Riorganizzazione Province: Lettera dell’On. Giacobbe al presidente Monica Giuliano

«Con l’approvazione della Legge di Stabilità si è definito un percorso per Anna Giacobbe 01gestire la riorganizzazione delle funzioni e delle relative dotazioni organiche di personale delle nuove Province. È chiaro a tutti noi che il taglio di risorse crea nell’immediato problemi significativi e che non è giusto che i dipendenti siano stati “con il fiato sospeso” sino a pochi giorni dalla scadenza di fine anno». È quanto si legge nella lettera inviata dall’On. Anna Giacobbe al presidente della Provincia di Savona Monica Giuliano.
«I problemi non sono certo risolti», si sottolinea nella missiva; «I ritardi nella realizzazione delle scelte necessarie a dare attuazione alla legge 56 riguardano il livello nazionale, ma anche quello regionale e locale. Allo stato delle cose, penso che sia giusto andare avanti nella riduzione sia dei compiti sia delle risorse da destinare alle nuove Province, naturalmente salvaguardando sia i servizi, sia la continuità del lavoro e le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici».
«Dico anche, sinceramente – prosegue l’on. Giacobbe – , che i processi di riforma della pubblica amministrazione, senza qualche “strappo” rischiano di finire in nulla; è già accaduto. La sfida di riformare per via contrattuale il lavoro pubblico e la p.a. ha registrato un stanziale fallimento: lo dico nei panni di chi avrebbe potuto e dovuto, nel proprio lavoro sindacale, portare a casa un risultato che non c’è stato. La tendenza a non riconoscere pienamente il ruolo delle organizzazioni dei lavoratori da parte del Governo va contrastata, non, mi permetto di dire, con atteggiamenti “difensivi”, ma sviluppando, anche nei territori, un negoziato vero».
«Inoltre, la campagna sulla riduzione dei costi della politica, cavalcata da molti, a torto o a ragione, ha prodotto semplificazioni liquidatorie in molti campi, compreso quello delle funzioni delle istituzioni che presiedono le “aree vaste”. Per questo penso che dovremo utilizzare i mesi che abbiamo davanti per governare un processo che sarà sicuramente difficile, e carico di incognite, pretendendo che ciascuno faccia la propria parte, e cercando di portarlo a buon fine. Mi metto a disposizione, per quanto possibile da parte mia, per affrontare questa fase, insieme a voi a alle organizzazioni dei lavoratori», conclude la lettera.

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