Turismo, Rixi: “Semplificare subito le norme di un settore traino dell’economia ligure”

«L’approvazione delle modifiche in materia di turismo e urbanistica è solo Edoardo Rixi 1G00un piccolo passo, ma per sostenere, come si meritano, le nostre piccole imprese del settore turistico è indispensabile procedere a velocità sostenuta sulla strada della defiscalizzazione e della deburocratizzazione se non vogliamo uccidere un comparto trainante per l’intera economia ligure, che genera 7 miliardi di euro all’anno di prodotto interno lordo, il 5% del totale regionale». Così Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, intervenuto questa mattina durante la discussione del ddl 333 “Modifiche e integrazioni di normative in materia di turismo e urbanistica”.


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«Il provvedimento è ancora insufficiente – spiega Rixi – da qui a fine legislatura, è indispensabile che si arrivi all’elaborazione di un testo unico sul turismo che metta ordine e semplifichi la selva di norme che oggi rendono quasi impossibile la vita alle piccole imprese del comparto, fortemente penalizzate sia dal crollo della domanda interna sia dal profondo gap fiscale con i competitors francesi. Basti pensare che un’impresa ligure impiega 137 giorni in più rispetto a una francese solo per pagare le tasse. Si aggiunga che in Liguria le imprese di piccole dimensioni, in prevalenza artigiane, del comparto turistico sono circa 6.600 e sono proprio quelle che più a fatica riescono a stare al passo con gli aggiornamenti normativi e che quindi vengono fortemente penalizzate ogni giorno dalla burocrazia che le assilla».

«Penso che la Liguria debba puntare sul turismo come comparto traino dell’economia. È in grado di attrarre flussi esteri da Paesi che meno hanno risentito della crisi e che hanno una forte capacità di spesa. Tuttavia, è indispensabile provvedere a una profonda operazione di semplificazione accorpando in un unico testo l’insostenibile corpus normativo che rende pressoché impossibile fare impresa nel settore. Per rilanciare l’industria turistica è necessario anche prendere esempio dai Paesi concorrenti: per esempio, abbattendo drasticamente l’Iva sui servizi al 4%».

«Solo con misure strutturali che rispondano alle vere richieste del comparto potremo rilanciare e sostenere le imprese del turismo e tutto l’indotto che ruota attorno al comparto. È il momento di agire ascoltando le vere esigenze dei nostri imprenditori. Non è più tollerabile, ad esempio, che si verifichino casi di imprese che si presentano a un istituto di credito per richiedere un finanziamento in virtù di un accordo con Filse e che la banca non sappia fornire le dovute risposte. Non bastano gli annunci, le firme di accordi sbandierati dalla Regione con questa o quella banca per ridare credito alle imprese. Occorre monitorare come le linee di credito vengono attivate, ma soprattutto è indispensabile allentare le maglie della fiscalità e della burocrazia che sta strozzando il nostro tessuto imprenditoriale, anche quello più vivace come quello del turismo», conclude Rixi.



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