Sequestro Tirreno Power, Fare per Fermare il Declino: “epilogo di una lunga ed ingiustificabile stagione di incertezze e di mancate decisioni”

Fare per Fermare il Declino, apprese le notizie relative al sequestro dei centrale TP 02gruppi a carbone della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure oggi disposto dall’Autorità Giudiziaria di Savona, manifesta “preoccupazione per quello che appare l’ennesimo caso di scellerata gestione di un’importante realtà industriale, perpetrata in complicità tra poteri economici e politico/amministrativi locali. Questo evento, epilogo di una lunga ed ingiustificabile stagione di incertezze, di mancate decisioni e forse anche di colpevoli omissioni, delle amministrazioni pubbliche a vario titolo competenti (Enti locali, Regione, Governo), dannose sia per il territorio che per la popolazione, come testimoniato dalle centinaia di morti (442, solo tra il 2000 e il 2007) che parrebbero causati dalle emissioni nocive, calcolati dal Procuratore Granero”.

“È evidente – ha precisato il Coordinatore regionale di Fare per Fermare il Declino, Marco Nocentini – che l’adozione di un provvedimento giudiziario così grave, a fronte delle problematiche aperte ormai anni attorno al sito produttivo in questione, evidenzia le incredibili incertezze e incapacità d’intervento palesate in questo lungo periodo dalla Regione Liguria e dallo Stato.”

“Non entriamo, per rispetto dell’Autorità Giudiziaria, nel merito della questione ma è comunque necessario rimarcare che l’incertezza con cui Stato e Regione hanno gestito la vicenda si traduce in pregiudizi per l’occupazione e per il territorio, con la perdita di occasioni di investimento che costituivano l’occasione per affrontare la questione in modo radicale e ben più efficiente”.

La portata della gravità della situazione, al di là di quel che accerterà l’Autorità giudiziaria, “è comunque enorme e testimonia l’incuria e la subalternità (per non pensar di peggio) con cui gli amministratori locali hanno affrontato il problema. Un esempio eclatante di questa subalternità è dato dal semplicistico innalzamento delle soglie limite di nocività ad opera del presidente di regione Burlando (PD), che per decreto ha reso salubre quel che prima era nocivo. Con buona pace delle migliaia di persone che, parrebbe a causa di quelle sostanze, avrebbero perso la salute o addirittura la vita”.

“Adesso è facile prevedere che si creeranno i classici due schieramenti: da un lato chi difenderà la continuità dell’attività della centrale facendosi scudo della tutela dei posti di lavoro (e giustificando in tal modo chi fino ad oggi ha adottato la politica dello struzzo facendo finta di non vedere ciò che avveniva), dall’altro chi difenderà il diritto alla salute della collettività, chiedendo il blocco tout court dell’impianto”.

Di fronte a simili atteggiamenti di blocchi contrapposti, che favoriscono solo il mantenimento di un dannoso status quo, i circoli di Fare per fermare il declino propongono una terza via, che prevede: “l’immediato accertamento del reale impatto sulla popolazione che le emissioni nocive hanno avuto; l’accertamento, senza sconti, delle responsabilità politiche e amministrative, e se del caso civili e penali di tutti i personaggi coinvolti nella questione e l’erogazione dell’eventuale indennizzo alle vittime accertate, a tutela della salute pubblica, bene primario della collettività; l’immediato avvio degli interventi di bonifica, risanamento e rimessa in efficienza degli impianti ad opera e spese di chi, negli anni, ha lucrato sulla salute pubblica, per restituire al territorio una risorsa produttiva importante come la centrale in questione; l’avvio di un processo politico di aggregazione di tutte le forze di opposizione, estranee al gioco di connivenze che hanno portato a questo dissesto, e la creazione di un ‘fronte del buongoverno’ che superi sterili divisioni e porti alle prossime elezioni amministrative al rovesciamento di un sistema di potere che nei fatti ha dimostrato di essere votato al signoraggio e non alla tutela degli interessi dei cittadini”.

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