Taxi VS Carpooling e Uber? Rixi: “Tavolo permanente enti locali e associazioni di categoria contro ogni forma di abusivismo e illegalità”

«Ci sono delle regole per chi esercita la professione di tassista che non Edoardo Rixi 1G00possono essere aggirate se non vogliamo trasformare le strade in una “terra di nessuno” o in un far west, dove vige l’unica legge del “più furbo”» dice Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord in Regione Liguria, che domani presenterà in consiglio regionale un ordine del giorno che impegni la giunta “a monitorare, di concerto con i Comuni, le Polizie locali, le associazioni e i sindacati dei tassisti liguri il fenomeno del “car pooling” o auto condivisa”.

RobertoMichels

«Sappiamo che a Genova – dice Rixi – dopo Roma e Milano è arrivata l’app di Uber, un sistema che, mettendo in contatto diretto driver e passeggeri, offre un servizio di trasporto pubblico effettuato da privati cittadini. Un sistema che si affianca, per altro, al già presente fenomeno dell’abusivismo che solo sotto la Lanterna raccoglie una cinquantina di auto con conducente, che operano soprattutto vicino ai locali notturni».

«Sappiamo anche che chi diventa autista di Uber, il più delle volte, lo fa per arrotondare un magro stipendio, spinto dalle ristrettezze dovute alla crisi economica sempre più feroce. In queste condizioni, è disposto a offrire un servizio per pochi euro, senza garanzia alcuna di sicurezza del mezzo, di copertura assicurativa per chi è trasportato: in caso di incidente, chi pagherebbe il passeggero infortunato? Non solo: essendo abusivo, senza alcun requisito professionale e conseguente inquadramento contributivo, il lavoratore è un evasore totale e non ha alcuna copertura ai fini pensionistici. In questo quadro di assoluta mancanza di rispetto delle regole base per lo svolgimento di qualsiasi attività commerciale o di servizio pubblico, si prospetta la concreta possibilità che, vista l’immediatezza del servizio attraverso il ricorso a una tecnologia portatile di cui tutti ormai siamo dotati, il fenomeno si allarghi a macchia d’olio in tutta la regione. Oggi è partito da Genova, ma cosa impedisce che si affacci su Savona, meta di ricchi flussi croceristici, nel Tigullio, dove Portofino attrae migliaia di visitatori da tutto il mondo, alla Spezia nelle Cinque Terre o addirittura nella provincia di Imperia al confine con la Francia? Sappiamo che, in quest’ultimo caso, si sono già verificati casi di tentati “sconfinamenti” da parte di clandestini in taxi, figuriamoci con Uber!»

«Pertanto – conclude Rixi – riteniamo sia di assoluta urgenza la costituzione di un tavolo regionale di monitoraggio a cui prendano parte gli assessori regionali competenti, ai Trasporti e alla Sicurezza, i Comuni, le Polizie Municipali, i sindacati e le associazioni di categoria dei tassisti liguri affinché siano attuate le dovute contromisure per affrontare per tempo ogni forma di abusivismo nel trasporto pubblico di persone».

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