Liguria – Apprendistato, l’appello di giovani e artigiani: #sosteneteci #con urgenza (video)

#sosteneteci #conurgenza: è l’appello, sotto forma di hashtag, lanciato da Alessandra Tripodi e Gloriana RondaAlessandra Tripodi, giovane studentessa di Futura, ente di formazione savonese ed aspirante acconciatrice e da Gloriana Ronda, imprenditrice genovese del settore acconciatura (circa 2.900 in tutta la regione), protagoniste dell’intervista doppia lanciata da Confartigianato Liguria in occasione del workshop “Lavorare ai tempi della crisi”, che si è tenuto questa mattina a Palazzo della Borsa a Genova.

In periodo di recessione è difficile trovare un punto di equilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Il contratto di apprendistato, tra i temi oggetto del convegno, rappresenta sia una svolta per un giovane specializzando in un mestiere artigiano, sia una possibilità per l’azienda che, come spiega Ronda, «può formare l’apprendista secondo i propri standard, anche se inizialmente la sua produttività potrebbe essere minore rispetto a quella prevista dai soggetti di controllo». «Nel caso dell’acconciatore – aggiunge Alessandra Tripodi – assumere giovani significherebbe anche rinnovare il volto del salone e lavorare in condizioni di maggiore efficienza». «Ma oggi non sempre è facile trovare giovani che abbiano davvero voglia di fare e imparare», rivela Gloriana Ronda, che ha formato centinaia di persone tra azienda e corsi di formazione, il 90% al di sotto dei 35 anni e quasi tutte inserite nella realtà lavorativa con contratto di apprendistato. Chi invece è davvero volenteroso di imparare un mestiere, trova un mercato del lavoro bloccato: «Troppo spesso le aziende non possono assumere per motivi economici, anche se la voglia di farlo ci sarebbe, soprattutto per le necessità pratiche di migliorare l’organizzazione del proprio lavoro».

Nella presentazione del video il segretario regionale di Confartigianato Liguria, Luca Costi ha evidenziato come «il bando attuale della Regione Liguria per favorire l’assunzione di tirocinanti e apprendisti rappresenta un valido incentivo per le imprese ma i centri per l’impiego dovranno dimostrare la loro efficienza, mentre a livello nazionale le modifiche sull’apprendistato, con l’abolizione dell’obbligo di stabilizzazione, vanno nella direzione giusta».

Secondo gli addetti ai lavori, anche alcuni aspetti contrattuali possono essere ancora migliorati: «Sarebbe importante cambiare il contratto collettivo nazionale – spiega Ronda – in modo da consentire all’azienda di riscattare il compenso economico dell’apprendista nel caso in cui questi decidesse di lasciare l’impresa al termine del periodo di formazione: in questo modo la formazione stessa diventerebbe un vero e proprio investimento per l’azienda».

Dopo gli anni di studio, l’apprendistato sarebbe un primo fondamentale traguardo per gli “artigiani in erba”: «I primi insegnamenti pratici devono avvenire sui banchi di scuola, perché è qui che gli studenti, seguiti passo dopo passo dai professori, apprendono tutte le tecniche di base – descrive Alessandra Tripodi – ma lavorare in un salone offre un’altra visione del mestiere, sicuramente più concreta: per questo è così importante la formazione sul campo». “Torniamo a insegnare il mestiere in azienda” è, non a caso, il tweet di appello lanciato da Gloriana Ronda. Affiancato da quello di Alessandra Tripodi che, rivolta ad aziende e istituzioni, chiede di “sostenere la voglia di fare dei giovani e soprattutto i loro sogni”.