Casa della Legalità, Lettera aperta a Istituti bancari e Governo: non finanziate Sorgenia e Tirreno Power

Casa della Legalità – Lettera aperta a Istituti bancari e Governo. La società Christian Abbondanza“Sorgenia” del Gruppo De Benedetti risulta avere un debito totale di 1,9 miliardi di euro. La Sorgenia è socia della Tirreno Power (tramite il 75% di Energia Italiana) che risulta avere debiti per circa 850 milioni di euro. La Tirreno Power oltre al debito a Bilancio porta in dote: una centrale a carbone a Vado Ligure posta sotto sequestro; un’inchiesta per Disastro ambientale; un’inchiesta per omicidio colposo.


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Alle citate inchieste della Procura di Savona si aggiungono: quella della stessa Procura relativa alle Autorizzazioni della Centrale ed in particolare sugli Atti delle amministrazioni pubbliche e del Ministero dell’Ambiente relativamente all’AIA per l’ampliamento della Centrale e quella della DDA di Genova riguardante gli smaltimenti illeciti dei rifiuti pericolosi relativi alle ceneri prodotte dalle Centrale.

Il Procuratore Capo di Savona, dott. Francantonio Granero, ha indicato pubblicamente le risultanze delle lunghe e dettagliate perizie in merito all’inquinamento prodotto dalla Centrale a carbone della Tirreno Power di Vado Ligure. Nel dettaglio, come ampiamente riportato anche dagli organi di informazione, guardando all’arco di tempo tra il 2000 ed il 2007 si tratta di 440 morti, 450 bambini e oltre 1700 adulti ricoverati per patologie respiratorie.

Con il sequestro della Centrale a carbone della Tirreno Power a Vado Ligure è stato disposto il fermo dei due gruppi a carbone, in considerazione della violazione dei limiti normativi delle emissioni prodotte, così come certificato dalle analisi condotte dai periti della Procura della Repubblica.

Oltre alla questione etica di garantire copertura finanziaria ad un’impresa (Sorgenia > Tirreno Power) che risulta responsabile, secondo le risultanze delle perizie e degli studi epidemiologici alla base dei procedimenti penali aperti presso la Procura di Savona, di un disastro ai danni di ambiente e persone, vi è una questione anche prettamente economica che non può essere ignorata. Infatti quali garanzie può fornire Sorgenia e Tirreno Power, con l’impianto di Vado Ligure sotto sequestro (e gruppi a carbone sottoposti al fermo) e con il rischio concreto di dover pagare un indennizzo allo Stato, oltre che alle vittime, per disastro ambientale ed omicidio colposo?

Questa domanda dovrebbe imporre, oltre – come già ricordato – al dovere etico di tutela della comunità e dell’ambiente, anche il dovere di non adottare alcuna procedura di sostegno finanziario alle società in questione (Sorgenia > Tirreno Power) in quanto imprese già con elevata sofferenza e con rischio concreto di tracollo finanziario (alla luce delle inchieste in corso nonché per il fermo degli impianti a carbone di produzione di energia elettrica di Vado Ligure), non fosse altro che per evitare coinvolgimenti penali conseguenti alla sostegno finanziario di imprese ad alto ed evidente rischio di crac.

Allo stesso modo apparirebbe quantomai incomprensibile un sostegno pubblico (diretto o indiretto) da parte del Governo alle medesime imprese a meno che non vi sia la definitiva chiusura degli impianti a carbone di Vado Ligure, con una riconversione immediata della Centrale per una produzione non inquinante, e quindi superando le ragioni stesse del Sequestro degli impianti di Vado Ligure ed evitando così il perpetuarsi dei danni alla salute ed all’ambiente.

Con la speranza di un riscontro alla presente si resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento, precisando che è nostra intenzione segnalare all’Autorità Giudiziaria, per gli opportuni approfondimenti, eventuali finanziamenti a sofferenza che dovessero venire elargiti a favore delle imprese indicate.

* l’Ufficio di Presidenza, Casa della Legalità – Genova, 11 marzo 2014



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