In arrivo il Pos anche per gli artigiani: in Liguria sono oltre 32 mila le micro imprese interessate

Sono oltre 32.400 le realtà artigiane liguri (oltre 107.600 le imprese totali) Giancarlo Grasso 02potenzialmente interessate all’utilizzo obbligatorio dei Pos, che scatterà da lunedì 30 giugno per il pagamento di tutti gli importi superiori a 30 euro.

Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato su dati Infocamere-Unioncamere e Banca d’Italia, si tratta del 71,2% delle micro realtà artigiane della Liguria, attive nei settori delle costruzioni, servizi, commercio al dettaglio: un’incidenza che, in Italia, è seconda solo a quella del Lazio, con il 72,1% di artigiani coinvolti, e superiore a quella di Trentino Alto Adige (67,4%), Piemonte (65,3%), Valle d’Aosta (64,5%) e di 8,8 punti percentuali sulla media nazionale. L’incidenza più bassa si riscontra invece in Sardegna (55,3%), Sicilia (55,4%) e Marche (56,4%). Oltre 45.100 i Pos già in uso nelle imprese liguri interessate, pari a 419 terminali ogni mille realtà. L’impatto economico sulla micro e piccola imprenditoria non sarà banale, si tratta di 435 milioni di euro stimati totali, pari a 246 euro per impresa. L’impatto comprende un costo fisso annuale di circa 266 milioni di euro, che tiene conto dell’installazione Pos fissa e mobile per le imprese, e altri 282 milioni di costo sulle transazioni.

«Oggi l’impresa – afferma Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – è costretta a subire l’introduzione del Pos come un ennesimo atto vessatorio, mentre avrebbe tutto l’interesse a favorirne la diffusione se esistessero le condizioni adatte e non gli alti costi attuali. La moneta elettronica consente infatti di offrire un miglior servizio al cliente e maggiore efficienza e sicurezza nelle transazioni commerciali. Da considerare poi che alcune attività a basso margine di redditività corrono il rischio di veder mortificato il loro utile dalle commissioni bancarie».

Osservando la distribuzione provinciale delle imprese artigiane potenzialmente interessate all’utilizzo obbligatorio dei Pos, l’incidenza maggiore si trova nell’imperiese (terza provincia in Italia dopo Roma e Trieste), con il 74,7% delle realtà artigiane coinvolte (quasi 5.400). Segue Savona, al quarto posto, con il 72,7% delle micro e piccole realtà sul totale del comparto (oltre 6.800). Infine Genova (70,6% e circa 16.400 imprese interessate) e La Spezia (66,5%, 3.700 realtà). Per quello che riguarda invece il totale delle aziende potenzialmente coinvolte, che comprende anche realtà non artigiane, sono oltre 58.700 le genovesi, con quasi 22.160 Pos installati. Segue la provincia di Savona (oltre 19.800 realtà e 9.500 Pos circa), Imperia (circa 15.800 e poco più di 6.900 terminali) e La Spezia (quasi 13.200 e circa 6.500 Pos).

Rispetto alla media europea, in Italia il Pos è più diffuso in rapporto alla popolazione e ciascun terminale gestisce meno operazioni, anche se queste sono di importo medio più elevato: il nostro Paese conta 40 abitanti per terminale (25 Pos ogni mille persone), e occupa il decimo posto nel ranking Ue, con una maggiore diffusione dei Pos rispetto alla media dell’Eurozona di 48 abitanti per terminale. Si contano inoltre 990 operazioni per terminale (16esimo posto Ue, di molto inferiore alla media dell’Eurozona pari a 3.415). Infine, l’importo medio per operazione è di 77 euro: sensibilmente superiore a quello medio europeo, pari a 51, l’Italia è seconda solo a Lussemburgo (ben 299 euro) e Grecia (92 euro).