Tpl, Pellerano: “Nessuna delega in bianco a una maggiornaza fallimentare nella gestione del servizio”

«Senza dati oggettivi sulla situazione attuale del tpl e sui flussi di traffico e Lorenzo Pelleranosenza studi economici sulla definizione dei bacini, non possiamo assumerci il rischio di consegnare una delega in bianco a una maggioranza che, in nove anni di gestione in continuità del tpl, ha inanellato una serie preoccupante di insuccessi, portando il servizio alla soglia del fallimento». Così esordisce Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, intervenuto nella discussione sulla riforma del tpl questa mattina in Regione.

«La grave responsabilità politica del centrosinistra è evidente soprattutto a Genova, nel caso di Amt» spiega Pellerano che poi entra nel dettaglio di alcuni numeri riferiti alla gestione del tpl nel capoluogo ligure.

«Solo per citare qualche dato – dice Pellerano – ricordo i 750 milioni di euro spesi per realizzare a Genova la metropolitana più corta del mondo, che manca ancora di un collegamento diretto con la prima stazione cittadina, quella di Principe, e con i quartieri popolosi di Marassi e San Fruttuoso. E ancora: il fallimento del biglietto elettronico costato 4 milioni di euro senza produrre alcun risultato. La mancata attuazione del road pricing che avrebbe potuto liberare dal traffico privato il centro di Genova e favorire l’uso dei bus. Il naufragio del multitaxi e l’assenza, quasi totale, dei parcheggi urbani di interscambio. E infine, la vendita delle rimesse di Amt, Guglielmetti e di Boccadasse, servita solo a tappare qualche buco aziendale, senza produrre alcun risanamento. Emerge evidente l’assoluta mancanza di programmazione nella gestione del tpl a Genova e in generale in Liguria negli ultimi decenni; la qualità del servizio è sotto gli occhi di tutti. Anche nella realizzazione dell’Agenzia unica abbiamo assistito a scelte prese “a occhi chiusi” con preoccupanti forzature, senza una seria valutazione propedeutica. La riforma è stata impostata senza conoscere i risultati dello studio commissionato a Filse, costato poco meno di mezzo milione di euro. A giochi fatti come potrà la finanziaria della Regione smentire la Regione stessa, sua committente in tema di definizione del bacino ottimale?».

«La sensazione è che questa legge manchi di fondamenti concreti e che si sia stato messo “il carro davanti ai buoi”. In questi mesi, come Liste civiche, abbiamo presentato in commissione e in consiglio alcune proposte concrete sull’Agenzia unica, che sono state puntualmente bocciate. Per mettere al riparo l’Agenzia da qualsiasi rischio futuro di diventare il solito “poltronificio” per politici trombati, avevamo proposto che i componenti avessero competenze specifiche in materia di trasporti. Il nostro emendamento è stato bocciato. Ci consoliamo, amaramente, osservando come anche l’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, in questi giorni, abbia ribadito gravi perplessità sulla “ assoluta mancanza di qualsiasi elemento che consentisse di apprezzare la base economica a sostegno della scelta di definire un unico bacino di traffico a livello regionale”».

«A suo tempo anche lo studio dell’Istituto Bruno Leoni era stato molto critico nei confronti della proposta di riforma della Liguria. Alla luce di queste criticità la maggioranza dovrebbe interrogarsi circa l’opportunità di consentire all’Agenzia Unica , se non altro in fase transitoria, di mettere a gara il servizio su più bacini: in tal modo verrebbero recuperate risorse per decine di milioni di euro attraverso il risparmio dell’IVA e allo stesso tempo non verrebbe preclusa alcuna strada. In attesa che lo studio di Filse fornisca i dati di partenza più precisi».