, infine, se ne è andato esprimendosi con sarcasmo riguardo all’espressione del diritto di voto da parte degli immigrati marocchini di Albenga.

Cofferati ha concluso la sua parabola nel Pd dopo che Venerdì pomeriggio dalla sede regionale ligure del partito, in via Maragliano a Genova, la presidentessa del Comitato dei Garanti, l’ex Giudice costituzionale Ferdinanda Contri, socialista lombardiana nel passato, ha emesso il verdetto tanto atteso a proposito delle primarie di coalizione di domenica scorsa che hanno investito quale candidata a Governatore della Liguria Raffaella Paita. Va innanzi tutto detto che sì sono tredici le sezioni elettorali per cui si è deciso di annullare il voto ma anche che a seguito di ciò il risultato finale della consultazione in fondo non cambia e Raffaella Paita continuerà ad essere la candidata Presidente del centro- sinistra alle prossime elezioni regionali liguri.

Tra le tredici sezioni elettorali i cui risultati sono stati totalmente annullati figurano nell’Imperiese quelle di Badalucco, Perinaldo e Santo Stefano al Mare. Già sin da Domenica intorno all’andamento del voto nei due paesi dell’estremo Ponente ligure si erano addensati molti sospetti. A Badalucco, paese della Valle Argentina, nell’entroterra di Sanremo addirittura la sezione era stata aperta alle otto di mattina mentre il regolamento delle primarie ne prevedeva l’apertura un’ora più tardi, e la chiusura alla tredici, vista l’esiguità demografica dei centri montanti della valle. A contestare l’apertura anticipata, e non permessa, del seggio fu una scrutatrice Antonella Rossi,funzionaria del Partito Democratico. Gli elettori fuori orario furono allora riconvocati al seggio per confermare, con dichiarazione scritta, l’assoluta libertà con la quale avevano espresso il voto, ma tutto ciò alla commissione regionale dei garanti non è bastato e quindi il voto a Badalucco è stato annullato. Per la cronaca a Badalucco Raffaella Paita aveva stravinto e Sergio Cofferati non aveva racimolato neanche dieci voti. Per italiani e stranieri, soprattutto albanesi, che avevano espresso il proprio voto nel centro della Valle Argentina, dunque è come se mai al seggio ci fossero stati.

In Provincia di Imperia in ogni modo quello di Badalucco non è stato il solo caso stigmatizzato, e punito con l’annullamento delle operazioni di voto, dal collegio presieduto da Ferdinanda Contri: anche a Perinaldo e Santo Stefano al Mare le operazioni sono state annullate. Pure qua le motivazioni, che saranno rese note nel pomeriggio per tutti i tredici seggi liguri incriminati, del provvedimento parleranno di gravi irregolarità. Una conclusione, dunque, non molto onorevole per la consultazione elettorale interna al centro- sinistra ligure che sicuramente indurrà, ed obbligherà, la segreteria nazionale del Partito Democratico a normare in maniera più certa e netta tale genere di votazioni. Ora non si è del tutto certi se le denunce che alla fine hanno portato la commissione dei garanti del Pd ligure ad annullare parzialmente le operazioni di voto di Domenica scorsa approderanno sul tavolo di qualche procura, anche se trattandosi di votazioni non ufficiali ma piuttosto private appare arduo identificare in tali irregolarità gli estremi di veri e propri illeciti penali.