Grillo martedì al Festival di Sanremo? M5S crea scompiglio comprando due biglietti in platea

di Sergio Bagnoli – Più ci si avvicina alle ore ventuno di Martedì sera, Beppe Grillo 01momento in cui prenderà il via dal palco del Teatro Ariston di Sanremo l’edizione 2014 del Festival della Canzone italiana, più cresce tra i funzionari e i dirigenti Rai, sia tra quelli distaccati nella città ligure che tra quelli che rimarranno a Roma negli uffici di Viale Mazini, il terrore per un’imprevista e sconveniente intemerata del leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo.

Il comico genovese, infatti, da due- tre giorni ha comunicato tramite Twitter la sua presenza a Sanremo nella giornata inaugurale della maggior rassegna canora italiana. È vero che pure l’anno scorso preannunciò una capatina nella ” Città dei Fiori” e che poi non si fece vedere, ma quest’anno più di un indizio porta a ritenere che o Beppe Grillo in persona o qualche parlamentare del Movimento Cinque Stelle faccia la propria apparizione tra Via Matteotti, il salotto di Sanremo, e il palco dell’Ariston il diciotto Febbraio.

Qualcuno di riferibile alla terza forza politica italiana, infatti, da tempo ha acquistato due biglietti di platea in nome e per conto del guru genovese che possiede una lussuosa villa nell’esclusivo quartiere di Sant’Ilario nel capoluogo ligure. Nessuno mette in discussione il diritto di Beppe Grillo, o di qualsiasi altro parlamentare del movimento, ad assistere alla serata inaugurale del Festival previo acquisto di un biglietto, ma si teme che, proprio mentre a Roma starà per nascere il primo governo guidato da Matteo Renzi, i grillini vogliano, con non comune senso dell’opportunismo, togliere all’attuale sindaco di Firenze la scena interrompendo magari lo spettacolo condotto dal presentatore savonese Fabio Fazio e da Luciana Littizzetto con un improvvisato concione politico direttamente condotto dalla platea del teatro sanremese.

Più di un funzionario Rai, secondo indiscrezioni provenienti dalle ovattate stanze di Viale Mazzini a Roma, avrebbe affermato che in tal caso si procederebbe penalmente contro chiunque osasse interrompere la manifestazione ma certo nel caso esso fosse un Parlamentare in carica la situazione si complicherebbe. Qualcun altro, poi, osserva che, di fronte a certe minacce che sfiorano il senso del ridicolo, sarebbe stato più saggio trasferire il Festival della Canzone italiana in un qualsiasi teatro della Rai, a Roma od a Napoli, con una platea composta da spettatori invitati senza ragionare, però, sul fatto che è il Comune di Sanremo sino ad oggi è il proprietario del marchio della manifestazione. Qualcun altro, infine osserva, forse non a torto, che il tutto debba essere rubricato alla voce “trovata pubblicitaria” con il solo scopo di aumentare l’audience del Festival nel corso della serata di martedì ma che poi in sala all’Ariston non succederà nulla di rilevante se non l’ascolto delle canzoni che, si spera, possano essere di qualità.

Di certo c’è che, però, Grillo ed il Movimento Cinque Stelle da tempo vanno denunciando il fatto che per condurre le cinque serate del Festival Fabio Fazio introiterà un “cachet” esagerato che è un insulto ai tantissimi italiani disoccupati od imprenditori in difficoltà senza contare che l’occasione di distogliere l’attenzione dalla scalata a Palazzo Chigi del segretario del Pd Matteo Renzi è troppo allettante per un Moviemnto che, sinora, della protesta sguaiata e della provocazione ha fatto uno strumento di lotta politica, proponendosi agli italiani come l’unica alternativa credibile ai cosiddetti “parrucconi” della partitocrazia.