Melgrati e Rosso denunciano: “Ancora un caso di prevaricazione dei diritti dei disabili da parte della Regione Liguria”

Il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati e il vice-Presidente della Marco Melgrati B1 00commissione Sanità Matteo Rosso sono venuti a conoscenza, e intervengono, su “una vicenda che ha per protagonista un disabile motorio, ma che è emblematica di chissà quanti casi in Liguria”. Spiegano i due consiglieri regionali: “i fatti: il disabile motorio al 100% è da tre anni ricoverato in una struttura convenziona Asl, il Faggio, di via Boselli 8 a Savona, ospitato in un immobile di proprietà delle Opere Sociali; da ottobre gli hanno chiesto un contributo di 500 euro (16 euro giornalieri), tra l’altro a far data dal 1 di settembre. Al disabile che non ha reddito, con l’ISEE limitata alla pensione di invalidità e all’assegno di accompagnamento, che sommano 790 euro circa in totale, viene chiesto praticamente quasi tutto”.

“Da una parte lo Stato dà, con l’altra mano (la Regione) prende, senza lasciare nulla praticamente al disabile per un minimo di vita sociale. Infatti il disabile, confinato ‘per forza’ nella struttura, dipinge e telefona, e il denaro della pensione e dell’accompagnamento gli servono per poter aver un minimo di vita ‘sociale’. La domanda è: perché fino a ieri non doveva versare questo contributo. Abbiamo presentato una interrogazione urgente in Consiglio Regionale per avere dall’Assessore Rambaudi e dall’assessore Montaldo una risposta a questa domanda, perché da oggi lo deve fare? La richiesta è legittima o illegittima?”, dichiarano Melgrati e Rosso.

“Il padre è molto anziano, vedovo, malato ricoverato per problemi di salute. Ci sono molti casi di questo tipo, e questo non è che uno dei tanti casi. Inoltre abbiamo appreso di un ulteriore possibile spreco di denaro pubblico. Infatti la struttura del Faggio è stata ristrutturata con l’inserimento della ‘domotica’, con una spesa per questo di circa 400.000 euro, in una struttura di proprietà delle Opere Sociali di Savona. Esiste una cucina, che però gli ospiti non possono e non devono utilizzare, con pistoni che alzano e abbassano il piano di cottura, quindi a favore di chi è diversamente abile, e oggi è inutilizzabile anche per fare un caffè perché i pistoni sono bloccati. Era così necessario spendere questi soldi se poi le apparecchiature non funzionano, e soprattutto non sono a disposizione degli ospiti?”, concludono Melgrati e Rosso.